Il togolese Patrick Komivi Fangbemi ordinato diacono: servitore del Vangelo e testimone di unità

Il 15 febbraio nella chiesa di San Pietro al Po il vescovo Antonio Napolioni, a nome del vescovo di Atakpamé, ha conferito il diaconato al giovane seminarista africano che sta completando gli studi teologici nel Seminario di Cremona

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«Dio risveglia ogni giorno il sole e ci dona la speranza della vita in ogni bambino, in ogni briciola di esistenza, negli occhi di ogni ragazzo». È con un forte richiamo all’unità della Chiesa che, nella mattinata di domenica 15 febbraio, nella chiesa di San Giorgio in San Pietro al Po, a Cremona, il vescovo Antonio Napolioni ha conferito l’ordinazione diaconale a Patrick Komivi Fangbemi. Lo ha fatto a nome del vescovo Moïse Touho di Atakpamé, diocesi togolese a cui appartiene il giovane seminarista classe 1996, che da un paio d’anni è ospitato nel Seminario di Cremona per il completamento degli studi teologici in vista dell’ordinazione presbiterale.

Attorno a Patrick si sono stretti sacerdoti (anche originari del Togo e in servizio in Italia ed Europa), religiose (in particolare le suore togolesi che operano in diocesi) e laici (soprattutto dell’unità pastorale S. Omobono, dove in questo anno pastorale Patrick sta prestando servizio), convenuti per accompagnarlo nel momento in cui con il proprio “eccomi” consacra per sempre la sua vita nel celibato al servizio del Signore e del Vangelo.

«Pensiamo certamente ai tuoi familiari, alla tua Chiesa di Atakpamé, al vescovo Moïse, che io rappresento volentieri in questa consegna del dono di Dio», ha detto monsignor Napolioni all’inizio della celebrazione, che è stata trasmessa in diretta streaming perché anche i famigliari dell’ordinando e l’intera Chiesa di Atakpamé potesse unirsi spiritualmente alla Messa di ordinazione in una giornata che ha sottolineato la comunione universale della Chiesa e il legame fraterno tra le due Diocesi, come proprio il vescovo Moïse aveva sperimentato compiendo in gioventù gli studi teologici a Cremona.

Con un’immagine efficace, il vescovo Napolioni ha voluto anche richiamare il significato del luogo scelto per l’ordinazione: una chiesa intitolata a san Pietro, segno dell’universalità della Chiesa, e per la prossimità al fiume Po come simbolico “avvicinarsi” all’Africa. «L’Africa è vicina, il mondo è piccolo», ha osservato Napolioni, evidenziando come lo scambio tra le Chiese sia occasione di crescita nella fiducia e nella gratitudine, dentro il grande disegno di Dio, «un banchetto per tutti i popoli, dove le differenze non sono motivo di ostilità, ma di gioia».

La celebrazione è stata vissuta insieme alla comunità del Seminario (seminaristi, diaconi e formatori) e ai diaconi permanenti diocesani. Ad accompagnare il giovane seminarista togolese è stato il parroco dell’unità pastorale “S. Omobono” (Cattedrale, S. Imerio, S. Pietro al Po), don Gianpaolo Maccagni, presente alla celebrazione insieme a diversi sacerdoti diocesani e in particolare ai confratelli in servizio nelle tre parrocchie: il vicario don Stefano Montagna e i collaboratori don Mauro Felizietti, mons. Amedeo Ferrari e mons. Carlo Rodolfi, oltre al diacono permanente Franco Margini. Parrocchie dove nei prossimi mesi Patrick «potrà essere ancora di più un segno profondo e autentico dell’amore di Dio per noi», ha precisato il vescovo.

Una vocazione, quella del 29enne di Atakpamé, confermata dalla Chiesa durante il rito di ordinazione iniziato, al termine della proclamazione del Vangelo, con la presentazione del candidato e la sua “elezione”, dopo le parole del rettore del Seminario, don Federico Celini, che ha concelebrato l’Eucaristia insieme agli altri sacerdote dell’équipe del Seminario: il direttore spirituale don Maurizio Lucini e i formatori don Francesco Fontana, don Matteo Bottesini e don Valerio Lazzari.

Durante l’omelia monsignor Napolioni ha richiamato la forza e la bellezza del Vangelo: «Avete ascoltato il Vangelo e tu tra poco riceverai il vangelo, per vivere del Vangelo, per donare il Vangelo, per scoprire sempre di più la verità del Vangelo, per incarnare insieme alla gente nuove pagine di Vangelo». Mons. Napolioni ha parlato del servizio e della sequela di Gesù, ricordando a Patrick che il Diaconato significa mettersi accanto agli ultimi e vivere la carità in ogni gesto: «Se un uomo sceglie di mettersi a servizio dei fratelli per tutta la vita, a tempo pieno, oggi tu metti il vero fondamento della tua futura vita da sacerdote». Ha anche sottolineato la fedeltà di Dio nei momenti di difficoltà: «Ero solo, ma Dio mi ha donato una nuova compagnia. Ero nella confusione, ma Dio mi ha illuminato la strada. Cado nel peccato, ma Dio instancabilmente mi offre un perdono che rigenera».

Dopo l’omelia Patrick è stato interrogato circa gli impegni propri dell’ordine diaconale. È seguito quindi il canto delle litanie dei santi mentre il giovane seminarista si è prostrato a terra in umile e silenziosa preghiera.

Poi la parte centrale del rito con l’imposizione delle mani da parte del vescovo e la preghiera di ordinazione.

Hanno quindi fatto seguito i riti esplicativi: la vestizione dell’abito proprio del diacono (stola e dalmatica), la consegna del libro dei Vangeli con l’invito a «vivere ciò che ricevi». Un momento di forte commozione idealmente suggellato dall’abbraccio di pace prima con il vescovo Antonio Napolioni e poi con i diaconi del Seminario e i diaconi permanenti.

La Messa, proseguita nel raccoglimento con don Patrick che ha servito all’altare, si è conclusa con la festa della comunità, che ha condiviso la gioia per questo dono della Chiesa. Un abbraccio che si è fatto anche canto, con la melodia gioiosa tipica delle sue origini.

L’ordinazione di Patrick rappresenta un segno concreto della comunione tra le Chiese, della fedeltà alla vocazione e della speranza incarnata nel servizio, mentre il giovane diacono si prepara a portare la Parola di Dio nella vita quotidiana dei fedeli.

Dopo la Messa di ordinazione – nella quale è stata ricordata anche la prima professione di una giovane della parrocchia, Bianca Donida, tra le Suore Adoratrici avvenuta il giorno precedente – la festa è continuata nell’informalità all’oratorio “Pei nostri fanciulli” di via del Giordano.

 

 

Il video integrale della celebrazione

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TeleRadio Cremona Cittanova
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