Pellegrini di speranza, già iniziato il cammino verso il Giubileo 2025

Intervista all'incaricato diocesano don Matteo Bottesini sul significato del Giubileo e sugli appuntamenti già in agenda

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C’è una Chiesa, nel mondo, in Italia, in Lombardia, a Cremona, che vuole camminare con la sua gente. Già lo sta facendo, ma lo farà in modo ancor più significativo in occasione del prossimo Giubileo – con lo slogan “Pellegrini di speranza” – in programma a Roma e sancito con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano il prossimo 24 dicembre. Per saperne di più e per approfondire il discorso a livello locale, abbiamo intervistato don Matteo Bottesini, incaricato diocesano del Segretariato Pellegrinaggi e per il Giubileo 2025.

Don Matteo, quale significato ha, per la Chiesa universale, ma anche per quella locale, il prossimo Giubileo?

«Quando si parla di Giubileo qualcuno potrebbe chiedersi: perché lo si fa ancora? che cosa c’entra con la vita delle persone? Possiamo spiegarlo attraverso due parole chiave: “pellegrinaggio” e “porta”. Il pellegrinaggio richiama un cammino, il movimento che il Giubileo scatenerà: un cammino fisico, ma anche un movimento che ha a che fare con il senso della vita, che porta a cercare un orientamento, un senso, una meta per la propria vita. La porta è, invece, l’immagine del passaggio e ci costringe a immaginare che cosa c’è dietro questa porta, quindi a guardare al futuro».

La Diocesi di Cremona come si prepara a questo evento? E come lo vivrà?

«La preparazione è iniziata quest’anno – che è l’Anno della Preghiera – con incontri ad hoc con i gruppi di preghiera e proseguirà, in Avvento, con un periodo di adorazione continuata che coinvolgerà tutte le zone pastorali e le comunità parrocchiali. Inoltre, nel contesto del 4° Centenario lauretano, ogni martedì di ottobre vivremo in Cattedrale la Scuola di preghiera guidata dal vescovo. Queste sono occasioni per prepararsi al Giubileo, ma altre iniziative specifiche posso essere proposte a livello parrocchiale: ma non si tratta di dover fare qualcosa di più, ma anche solo vivere più intensamente quello che già si fa».

Ci saranno celebrazioni particolari in diocesi?

«Il 24 dicembre ci sarà l’apertura ufficiale del Giubileo in Vaticano con Papa Francesco, ma il Giubileo sarà aperto anche in ogni Diocesi il 29 dicembre in tutte le Cattedrali, anche se nelle diocesi non ci saranno Porte Sante».

 

L’inno ufficiale del Giubileo 2025

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Scarica qui lo spartito dell’inno

 

Il Giubileo confluirà in altre iniziative?

«Il Giubileo prevede 34 giornate giubilari (cliccare qui per il calendario completo), pensate per raggiungere tutte le varie realtà che gravitano attorno alla vita della Chiesa. Un esempio è il Giubileo dei giovani, dal 28 luglio al 3 agosto. Come Diocesi di Cremona abbiamo pensato di realizzare come proposta il pellegrinaggio diocesano giubilare a Roma guidato dal vescovo dal 21 al 23 marzo. Sostanzialmente sarà il classico percorso giubilare, caratterizzato dall’attraversamento della Porta Santa. Ma ogni parrocchia sarà comunque libera di partecipare a tutti i pellegrinaggi giubilari che sono a calendario. Sarebbe bello riuscire a cogliere alcuni aspetti delle giornate vissute a Roma, soprattutto per chi non riuscirà a viverle direttamente, riprendendo le preghiere, i messaggi del Papa, e l’esperienza tutta».

Ognuno potrà farsi pellegrino a Roma anche da solo?

«Anche questa opportunità non è esclusa. Chi intende fare così dovrà però, per poter vivere il passaggio dalla Porta Santa, dovrà iscriversi nominalmente sul portale internet dedicato. Si tratta di una scelta adottata anche per ragioni di sicurezza visto che è previsto un afflusso a Roma di circa 32 milioni di pellegrini. In caso di gruppi organizzati questa procedura non deve essere fatta dal singolo, ma dal capogruppo».

Quello del pellegrinaggio, come ci accennava, è un aspetto fondamentale in occasione del Giubileo…

«Certamente. E a tal proposito in Lombardia è stata fatta una nuova proposta, utile per fare memoria degli impegni presi prima o durante i pellegrinaggi. Spesso si organizzano momenti in preparazione della partenza, ma non di restituzione dell’arrivo. Si è quindi pensato di organizzare, con delega ai santuari, sia il rito del mandato, ma anche quello del bentornato, per poter “rileggere” le esperienze portate a casa dal pellegrinaggio vissuto».

Il Giubileo è accompagnato dal concetto di indulgenza plenaria. Per chi non sarà a Roma, come e dove sarà possibile riceverla?

«Sicuramente in Cattedrale, perché tutte le Cattedrali sono chiese giubilari. Inoltre i vescovi possono decidere di istituire altre chiese giubilari in diocesi. Nella nostra diocesi le altre chiese giubilari saranno i santuari di Caravaggio, di Casalmaggiore e di Castelleone. L’indulgenza plenaria sarà concessa previa preparazione, con la confessione sacramentale, la comunione eucaristica e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice».

Al pellegrinaggio si unisce anche un gesto di carità…

«Per questo Giubileo la Chiesa italiana propone di finalizzare tutti i gesti di carità in un unico progetto, con l’istituzione, grazie a Caritas e Fondazione Antiusura, di un fondo per elargire un microcredito alle persone in difficoltà, a tutti coloro che non hanno la possibilità di accedere al credito ordinario. Perché il Giubileo non è solo l’evento in sé, ma è l’intenzione di un cambiamento personale, e questo non può non essere legato a un gesto di carità che si concretizza nella propria vita».

 

Il sito internet ufficiale del Giubileo 2025

 

 

L’incontro regionale di presentazione 

Le iniziative promosse in Lombardia nell’ambito del Giubileo sono state al centro dell’incontro online di presentazione che si è svolto martedì, organizzato dai Segretariati pellegrinaggi delle diocesi lombarde. Un’occasione per approfondire un discorso generale sulla dimensione del Giubileo e del pellegrinaggio. Sono intervenuti: Giuseppe Scotti, segretario della Conferenza episcopale lombarda, Michele Gianola, delegato nazionale per il Giubileo, Massimo Pavanello, delegato per il Giubileo dell’Arcidiocesi di Milano e referente regionale, e Alessandra Olietti, docente di Branding comunication e Comunicazione turistica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L’incontro ha inoltre voluto incentivare il recupero e la valorizzazione di cammini religiosi già esistenti sul territorio.

 

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Matteo Cattaneo
TeleRadio Cremona Cittanova
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