A Mozzanica prima tappa del cammino Sinodale nelle Zone. Il Vescovo illustra i temi e le domande per il cambiamento

Prossimo appuntamento il 29 e 30 ottobre alla scuola Immacolata di Soresina per la zona pastorale 2

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«In questo tempo, in questa nostra Chiesa c’è qualcosa che mi fa vibrare?». Con questa domanda il vescovo Antonio apre la serata di riflessione lasciando lo spazio, nel silenzio alle risposte spontanee delle persone presenti nella sala dell’oratorio di Mozzanica, dove – tra venerdì 22 e sabato 23 ottobre – inizia il cammino sinodale della diocesi di Cremona.

La prima tappa è nella Zona I: dopo un momento di preghiera iniziale caratterizzata da un momento di meditazione musicale con la proposta di alcuni brani della cantata “Letizia d’amore, stelle e precipizio”, ispirata all’esortazione di Papa Francesco Amoris Laetitia.

Dopo la cena offerta in oratorio la riflessione guidata dal vescovo: «Come passare dalle emozioni, dalle sensazioni, dai sentimenti a un progetto condiviso, a un cammino reale capace di cambiamento? Siamo davvero sinodali, in questo mondo che si ammala spesso di solitudine?».

Le parole di mons. Napolioni conducono lo sguardo al tempo che le comunità stanno vivendo, con le sue ferite aperte e il suo bisogno di ripartire, di rinnovarsi: «Siamo confusi, e siamo confusi anche nella Chiesa, nonostante abbiamo avuto tante grandi guide, come Giovanni Paolo II di cui oggi (venerdì 22, ndr) la Chiesa celebra la festa. Ma – aggiunge il vescovo – ad ogni tempo il Signore dona gli strumenti, i linguaggi, i compagni di viaggio: ora tocca a noi, in questo tempo che ci è dato da vivere, a meno che non preferiamo una Chiesa fatta solo di solisti stonati».

Immagini di Chiesa… Immagini diverse, come quelle raccolte nella breve attività proposta: «Disegnate la Chiesa. Non la Chiesa che vorremmo, ma la Chiesa che siamo».

E i disegni abbozzati diventano una traccia per entrare nel Sinodo: «l sinodo non è riorganizzarsi, ma ascoltarsi per capire se stiamo davvero ascoltando Lui». Un presente e un futuro non da costruire, ma da accogliere: «La rivelazione si compie nel tempo».

Ripensare lo stile di essere Chiesa nell’ottica dell’amore, dell’armonia tra differenze è vitale, continua mons. Napolioni citando il Concilio Vaticano II: «Gesù ci dà la sua Chiesa, e noi dobbiamo essere la sua Chiesa, non quella di una parrocchia, di un gruppo, legata alle circostanze. Perché Gesù è risorto, è vivo e dunque fa cose nuove. La storia insegna: quante volte la Chiesa è risuscitata» grazie ai molti, «uomini e donne che hanno capito che lo Spirito stava agendo in quel tempo».

Richiamando Paolo VI il vescovo indica tre vie per affrontare il cammino sinodale: la Parola di Dio («Abbiamo bisogno della Parola di Gesù, di più Gesù e meno Chiesa, o di una chiesa più vicina a Lui»), la via morale del cambiamento e della riforma («Gli scandali in questi anni ci chiama tutti a un processo di conversione. La Chiesa ha bisogno di riforme: le donne ce lo dicono con la loro pazienza, i giovani con la loro pazienza, tanti fratelli con la loro sofferenza»), la via apostolica del dialogo («Il dialogo è il metodo dell’annuncio»).

Dopo l’intensa introduzione il vescovo ha proposto poi una sintesi del Documento preparatorio ricevuto dalla Segreteria del Sinodo dei vescovi, come orientamento per il percorso della chiesa locale dentro e in comunione con quella universale. “Come si realizza oggi quel ‘camminare insieme’ che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo?”. La domanda centrale che i rappresentanti delle parrocchie, dei gruppi, delle associazioni, con sacerdoti, diaconi e religiosi della Zona sono chiamati a riportare nella quotidianità della vita delle loro comunità, è stata quindi declinata in dieci nuclei tematici tra cui ascolto, dialogo dentro e fuori la Chiesa, la partecipazione, la formazione…

«Da stasera, nelle prossime settimane entriamo nella prima fase di ascolto del popolo di Dio, che va fino all’aprile 2022» ha quindi spiegato concludendo il suo intervento monsignor Napolioni ricordando le tappe del cammino che la Chiesa di tutto il mondo intraprende. In questa fase le unità pastorale, le parrocchie e i gruppi saranno chiamate a riflettere, aprirsi al dialogoe a raccogliere contributi con un questionario che sarà riconsegnato entro il 22 febbraio alla diocesi e che costituirà la base per gli interrogativi del prossimo anno.

Dopo la serata di venerdì, i temi e le indicazioni proposte dal vescovo, sono state poi riprese nei lavori di gruppo nella mattinata di sabato, in cui i partecipanti si sono confrontati in un primo momento di dialogo e condivisione, principio di un cammino che coinvolgerà tutta la Chiesa.

Nelle prossime settimane le equipe delle altre zone pastorali si incontreranno con il vescovo secondo lo stesso programma. Con le stesse domande. Lo stesso cammino da affrontare.

Il prossimo appuntamento zonale sarà Venerdì 29 ottobre (dalle 18.30 alle 22) e sabato 30 (dalle 9 alle 12) a Soresina, presso la scuola Immacolata, per i rappresentanti della Zona pastorale 2. 

 

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