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Nominato dal vescovo Antonio mons. Marchesi vicario generale e moderatore di Curia. Confermati tutti nei precedenti incarichi

Primo atto di mons. Napolioni firmato il giorno stesso della sua ordinazione episcopale e del suo ingresso in diocesi

Sabato 30 gennaio, il giorno stesso della sua ordinazione episcopale e del suo solenne ingresso in diocesi, mons. Antonio Napolioni, ha firmato il decreto con il quale ha nominato mons. Mario Marchesi vicario generale e moderatore della Curia, conferendogli tutte le facoltà proprie di tali uffici, comprese le particolari facoltà che richiedono deroga o speciale mandato. Inoltre ha confermato don Massimo Calvi come vicario giudiziale, mons. Mario Barbieri come delegato episcopale per il clero, don Irvano Maglia come delegato episcopale per la pastorale, don Giulio Brambilla come delegato episcopale per la vita consacrata. Mons. Napolioni ha altresì confermato tutti i responsabili e gli addetti di Curia negli incarichi precedentemente ricoperti.

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Donato dal card. Comastri al santuario di Caravaggio un mattone della Porta Santa della basilica vaticana

I fedeli possono ammirarla all'ingresso del Sacro Fonte grazie all'interessamento di mons. Cesare Burgazzi e del volontario Claudio Mario Bressani e

È stata posizionata all’ingresso del Sacro fonte al Santuario “Santa Maria del Fonte” presso Caravaggio una delle mattonelle che componevano il muro con il quale era stata chiusa la Porta Santa della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano. Grazie all’interessamento di Claudio Mario Bressani, volontario del santuario, e per la grande devozione di Mons. Cesare Burgazzi, canonico della Basilica Vaticana e capoufficio alla segreteria di Stato, lo scorso gennaio è stato consegnato al rettore don Antonio Mascaretti il mattone donato dal card. Angelo Comastri Arciprete della Basilica  in «segno di legame con il successore di San Pietro».

Il muro dal quale il mattone proviene, è stato demolito successivamente all​a cerimonia di “Recognitio della porta santa” svoltasi lo scorso 18 Novembre. La celebrazione è stata presieduta dal card. Comastri, che ha guidato la processione del Capitolo della Basilica, quattro “sampietrini” hanno abbattuto a colpi di piccone il muro che sigillava la Porta Santa, estraendo la cassetta metallica custodita dal momento della chiusura del Grande Giubileo dell’Anno duemila e contenente i documenti dell’ultimo Anno Santo, tra cui la chiave che ha consentito di aprire la Porta santa, le maniglie, oltre alla pergamena del rogito, mattoni e medaglie commemorative.

Dopo aver pregato all’altare della Confessione, la processione ha raggiunto la Sala capitolare dove la cassetta metallica estratta dalla porta è stata aperta con la fiamma ossidrica. Oltre al Maestro delle cerimonie liturgiche di Papa Francesco, monsignor Guido Marini, che ha preso in consegna i documenti e gli oggetti della Recognitio, era presente l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione.

La porta Santa è stata aperta dal Santo Padre Francesco, l’8 Dicembre scorso dando ufficialmente inizio al Giubileo Straordinario della Misericordia.

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La questione del rapporto fra uomo e mondo tra ecologia e nuovo umanesimo alla “Fatica di credere”

Il percorso che da 16 anni vede confrontarsi credenti e non avrà inizio sabato 6 febbraio alle ore 17 presso il Centro Pastorale diocesano

Nel suo insegnamento profetico il papa Benedetto XVI è più volte tornato sulla necessità di una ecologia umana. Nell’enciclica Caritas in veritate il Pontefice ripropone autorevolmente l’intuizione per cui l’ecologia dell’ambiente è collegata a doppio filo con l’ecologia umana. Ciò significa che la radice del dissesto ambientale di cui è testimone la cronaca del nostro tempo è per buona parte un “effetto” dello squilibrio umano e di un uomo sempre più squilibrato. L’inquinamento della mente, del cuore, dello spirito sprigiona l’effetto avvelenante sull’aria, sull’acqua; l’armarsi degli animi devasta attraverso le armi mai neutrali; l’insaziabilità di pochi scatena dinamiche perverse di povertà.

