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Forlani (Fondazione Meeting): “Sostenibilità, sussidiarietà e solidarietà per far ripartire l’Italia”

Si è chiusa il 23 agosto a Rimini la "40+1" edizione del Meeting di Rimini (dal 18 agosto). Una "special edition", progettata nel pieno rispetto delle norme anti Covid, che ha avuto per tema "Privi di meraviglia restiamo sordi al sublime". Con Emmanuele Forlani, direttore della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, abbiamo tracciato un bilancio di questa edizione 2020, con un occhio già alla prossima che avrà per tema: "Il coraggio di dire 'io'"

“Il coraggio di dire ‘io’”: è questo il tema della prossima edizione (la 42ma) che si svolgerà dal 20 al 25 agosto 2021 a Rimini. Il tema è stato reso noto oggi a chiusura della kermesse riminese 2020 (Palacongressi), “Privi di meraviglia restiamo sordi al sublime”, i cui tratti distintivi, si legge in un comunicato finale, sono stati: “Condividere le ragioni di una speranza capace di affrontare le sfide che ci aspettano e costruire il futuro avendo a cuore le attese delle giovani generazioni”. E se le regole anti-Covid hanno consentito solo a un numero limitato di persone di partecipare ad alcuni incontri, “i contenuti resi accessibili sulle piattaforme digitali del Meeting e dei media partner hanno registrato – afferma il comunicato – ad oggi più di un milione di accessi con visualizzazioni on demand in continua crescita e sempre a disposizione di tutti”. Continue reading »

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Covid-19: Iss-Ministero Salute, “la popolazione abbia consapevolezza di incertezza situazione epidemiologica e di importanza rispetto misure sicurezza”

Per terza settimana consecutiva aumento dei casi. Trent’anni l’età media dei contagiati

“Si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la terza settimana consecutiva con una incidenza cumulativa (dati flusso Iss) negli ultimi 14 giorni (periodo 03/8-16/8) di 9.65 per 100.000 abitanti, in aumento dal periodo 6/7-19/7 e simile ai livelli osservati all’inizio di giugno. La maggior parte dei casi è stata contratta sul territorio nazionale (risultano importati da stato estero il 28,3% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio)”. Lo evidenzia il Monitoraggio sull’attuale fase dell’epidemia da Covid-19 in Italia, nel Report settimanale delle Regioni a cura della Cabina di Regia (Ministero della Salute e Istituto superiore di sanità), con una analisi dei dati relativi al periodo 10-16 agosto 2020.

“In Italia, come in Europa e globalmente, si è verificata una transizione epidemiologica dell’epidemia da Sars-CoV-2 con un forte abbassamento dell’età mediana della popolazione che contrae l’infezione – evidenzia il report -. L’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana è di 30 anni. La circolazione avviene oggi con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità. Si riscontra un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione (con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all’estero) ed una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici”.
L’indice di trasmissione nazionale (Rt), calcolato sui casi sintomatici e riferito al periodo 30 luglio–12 agosto 2020, è pari a “0.83 (0.67 – 1.06)”. Questo indica che, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening/tracciamento dei contatti e dei casi importati da Stato estero (categorie non mutuamente esclusive), “il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro Paese è stato sostanzialmente stazionario nelle scorse settimane”.

In questo particolare momento dell’epidemia, l’indice di trasmissione (Rt) calcolato sui casi sintomatici, pur rimanendo l’indicatore più affidabile a livello regionale e confrontabile nel tempo per il monitoraggio della trasmissibilità, potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale. Pertanto l’Rt nazionale deve essere sempre interpretato tenendo anche in considerazione il dato di incidenza.

“In tutte le Regioni/Province autonome, anche in questa settimana di monitoraggio, sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2”. Ricorda ancora il Monitoraggio sull’attuale fase dell’epidemia da Covid-19 in Italia. “Nella settimana di monitoraggio il 28,6% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 34,0% nell’ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (30,4%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (7,1%). Quindi, il 63% dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti”, precisa il report.

“Nove Regioni/Province autonome hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso Iss) che non può essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati. Sebbene il numero di nuovi casi in molte Regioni rimane contenuto, in altre realtà regionali continuano ad essere segnalati un numero elevato di nuovi casi”, spiega il report. E “questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di Sars-CoV-2 è ancora rilevante. Sebbene sia segnalato, in alcune Regioni, un aumento nel numero di ospedalizzazioni, in nessuna delle Regioni/Province autonome sono stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari e i focolai presenti sono prontamente identificati ed indagati”.

