Solidarietà incarnata e competenza concreta sono le qualità necessarie in questa fase della storia americana, ma una fede, non da brandire con foto ad effetto, gioca la sua parte nel forgiare la corsa alla Casa Bianca. Joe Biden, di origini irlandesi ed educato dalle suore in mezzo al Concilio Vaticano II, la lotta per i diritti civili e la guerra in Vietnam è stato il primo vicepresidente cattolico nella storia degli Stati Uniti e solo altre tre figure dichiaratamente tali hanno raggiunto i vertici più alti del governo americano: John F. Kennedy come presidente nel 1960, John Kerry nel 2004 e Al Smith nel 1928 come candidati
È una convention anomala quella inaugurata lunedì dal Partito democratico: la prima online, la prima senza palcoscenici e ovazioni da stadio, la prima dove il candidato alla Casa Bianca si è mostrato la prima serata, quando di solito appare nell’ultima; la prima convention ai tempi del Covid. Invece che riunirsi a Milwaukee per designare ufficialmente Joe Biden e Kamala Harris come portabandiera del partito, i candidati sono apparsi sugli schermi di tv e pc, quasi compressi in tempi e modi, mentre i delegati li hanno guardati in video e sempre in video, ieri sera hanno nominato Joe Biden candidato ufficiale alla Casa Bianca per il Partito democratico. Continue reading »
Secondo il Comitato tecnico-scientifico non hanno motivo di esistere le preoccupazioni dei dirigenti scolastici per eventuali responsabilità nel gestire possibili casi
“La ripartenza di tutte le scuole il prossimo 14 settembre rappresenta una priorità assoluta per il Paese”. Lo si legge nel comunicato del Comitato tecnico-scientifico (Cts) per l’emergenza coronavirus, diffuso nella serata del 19 agosto dal Ministero della Salute. Per il raggiungimento di questo obiettivo stanno lavorando, “in maniera continuativa, sinergica e coordinata”, sia i Ministeri ad essa particolarmente interessati (Ministero dell’Istruzione e della Salute), sia il commissario straordinario per l’emergenza, sia il Comitato tecnico- scientifico, che ieri si sono riuniti in un apposito incontro in vista della ripresa. Al centro della riunione il parere del Cts del 12 agosto che resta confermato, così come “è stato ribadito l’obiettivo di garantire quanto prima in tutte le scuole il necessario distanziamento interpersonale”. Continue reading »
Con un omaggio in musica registrato nelle chiese cittadine di San Pietro al Po, San Girolamo, oltre che nel chiostro di Sant’Abbondio, in Battistero e nel cimitero dei Canonici
Le bellezze artistiche e architettoniche delle chiese di Cremona sono state protagoniste al Meeting di Rimini grazie al video presentato dal IMF International Musical Friendship, sinonimo di quasi 30 anni di musica e amicizia in Europa attraverso un’orchestra composta da oltre 100 giovani musicisti provenienti da Germania, Polonia, Russia, Lettonia, Svizzera, Austria e Italia. Lo ha sottolineato anche il titolo del webinar proposto al Meeting – “Imf, una storia di meraviglia. 28 anni di musica e amicizia in Europa” – condotto da Markus Lentz e dal cremonese Giovanni Grandi, rispettivamente presidente e coordinatore di International Music Friendship. Continue reading »
È disponibile presso l’Ufficio Ragioneria della Curia la Guida liturgico-pastorale per l’anno liturgico 2020/2021, che inizierà il prossimo 29 novembre. Il prezzo di copertina è di 16 euro. Continue reading »
Si celebra il 19 agosto la Giornata mondiale umanitaria. In occasione di questa ricorrenza, Caritas internationalis chiede che vengano sostenute le comunità locali. Con noi Rosario Valastro, vicepresidente di Croce Rossa Italiana: gli operatori umanitari contribuiscono alla pace
Ricordare coloro che ogni giorno aiutano milioni persone in tutto il mondo, affrontando pericoli e avversità, animati da un grande spirito di solidarietà. È questo l’obiettivo dell’odierna Giornata mondiale umanitaria scelta nel 2009 dall’Assemblea Generale dell’Onu in ricordo dell’anniversario del bombardamento della sede delle Nazioni Unite, nel 2003 a Baghdad, costato la vita a 22 persone. Si stima che, in tutto il mondo, una persona ogni 45 abbia bisogno di assistenza.
