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L’eco del mandato evangelico e la novità di una Chiesa sempre più partecipe e ministeriale si sono fusi nella serata di sabato 17 ottobre nella Cattedrale di Cremona. È qui che la comunità diocesana si è ritrovata per una celebrazione, guidata dal vescovo Antonio Napolioni, che ha visto intrecciarsi la preparazione alla 100ª Giornata missionaria mondiale con uno snodo storico per la Chiesa cremonese: la prima solenne istituzione dei ministeri laicali di lettori, accoliti e catechisti.
Nel suo saluto introduttivo il vescovo ha subito richiamato il senso profondo della serata: «Il Signore ci chiama ancora una volta a riscoprire la bellezza di essere Chiesa missionaria: viviamo tempi segnati da guerre, divisioni, paure e solitudini, ma il Vangelo continua a generare comunione, speranza e fraternità». Un invito a riscoprire come la missione non appartenga solo a chi parte per terre lontane, ma riguardi «ogni battezzato, ogni comunità, ogni famiglia».
Il primo momento della veglia è stato dedicato all’atto penitenziale, introdotto dalle parole del Messaggio di Papa Leone XIV per la 100ª Giornata missionaria mondiale: la missione evangelizzatrice richiede anzitutto «cuori riconciliati e desiderosi di comunione». Guidata dal canto dell’invocazione “Misericordias Domini in aeternum cantabo”, la comunità ha chiesto perdono per le divisioni nella Chiesa, la mancanza di ascolto, l’indifferenza di fronte alle ingiustizie del mondo e l’individualismo nell’impegno pastorale.
La liturgia della Parola si è aperta con la proclamazione della Lettera di san Paolo agli Efesini (4, 1-16) e del brano del Vangelo di Matteo con il solenne mandato finale di Gesù in Galilea: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli».
Subito dopo la proclamazione del Vangelo, il vicario episcopale per la Pastorale, don Antonio Bandirali, ha proceduto all’appello nominale dei dodici candidati ai ministeri laicali. Per il Lettorato sono stati chiamati i coniugi Alessandra Galloni e Raffaele Gusmaroli, Nadia Nossa e Alberto Vailati; per l’Accolitato Gianpaolo Azzoni, Angela Bigi e Aristide Ferrari; per il ministero di Catechista Giampaolo Buiatti, Anna Frigerio, Danio Tassi e i coniugi Sara Chan e Stefano Gusberti. Rispondendo ciascuno con un fermo «Eccomi», i candidati si sono alzati di fronte al vescovo e all’intera comunità.
Nell’omelia rivolta all’assemblea e ai candidati appena presentati il vescovo Antonio Napolioni ha offerto una profonda riflessione partendo dalla figura di don Vincenzo Moro, sacerdote diocesano vicario a Caravaggio, morto a 32 anni in un campo di prigionia durante la ritirata di Russia e distintosi per il coraggio contro le leggi razziali. Il vescovo ha invitato tutti a superare ogni falsa prudenza: «Mi interessa che noi, Chiesa di Cremona, io insieme a voi, scegliamo di non contribuire alla fine del mondo, ma di contribuire al fine del mondo. Il mondo ha il suo destino di gloria e di santità, ma questo dipende da quanto uomini e donne, credenti, Chiesa, ci mettiamo nella scia dell’opera del Signore».
Soffermandosi sul tema scelto da Papa Leone XIV per il centenario della Giornata missionaria mondiale – “Un solo Spirito, uniti nella missione” – mons. Napolioni ha sottolineato come l’unità cristiana non sia mai unificazione piatta: «Questa unità è polifonica, è sinfonica, è un caleidoscopio di volti, di storie, di santità e di impegno. Non abbiamo bisogno di ministri perché siamo pochi preti; abbiamo bisogno di metterci tutti a lavarci i piedi gli uni gli altri. È la ministerialità diffusa che ci fa scrivere quelle pagine di Vangelo che ci faranno camminare verso la salvezza e la pace».