Nella settimana di monitoraggio “sono stati riportati complessivamente 1.077 focolai attivi di cui 281 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede la individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la terza settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 925 focolai attivi di cui 225 nuovi)”. Questo comporta” un forte impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti che si sta dimostrando efficace nel contenere la trasmissione locale del virus come dimostrato da valori di Rt inferiori a 1 nella maggior parte delle Regioni/Province autonome”.

“In seguito alla riduzione nel numero di casi di infezione da Sars-CoV-2 grazie alle misure di lockdown, l’Italia si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento. Anche in questa settimana si rileva la trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri e successiva trasmissione locale (anche al rientro dopo periodi di vacanza in Paesi a più elevata circolazione virale)”. È il quadro offerto nel Report. “Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto ma con una tendenza all’aumento da tre settimane. Questo avviene anche grazie alla ricerca e la gestione dei contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari. La riduzione nei tempi tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi/isolamento è uno dei motivi che permette una più tempestiva identificazione ed assistenza clinica delle persone che contraggono l’infezione”.

Pertanto, “è necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche”.

È “essenziale” mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di “contact tracing” (ricerca dei contatti) in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. Per questo “rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale sulla incertezza della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico”.

“Si ribadisce nuovamente la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari, anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere ad un ulteriore aumento nel numero di casi a livello nazionale”. È quanto suggerisce il Monitoraggio sull’attuale fase dell’epidemia da Covid-19 in Italia.

“La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente ad infezioni contratte nella fine di luglio 2020, conferma la presenza di importanti segnali di allerta legati ad un aumento della trasmissione locale – denuncia il report -. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/Province autonome e di mantenere alta l’attenzione alla preparazione di interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”.

Ancora, “si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione alla possibilità di contrarre l’infezione in situazioni di affollamento in cui si osserva un mancato rispetto delle misure raccomandate”. Si raccomanda inoltre “di prestare attenzione al rischio di infezione durante periodi di permanenza in Paesi con una più alta circolazione virale. In questi casi, si raccomanda al rientro in Italia di rivolgersi ai servizi di prevenzione per le indicazioni del caso e di prestare responsabilmente particolare attenzione alle norme comportamentali di prevenzione della trasmissione di Sars-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili”.

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Francesco: non si usa il nome di Dio per terrorizzare la gente

In un tweet il Papa parla della Giornata Onu per le persone colpite a causa del proprio credo e chiede “a tutti di cessare di strumentalizzare le religioni per incitare all’odio, alla violenza, all’estremismo e al fanatismo cieco”

L’hastag #FratellanzaUmana chiude il tweet di Francesco e la memoria vola alla sera di Abu Dhabi del febbraio 2019, a una firma e a una stretta di mano che sanciscono una comunanza di vedute e ne scrivono la prima pagina. La “Fratellanza umana” è il valore che il Papa e il Grande Imam di Al-Azhar, Al-Tayyib offrono come ispirazione universale per avvicinare e far intendere chi e ciò che si ritiene troppo diverso, per credo e cultura, per poterlo fare. Un modo sostenibile perché essenzialmente solidale. Fratellanza che se vissuta esclude la violenza che trasforma il sentimento religioso in un bersaglio. Come lo sono nel mondo, solo tra i cristiani, almeno 300 milioni di persone. Continue reading »

VaticanNews
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Il Meeting anche a Cremona, Mirri: «Mai come in questo momento abbiamo bisogno di ripensare il nostro domani a partire dall’oggi»

La serata di giovedì 20 agosto, aperta in diretta dalla riflessione del presidente di CL Carròn, ha visto la presenza anche del vescovo Antonio Napolioni e del sindaco Gianluca Galimberti

«Sarebbe stato impensabile, fino a poco fa, immaginare di poterci ritrovare per il Meeting. Eppure siamo qui, collegati da oltre centoventi piazze. Ecco un segno di speranza vivo, tangibile». Con queste parole Juliàn Carròn ha aperto il proprio intervento al Meeting di Rimini nella serata di giovedì 20 agosto. L’evento, trasmesso in diretta, è stato seguito anche da Cremona. Il movimento di Comunione e Liberazione, infatti, si è attivato per rendere possibile il collegamento, e, grazie anche alla disponibilità di don Antonio Bandirali, parroco di S. Pietro al Po, ha potuto concretizzare il progetto. Continue reading »

Andrea Bassani
TeleRadio Cremona Cittanova
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A Cremona la chiesa di Santa Lucia apre le porte ai visitatori per mostrare la prima parte dei lavori di ristrutturazione e restauro

L'iniziativa prevede visite guidate in collaborazione con CrArT (nelle serate di sabato 29 e domenica 30 agosto, sabato 5 e domenica 6 settembre) e FAI (nel pomeriggio di domenica 13 settembre)

