La questione del rapporto fra uomo e mondo tra ecologia e nuovo umanesimo alla “Fatica di credere”

Il percorso che da 16 anni vede confrontarsi credenti e non avrà inizio sabato 6 febbraio alle ore 17 presso il Centro Pastorale diocesano

image_pdfimage_print

Nel suo insegnamento profetico il papa Benedetto XVI è più volte tornato sulla necessità di una ecologia umana. Nell’enciclica Caritas in veritate il Pontefice ripropone autorevolmente l’intuizione per cui l’ecologia dell’ambiente è collegata a doppio filo con l’ecologia umana. Ciò significa che la radice del dissesto ambientale di cui è testimone la cronaca del nostro tempo è per buona parte un “effetto” dello squilibrio umano e di un uomo sempre più squilibrato. L’inquinamento della mente, del cuore, dello spirito sprigiona l’effetto avvelenante sull’aria, sull’acqua; l’armarsi degli animi devasta attraverso le armi mai neutrali; l’insaziabilità di pochi scatena dinamiche perverse di povertà.

La Chiesa italiana nell’anno 2015 viene sollecitata a riproporre tali questioni sia dall’Expo che interroga paesi ricchi e poveri sulla necessità del cibo per tutti e sulla salvaguardia del creato sia dal Convegno ecclesiale di Firenze in cui il confronto con la figura di Gesù come uomo perfetto (cfr. GS 41) chiede un nuovo sforzo per ripensare l’uomo nel mutato contesto odierno.

La Fatica di credere, giunta alla sua quattordicesima edizione, intende prendere sul serio alcune questioni legate all’ecologia e all’ecologia umana sentendosi in questo in piena sintonia anche con i non credenti che allo stesso modo hanno a cuore le sorti dell’umanità e del mondo, casa che gli uomini abitano e verso cui sono responsabili.

In questa prospettiva risulta quanto mai necessaria una panoramica aggiornata e spassionata sulla salute del nostro pianeta, per essere consapevoli delle problematiche ecologiche che lo interessano senza indulgere in gratuiti disfattismi. È il compito che è stato affidato sabato 6 febbraio al dott. Guariso del Politecnico di Milano, che nella sua ricerca si è dedicato a modelli di supporto alle decisioni nel settore dell’ambiente e del territorio. Non c’è però solo uno spazio intercontinentale, ma c’è un tempo intergenerazionale, non c’è soltanto un mondo da salvaguardare, ma anche un’umanità da promuovere. In che rapporto stanno spazio e tempo, mondo e umanità nell’era ipermoderna? Sarà la domanda centrale a cui risponderà il sociologo Mario Pollo, studioso in particolare del rapporto tra giovani e tempo, che sarà nostro ospite sabato 20 febbraio.

Tra le questioni di ecologia umana più pressanti, e non solo per il vecchio mondo occidentale, ci sono i problemi demografici che sempre di più intersecano le riflessioni sulla crisi economica, sui flussi migratori e sulla distribuzione delle risorse mondiali, per limitarci a qualche esempio. Sabato 5 marzo sarà il prof. Blangiardo, esperto di dinamiche demografiche, a descrivere la situazione e ad ipotizzare alcuni scenari possibili.

Il percorso delineato pone precisi interrogativi alla fede cristiana, interrogativi ripresi autorevolmente dall’ultima enciclica di papa Francesco di cui don Bruno Bignami illustrerà le direttrici fondamentali sabato 19 marzo, concludendo così l’intera rassegna.

Locandina dell’intero percorso

Facebooktwittermail