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Il festoso ingresso di mons. Napolioni: «Farò quello che mi dirà il Signore»

In migliaia hanno partecipato all'ordinazione del vescovo Antonio che ha indicato nell'Evangelii Gaudium il suo programma pastorale

Farò quello che mi dirà il Signore”. Un programma per un episcopato che si prospetta segnato dalla gioia di vivere il Vangelo. Gioia sottolineata anche dal motto scelto “Servite Domino in laetitia”. Alle 17 di sabato 30 gennaio mons. Antonio Napolioni è divenuto il nuovo pastore della diocesi di Cremona. È stato consacrato in cattedrale dal predecessore mons. Dante Lafranconi insieme a mons. Francesco Giovanni Brugnaro, arcivescovo di San Severino- Marche e all’emerito mons. Francesco Gioia. Continue reading »

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In vista della Giornata per la Vita nel pomeriggio di sabato giochi e attività per i più piccoli

Nella sala «borsino» della Camera di Commercio di Cremona dalel 15 alle 18 giochi a premi e laboratori per realizzare maschere. Ricavato a favore del Cav cittadino

Sabato 6 febbraio, dalle  15 alle  18, presso la sala “borsino” della Camera di Commercio di Cremona (via Solferino ) il Centro Aiuto alla Vita, in collaborazione con Confartigianato, organizza un pomeriggio di intrattenimento per i più piccoli. Il folletto Canestrello sarà protagonista di un gioco a premi il cui ricavato andrà a favore delle attività del CAV di via Milano.  Sarà inoltre possibile partecipare ad un laboratorio creativo per realizzare maschere ed altri oggetti legati al carnevale. Un modo simpatico per ricordare alle famiglie che domenica 7 febbraio sarò la Giornata per la Vita e far conoscere le attività di via Milano a chi si accosterà all’iniziativa.

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Mons. Napolioni a Rivolta d’Adda per celebrare l’Eucaristia nella festa del beato Francesco Spinelli

In mattinata il presule celebrerà l'Eucaristia, nel pomeriggio visiterà le suore anziane e gli ospiti di Casa famiglia. Presente anche l'emerito mons. Lafranconi

Sabato 6 febbraio, mons. Antonio Napolioni, sarà a Rivolta d’Adda, nella casa madre delle suore Adoratrici del Santissimo Sacramento, per celebrare la memoria liturgica del fondatore, Francesco Spinelli,  dichiarato beato da Giovanni Paolo II il 21 giugno 1992, nel Santuario di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio. Il presule sarà accolto dalla madre generale Isabella Vecchio e dall’intero consiglio e alle ore 10 celebrerà l’Eucaristia nella chiesa dove sono conservate le spoglie del beato. Con lui concelebreranno mons. Dante Lafranconi, mons. Martin de Elizalte vescovo emerito di Nueve de Julio (Argentina) ospite in questi giorni della Congregazione, il prevosto di Rivolta mons. Alberto Pianazza e i sacerdoti collaboratori, oltre a numerosi altri preti cremonesi particolarmente vicini all’istituto. Dopo il pranzo, mons. Napolioni visiterà le suore anziane residenti a  «Casa Santa Maria» e gli ospiti di «Casa famiglia Spinelli», struttura sanitaria che accoglie disabili gravi e gravissimi, con menomazioni fisiche, psicofisiche e sensoriali.

In preparazione alla festa del fondatore le religiose hanno organizzate una serie di eventi sia per presbiteri sia per laici. Giovedì 4 febbraio, in Casa Madre, si svolgerà la giornata sacerdotale che vedrà la presenza di padre Innocenzo Gargano, monaco camaldolese e biblista, che terrà una meditazione. Il programma prevede alle 9.30 l’accoglienza, alle 10 la relazione del religioso, alle 11.45 la concelebrazione eucaristica e alle 12.45 il pranzo.