La chiesa di Santa Lucia, a Cremona, apre le porte al pubblico per mostrare la prima parte dei lavori di ristrutturazione e restauro. Lo fa attraverso due iniziative proposte dalla Diocesi di Cremona, attraverso l’Ufficio Beni culturali, e in collaborazione con CrArT-Cremona Arte e Turismo e FAI-Fondo Ambiente Italiano. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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Joe Biden: il cattolico che corre per la Casa Bianca

Solidarietà incarnata e competenza concreta sono le qualità necessarie in questa fase della storia americana, ma una fede, non da brandire con foto ad effetto, gioca la sua parte nel forgiare la corsa alla Casa Bianca. Joe Biden, di origini irlandesi ed educato dalle suore in mezzo al Concilio Vaticano II, la lotta per i diritti civili e la guerra in Vietnam è stato il primo vicepresidente cattolico nella storia degli Stati Uniti e solo altre tre figure dichiaratamente tali hanno raggiunto i vertici più alti del governo americano: John F. Kennedy come presidente nel 1960, John Kerry nel 2004 e Al Smith nel 1928 come candidati

È una convention anomala quella inaugurata lunedì dal Partito democratico: la prima online, la prima senza palcoscenici e ovazioni da stadio, la prima dove il candidato alla Casa Bianca si è mostrato la prima serata, quando di solito appare nell’ultima; la prima convention ai tempi del Covid. Invece che riunirsi a Milwaukee per designare ufficialmente Joe Biden e Kamala Harris come portabandiera del partito, i candidati sono apparsi sugli schermi di tv e pc, quasi compressi in tempi e modi, mentre i delegati li hanno guardati in video e sempre in video, ieri sera hanno nominato Joe Biden candidato ufficiale alla Casa Bianca per il Partito democratico. Continue reading »

AgenSir
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Covid-19, Cts: “La ripartenza di tutte le scuole rappresenta una priorità assoluta per il Paese”

Secondo il Comitato tecnico-scientifico non hanno motivo di esistere le preoccupazioni dei dirigenti scolastici per eventuali responsabilità nel gestire possibili casi

“La ripartenza di tutte le scuole il prossimo 14 settembre rappresenta una priorità assoluta per il Paese”. Lo si legge nel comunicato del Comitato tecnico-scientifico (Cts) per l’emergenza coronavirus, diffuso nella serata del 19 agosto dal Ministero della Salute. Per il raggiungimento di questo obiettivo stanno lavorando, “in maniera continuativa, sinergica e coordinata”, sia i Ministeri ad essa particolarmente interessati (Ministero dell’Istruzione e della Salute), sia il commissario straordinario per l’emergenza, sia il Comitato tecnico- scientifico, che ieri si sono riuniti in un apposito incontro in vista della ripresa. Al centro della riunione il parere del Cts del 12 agosto che resta confermato, così come “è stato ribadito l’obiettivo di garantire quanto prima in tutte le scuole il necessario distanziamento interpersonale”. Continue reading »

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Le bellezze artistiche e architettoniche di Cremona protagoniste al Meeting di Rimini

Con un omaggio in musica registrato nelle chiese cittadine di San Pietro al Po, San Girolamo, oltre che nel chiostro di Sant’Abbondio, in Battistero e nel cimitero dei Canonici

Le bellezze artistiche e architettoniche delle chiese di Cremona sono state protagoniste al Meeting di Rimini grazie al video presentato dal IMF International Musical Friendship, sinonimo di quasi 30 anni di musica e amicizia in Europa attraverso un’orchestra composta da oltre 100 giovani musicisti provenienti da Germania, Polonia, Russia, Lettonia, Svizzera, Austria e Italia. Lo ha sottolineato anche il titolo del webinar proposto al Meeting – “Imf, una storia di meraviglia. 28 anni di musica e amicizia in Europa” – condotto da Markus Lentz e dal cremonese Giovanni Grandi, rispettivamente presidente e coordinatore di International Music Friendship. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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Operatori umanitari: uomini e donne da emulare

Si celebra il 19 agosto la Giornata mondiale umanitaria. In occasione di questa ricorrenza, Caritas internationalis chiede che vengano sostenute le comunità locali. Con noi Rosario Valastro, vicepresidente di Croce Rossa Italiana: gli operatori umanitari contribuiscono alla pace

Ricordare coloro che ogni giorno aiutano milioni persone in tutto il mondo, affrontando pericoli e avversità, animati da un grande spirito di solidarietà. È questo l’obiettivo dell’odierna Giornata mondiale umanitaria scelta nel 2009 dall’Assemblea Generale dell’Onu in ricordo dell’anniversario del bombardamento della sede delle Nazioni Unite, nel 2003 a Baghdad, costato la vita a 22 persone. Si stima che, in tutto il mondo, una persona ogni 45 abbia bisogno di assistenza.