Al termine dell’omelia e dell’esortazione del vescovo sui compiti affidati a ciascun servizio, si sono svolti i solenni riti di istituzione. Ai nuovi lettori, inginocchiati davanti all’altare, è stato consegnato il libro delle Sacre Scritture per l’annuncio e la trasmissione della Parola di Dio. Agli accoliti è stato consegnato il vassoio con il pane per la celebrazione eucaristica, con l’invito al servizio dell’altare e alla cura dei malati. Ai catechisti è stata consegnata la croce, «cattedra della verità e della carità di Cristo».
Un momento di partecipazione e ascolto è stato riservato al rendimento di grazie per i missionari ad gentes e alle testimonianze di chi è rientrato in diocesi dopo anni di servizio come fidei donum.
Don Davide Ferretti, rientrato da Salvador de Bahia, dove ha svolto il suo ministero per sei anni nella favela insieme a Gloria Manfredini e altri giovani, ha consegnato all’assemblea un accorato appello: «Teniamo aperta la porta sul mondo. Rischiamo altrimenti di chiuderci nei nostri problemi e diventare tristi. Nella favela abbiamo cercato di restituire dignità alle persone: quando ti toglieranno la dignità non sei nessuno. E dove c’è musica e allegria, lì ci sono persone vive».
Gli ha fatto eco Gloria, raccontando l’episodio della tragica scomparsa di Renato, un giovane della favela conosciuto da ragazzo in parrocchia e poi finito nel giro delle bande: «Mi hanno colpito le parole di una sua coetanea diciottenne che, pur non giustificando gli errori, ha saputo ricordarlo per il bene condiviso. Lì ho visto uno sguardo di misericordia che ridà dignità alla persona. È lo sguardo del Samaritano e del Buon Pastore che la missione deve continuare ad avere».
Infine Diego Pedrini, di Castelleone, rientrato da un anno e mezzo di servizio pratico nelle missioni di Zumbo e Miruro, in Mozambico, ai confini con la Zambia, ha condiviso con semplicità il senso del suo lavoro tecnico nella costruzione di scuole e ospedali: «Mi sono sentito come un olio coadiuvante che permette agli ingranaggi di girare, agendo con le mie fragilità. Mi è rimasta nel cuore una frase detta prima di partire: la missione è sedersi insieme agli altri e aspettare che Dio venga».
A chiusura della celebrazione il vescovo ha guidato la preghiera di ringraziamento per i missionari e ha affidato all’intera assemblea il mandato finale: «Andate nelle vostre case, nelle comunità, nelle strade della vita quotidiana, portando il vangelo della pace, custodendo la comunione, servendo i poveri e seminando speranza».
I fedeli si sono congedati rinnovando l’impegno racchiuso nel tema dell’anno e indicato dal Papa a tutta la Chiesa universale: «Uno in Cristo, uniti nella missione».
La celebrazione in Cattedrale ha rappresentato il momento culminante di un ottobre missionario particolarmente denso per la Diocesi di Cremona. A scandire queste settimane è anche il podcast “La mia casa è il mondo”, prodotto dalla Pastorale missionaria diocesana per dare voce ai racconti e alle testimonianze dei giovani cremonesi che hanno vissuto esperienze di volontariato e servizio in terre d’oltremare.
Il cammino di animazione vedrà inoltre un altro significativo appuntamento giovedì 29 ottobre, con una giornata di fraternità e condivisione che radunerà tutti i sacerdoti diocesani che in passato hanno svolto il loro ministero come fidei donum in vari continenti. L’incontro, guidato da don Sergio Gamberoni (responsabile del CUM di Verona), sarà l’occasione per fare memoria delle storie vissute e rinnovare lo slancio missionario della Chiesa locale.
Il video integrale della veglia
Ministeri laicali: in Cattedrale l’istituzione dei primi 12 ministri



