Sostenere le comunità locali
A causa della pandemia, il sistema umanitario internazionale è messo a dura prova come mai prima d’ora. Caritas internationalis richiama in particolare l’attenzione sul ruolo essenziale delle comunità locali nell’assicurare risposte immediate in ambito umanitario. E chiede che venga offerto un maggiore sostegno alle organizzazioni della società civile, specie quelle d’ispirazione religiosa come Caritas, che in tutto il mondo sostengono, aiutano e rafforzano le comunità locali. In questa giornata la comunità internazionale, sottolinea Aloysius John, segretario generale di Caritas internationalis, “ricorda la generosità di migliaia di operatori umanitari, dei poveri e soprattutto dei sopravvissuti ai disastri, che aspirano a vivere dignitosamente”. Caritas internationalis, riferisce l’agenzia Sir, esorta inoltre i governi e la comunità internazionale a destinare fondi, a livello locale, per il rafforzamento delle organizzazioni della società civile. Auspica poi lo stanziamento di fondi speciali per l’empowerment delle comunità locali e per consentire loro di intraprendere le azioni appropriate in caso di disastri.
Gli operatori umanitari non siano un bersaglio
La Giornata odierna è dunque un’occasione per celebrare gli operatori umanitari in servizio in tutto il mondo ma anche coloro che hanno perso la vita aiutando le persone più povere, emarginate e vulnerabili. La pandemia, ricorda Rosario Valastro, vicepresidente di Croce Rossa Italiana, pone ostacoli ancora più grandi ma non ferma la risposta degli operatori umanitari.
Ascolta l’intervista a Rosario Valastro
«Questo è un mese in cui ricordiamo anche gli operatori umanitari, che sono stati e sono sul campo in Italia e all’estero anche in condizioni complesse come la pandemia e l’emergenza sanitaria. Ed è bene ricordarli perché grazie al loro operato e all’operato delle nostre organizzazioni, si cerca di portare un aiuto a casa delle persone. E si cerca di limitare anche ulteriori vulnerabilità. Si tratta di persone, di donne e uomini, che contribuiscono alla pace. Contribuiscono evitando ulteriori vulnerabilità, malattie e sofferenze. E consentono a noi, indirettamente, di vivere una vita anche più serena».
Come vengono affrontate le emergenze umanitarie in questo tempo segnato dalla pandemia e da restrizioni sempre più forti imposte dai governi? Quali ostacoli aggiuntivi devono superare gli operatori umanitari?
«Gli ostacoli aggiuntivi possiamo classificarli probabilmente almeno in tre grosse macro-aree. La prima è quella dovuta allo stigma e alla discriminazione. L’emergenza sanitaria ha ampliato il numero di persone discriminate. Ci sono Paesi al mondo, per esempio la Nigeria, dove chi è ammalato di Covid-19 viene discriminato, come avveniva anche in passato con i malati di lebbra etc. Quindi c’è la difficoltà di accedere alle cure ed anche la difficoltà di riceverle o di farsi assistere dagli altri proprio perché si viene in qualche maniera messi all’angolo. Una seconda difficoltà è data, a volte, dalla incredulità di fasce della popolazione su quelle che sono le conquiste della scienza. Quindi c’è un po’ questa ritrosia ad adottare comportamenti che ci rendono maggiormente sicuri. Questo comporta un aumento, non solo del rischio, ma persino una difficoltà per gli operatori di agire in un clima tranquillo o addirittura sicuro. A volte, gli stessi operatori sono discriminati. Da eroi, come si diceva di loro nel mese di marzo, sono di nuovo diventati un bersaglio. Un’altra area di difficoltà è rappresentata dalle situazioni di conflitto. Il personale sanitario, il personale umanitario e le strutture sanitarie in generale non sono e non devono essere un bersaglio».
Guardiamo al mondo: quali sono le crisi umanitarie più gravi?
«Sono quelle di Paesi che vivono situazioni di conflitto. Ci sono alcuni Stati nel Medio Oriente, alcuni in Africa, alcuni Paesi con problematiche di natura ambientale a seguito dei cambiamenti climatici. Sono queste le zone più colpite nelle quali più forte è la presenza degli operatori umanitari. Il mio invito è quello di non chiamarli più eroi, ma apprezzare e difendere il loro operato. Ritengo che la cosa migliore sia difendere questa azione e magari copiarla. Non chiamarli eroi un giorno e poi, domani, disprezzare il loro operato».