Sostenere le comunità locali

A causa della pandemia, il sistema umanitario internazionale è messo a dura prova come mai prima d’ora. Caritas internationalis richiama in particolare l’attenzione sul ruolo essenziale delle comunità locali nell’assicurare risposte immediate in ambito umanitario. E chiede che venga offerto un maggiore sostegno alle organizzazioni della società civile, specie quelle d’ispirazione religiosa come Caritas, che in tutto il mondo sostengono, aiutano e rafforzano le comunità locali. In questa giornata la comunità internazionale, sottolinea Aloysius John, segretario generale di Caritas internationalis, “ricorda la generosità di migliaia di operatori umanitari, dei poveri e soprattutto dei sopravvissuti ai disastri, che aspirano a vivere dignitosamente”. Caritas internationalis, riferisce l’agenzia Sir, esorta inoltre i governi e la comunità internazionale a destinare fondi, a livello locale, per il rafforzamento delle organizzazioni della società civile. Auspica poi lo stanziamento di fondi speciali per l’empowerment delle comunità locali e per consentire loro di intraprendere le azioni appropriate in caso di disastri.

Gli operatori umanitari non siano un bersaglio

La Giornata odierna è dunque un’occasione  per celebrare gli operatori umanitari in servizio in tutto il mondo ma anche coloro che hanno perso la vita aiutando le persone più povere, emarginate e vulnerabili. La pandemia, ricorda Rosario Valastro, vicepresidente di Croce Rossa Italiana, pone ostacoli ancora più grandi ma non ferma la risposta degli operatori umanitari.

Ascolta l’intervista a Rosario Valastro

«Questo è un mese in cui ricordiamo anche gli operatori umanitari, che sono stati e sono sul campo in Italia e all’estero anche in condizioni complesse come  la pandemia e l’emergenza sanitaria. Ed è bene ricordarli perché grazie al loro operato e all’operato delle nostre organizzazioni, si cerca di portare un aiuto a casa delle persone. E si cerca di limitare anche ulteriori vulnerabilità. Si tratta di persone, di donne e uomini, che contribuiscono alla pace. Contribuiscono evitando ulteriori vulnerabilità, malattie e sofferenze. E consentono a noi, indirettamente, di vivere una vita anche più serena».

Come vengono affrontate le emergenze umanitarie in questo tempo segnato dalla pandemia e da restrizioni sempre più forti imposte dai governi? Quali ostacoli aggiuntivi devono superare gli operatori umanitari?

«Gli ostacoli aggiuntivi possiamo classificarli probabilmente almeno in tre grosse macro-aree. La prima è quella dovuta allo stigma e alla discriminazione. L’emergenza sanitaria ha ampliato il numero di persone discriminate. Ci sono Paesi al mondo, per esempio la Nigeria, dove chi è ammalato di Covid-19 viene discriminato, come avveniva anche in passato con i malati di lebbra etc. Quindi c’è la difficoltà di accedere alle cure ed anche la difficoltà di riceverle o di farsi assistere dagli altri proprio perché si viene in qualche maniera messi all’angolo. Una seconda difficoltà è data, a volte, dalla incredulità di fasce della popolazione su quelle che sono le conquiste della scienza. Quindi c’è un po’ questa ritrosia ad adottare comportamenti che ci rendono maggiormente sicuri. Questo comporta un aumento, non solo del rischio, ma persino una difficoltà per gli operatori di agire in un clima tranquillo o addirittura sicuro. A volte, gli stessi operatori sono discriminati. Da eroi, come si diceva di loro nel mese di marzo, sono di nuovo diventati un bersaglio. Un’altra area di difficoltà è rappresentata dalle situazioni di conflitto. Il personale sanitario, il personale umanitario e le strutture sanitarie in generale non sono e non devono essere un bersaglio».

Guardiamo al mondo: quali sono le crisi umanitarie più gravi?

«Sono quelle di Paesi che vivono situazioni di conflitto. Ci sono alcuni Stati nel Medio Oriente, alcuni in Africa, alcuni Paesi con problematiche di natura ambientale a seguito dei cambiamenti climatici. Sono queste le zone più colpite nelle quali più forte è la presenza degli operatori umanitari. Il mio invito è quello di non chiamarli più eroi, ma apprezzare e difendere il loro operato. Ritengo che la cosa migliore sia difendere questa azione e magari copiarla. Non chiamarli eroi un giorno e poi, domani, disprezzare il loro operato».

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