Venerdì 5 febbraio, invece, per i laici è promossa, alle ore 21, a casa madre, una serata di riflessione sulla figura di don Spinelli dal titolo: «Perdonare a me fu sempre cosa dolce». A condurre l’incontro sarà suor Loredana Zabai. Sabato 6, alle ore 21, sempre a casa madre, si terrà una adorazione comunitaria.

Biografia del beato Spinelli

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Nato a Milano il 14 aprile 1853 da genitori bergamaschi a servizio dei Marchesi Stanga, Francesco cresce bravo e vivace e, come S. Giovanni Bosco, è pieno di gioia quando attira gli altri bambini organizzando spettacolini di marionette.  Quando è libero, la mamma lo conduce a visitare poveri e ammalati e lui è felice di amare e aiutare il prossimo, come insegnato da Gesù.

Nasce la vocazione, e Francesco studia a Bergamo, e viene ordinato sacerdote nel 1875.  In quello stesso anno si reca a Roma per il Giubileo, e in S. Maria Maggiore ha una visione: uno stuolo di vergini che adorano Gesù Sacramentato. Don Francesco capisce il progetto della sua vita, ma aspetta il momento giusto per realizzarlo.

Tornato da Roma, svolge attività educative e una scuola serale presso l’ oratorio di don Palazzolo, un’apostolato fra i poveri nella parrocchia dello zio don Pietro, l’insegnamento in Seminario e la guida di alcune comunità religiose femminili, fino a quando nel 1882 recatosi a S.Gervasio d’Adda (CR) incontra una giovane ragazza, Caterina Comensoli, che desidera diventare religiosa in una congregazione che abbia come scopo l’Adorazione Eucaristica.

Don Francesco può così realizzare quel sogno visto in S. Maria Maggiore. Il 15 dicembre 1882 le prime aspiranti suore entrano in una casa che sarà il primo convento, in via S. Antonino a Bergamo. Quel giorno l’Istituto delle Suore Adoratrici ha inizio.  Intanto si aprono nuove case e le religiose accolgono handicappati, poveri e ammalati.

Tutto va bene fino a quando, per una serie di spiacevoli equivoci, don Francesco è costretto ad abbandonare la diocesi di Bergamo, e il 4 aprile 1889 si trasferisce in diocesi di Cremona, a Rivolta d’Adda, dove le sue figlie hanno aperto una casa. Il sacerdote non può più governare l’Istituto, e così la fondazione si divide: madre Comensoli fonda la congregazione delle Suore Sacramentine, don Francesco quella delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento.

Ottenuta la giusta approvazione, le Adoratrici prendono vita. Esse hanno il compito di adorare giorno e notte Gesù nell’Eucarestia e di servire i fratelli poveri e sofferenti, nei quali “Ravvisare il Volto di Cristo”.  Gesù è la fonte e il modello della vita sacerdotale di don Francesco, dal quale prendeva forza e vigore per servire gli altri.

A Rivolta si piega a cercare Cristo fra gli infelici, gli emarginati, i respinti, e dove c’è un bisogno di qualsiasi tipo: scuole, oratori, assistenza agli infermi, agli anziani soli.

I suoi prediletti sono i portatori di handicap, per i quali nutre un affetto di padre. Per loro, oltre all’assistenza, si prodiga per farli organizzare in semplici lavori per sollecitare la loro capacità e promuovere una maggiore autonomia personale. Crede in loro e non li tratta come dei “minorati”.

Accoglie i giovani del grosso borgo cremonese, nella casa madre, ed è felice di trovarsi con loro e farli divertire.  Circondato da vastissima fama di santità, raggiunge l’amato Dio, il 6 febbraio 1913.

Viene dichiarato beato da Giovanni Paolo II il 21 giugno 1992,nel Santuario Mariano di Caravaggio.