Padre Gaetani: “Sarebbe da irresponsabili mandare i nostri ragazzi in classe senza le condizioni sanitarie sufficienti”
“Noi abbiamo segnalato in tutti i momenti e in tutte le sedi opportune che la scuola o riparte insieme o non riparte. Chiaramente ci sono delle difficoltà: abbiamo segnalato la chiusura di 100 scuole pubbliche paritarie ad oggi, ma abbiamo anche un certo incremento di iscrizioni perché le famiglie sono spaventate rispetto a quella che potrà essere l’offerta della scuola pubblica statale, che avrà più problemi ancora di noi perché non potrà garantire la distanza di sicurezza, non si sa quando arriveranno i banchi né come concretamente ripartiranno le classi, se tutte insieme, se con ingressi scaglionati, se a turni”. Lo dice al Sir padre Luigi Gaetani, presidente della Cism (Conferenza italiana superiori maggiori), a proposito del rientro a scuola, previsto per metà settembre, e dei possibili rischi legati all’aumento dei contagi da Covid-19, che si stanno registrando anche in Italia in questi giorni. Continue reading »
Gesù, che vive anche in te, ti perdona e ti abbraccia, se glielo permetti. Io prego per te, e ti aspetto, se vorrai, per un abbraccio di pace.
Venuto a conoscenza dell’atto vandalico a danno della scultura denominata “Cristo del Po”, il vescovo Antonio Napolioni si esprime con la seguente nota. Continue reading »
Lo stravolgimento della pandemia, con la preoccupante evoluzione delle ultime settimane, costringe famiglie e imprenditori in un clima di attesa che frena le nuove iniziative. In un contesto di deflazione, con produzioni e consumi congelati, le imprese hanno margini ridotti e tenderanno a non assumere nuovi lavoratori e a ridurre gli esistenti
A chi non fa piacere comprare prodotti e servizi a un prezzo inferiore? La progressiva riduzione, registrata dall’Istat, segnala a luglio un calo dello 0,4% annuale del costo della vita (almeno quello sintetizzato in un paniere di prodotti aggiornato dall’Istituto di statistica) che rafforza il potere d’acquisto di chi può contare su entrate regolari. Ma non tutti hanno flussi stabili (stipendio, pensione, piccole rendite) e nell’economia devastata dal Covid le posizioni meno garantite sono diventate più deboli, prevale il sussidio e calano le entrate da lavoro vero. L’occupazione non cresce e tende a calare.L’arretramento prolungato dei prezzi, in economia, non è una buona notizia perché segnala non una maggiore concorrenza quanto la tendenza a procrastinare ogni acquisto o investimento. È la deflazione. Che è il contrario dell’inflazione e non solo perché i prezzi scendono invece di salire. Continue reading »
La realizzazione nel villaggio di Agbonou Kpotame, nella periferia dalla cittadina di Atakpame, sotto il coordinamento di don Damiano Gaglo, già studente presso il Seminario di Cremona
Sta prendendo letteralmente forma in Togo il progetto della chiesa intitolata a sant’Omobono. Dopo la formalizzazione del progetto di costruzione, è entrato nel vivo il cantiere nel villaggio di Agbonou Kpotame, nella periferia dalla cittadina di Atakpame, sede vescovile dell’omonima diocesi.Continue reading »
Proponiamo una riflessione del decano della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Urbaniana a partire dal “Responsum” della Congregazione per la Dottrina della Fede ad un dubbio sulla validità del Battesimo conferito con la formula “Noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”
Il 6 agosto scorso, la Congregazione per la Dottrina della Fede (Cdf) si è pronunciata riguardo la richiesta di chiarimenti sulla validità o meno del battesimo conferito con formule differenti rispetto a quella indicata nei libri liturgici, in particolare con l’utilizzo della formula “Noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” e simili. La Cdf nella sua risposta, approvata dal Santo Padre, si è espressa negativamente, raccomandando che, per coloro che hanno ricevuto il battesimo in questa forma, sia ripetuto il rito “in forma assoluta”, ossia secondo quanto stabilito dalle norme liturgiche. Continue reading »