Invito ai Sacerdoti

Invito ai Laici

Beato Francesco Spinelli, sacerdote
Messale    Lezionario    Liturgia Ore

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La veglia per la vita con il vescovo Antonio nella palestra di Cavatigozzi

Sabato 6, alle ore 21, il momento di preghiera e riflessione promosso dall'ufficio famiglia. Premio "Mariolina Garini" al Cav di Casalmaggiore

«La misericordia farà fiorire la vita: quella dei migranti respinti sui barconi o ai confini dell’Europa, la vita dei bimbi costretti a fare i soldati, la vita delle persone anziane escluse dal focolare domestico e abbandonate negli ospizi, la vita di chi viene sfruttato da padroni senza scrupoli, la vita di chi non vede riconosciuto il suo diritto a nascere». È questo uno dei passaggi fondamentali del messaggio dei Vescovi per la 38ª Giornata  per la vita che si celebrerà domenica 7 febbraio in tutte le parrocchie d’Italia. Queste stesse parole riecheggeranno sabato 6 febbraio, nella palestra comunale di Cavatigozzi, alle ore 21, durante la veglia per la vita presieduta dal nuovo vescovo, mons. Antonio Napolioni, e curata dall’ufficio diocesana di pastorale familiare in collaborazione con il Centro Aiuto alla Vita e il Movimento per la Vita di Cremona. Continue reading »

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Il Vescovo alla Casa dell’Accoglienza pranza con i profughi: «Aiutatemi a rimanere povero»

Lunedì 1° febbraio mons. Napolioni ha visitato l'opera segno della Caritas cremonese accolto da don Antonio Pezzetti e Cristiano Beltrami

«Aiutatemi a rimanere povero e a capirci sempre di più». Questo il messaggio che il vescovo Antonio ha consegnato agli ospiti e volontari della Casa dell’Accoglienza di Cremona, durante la sua visita di lunedì 1° febbraio. Dopo aver sostato, domenica 31 gennaio, alla Casa della Speranza, il presule ha voluto manifestare la sua vicinanza ad un’altra opera segno della Caritas, quella più famosa e radicata nel territorio, nella quale sono ospitati decine di migranti e sono aiutati quotidianamente centinaia di poveri e indigenti della città e del territorio. Continue reading »

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L’omaggio del vescovo Antonio alla Madonna di Caravaggio: «Siamo qui a dissetare la nostra sete di senso»

Prima della celebrazione eucaristica in basilica il presule ha incontrato gli scout di Caravaggio e Fornovo che gli hanno donato un bastone e i loro fazzolettoni

È giunto pellegrino al Santuario di Caravaggio per affidare alla Vergine il suo ministero episcopale, ma anche per dissetarsi a quella fonte di senso del vivere che è la Madre di Dio. Mons. Napolioni, all’indomani dell’ordinazione episcopale, dopo la sosta significativa alla Casa della Speranza, è giunto nel grande complesso mariano poco prima delle ore 12, accolto dal rettore don Antonio Mascaretti, dai sacerdoti cooperatori e da quelli della parrocchia di Caravaggio. Continue reading »

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Il saluto di mons. Lafranconi alla diocesi: «Non c’è tradizione vitale senza cambiamento»

Cattedrale gremita sabato 23 gennaio per la messa di ringraziamento a conclusione del ministero episcopale del vescovo Dante. Presenti oltre cento sacerdoti e due vescovi cremonesi: Eliseo Ariotti e Carmelo Scampa

“Camminare sulle strade della storia edificando la Chiesa con spirito di rinnovamento”: questo il messaggio lasciato da mons. Lafranconi nella Messa di ringraziamento per la chiusura del suo ministero episcopale in diocesi, celebrata sabato 23 gennaio. Un invito rivolto ad una comunità che si è stretta intorno al presule in una cattedrale gremita alla presenza di più di cento sacerdoti diocesani, i Canonici del Capitolo, due vescovi, Eliseo Ariotti, nunzio apostolico in Paraguay, e Carmelo Scampa, pastore di São Luís de Montes Belos in Brasile (entrambi ordinati durante il ministero di Lafranconi) oltre alle autorità, sedute nelle prime file tra cui il sindaco Gianluca Galimberti, il prefetto Paola Picciafuochi, e i parenti, la sorella Maria Iune, i fratelli Giancarlo ed Ermes, le cognate Antonella e Tina, nipoti ed amici. Continue reading »

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