“Pane nostro. Nel pane una parola e un volto” è il titolo del convegno diocesano promosso sabato 7 novembre a Cremona dalla Caritas diocesana nel contesto della festa patronale di sant’Omobono “padre dei poveri” (13 novembre) e della 10ª Giornata mondiale dei poveri (15 novembre). L’evento, rivolto in particolare agli operatori e i volontari della carità (iscrizione su www.diocesidicremona.it/panenostro), si svolgerà nella mattinata del 7 novembre presso il Centro pastorale diocesano di via S. Antonio del Fuoco 9A.
Il convegno inizierà alle ore 9: dopo il momento di accoglienza e la preghiera iniziale, ad aiutare la riflessione saranno il biblista cremonese don Maurizio Compiani (docente di Teologia presso la sede cremonese dell’Università Cattolica) e il professor Giovanni Aresi, docente e ricercatore del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
«Può sembrare strano – evidenzia don Pierluigi Codazzi, responsabile della Caritas diocesana – ma ancora oggi c’è gente che non ha cibo. Anche nella nostra città e sul nostro territorio ci sono persone che non hanno il cibo, cioè il necessario per vivere. Nella cultura cremonese e nell’esperienza ecclesiale diocesana c’è una tradizione antica, quella dei pacchi alimentari: noi vorremmo dare un significato di profondità».
Per questo nella seconda parte della mattinata sarà dato spazio alla presentazione di alcune esperienze e proposte proprio in merito al contrasto della povertà alimentare e alla distribuzione dei pacchi alimentari, attraverso i centri di ascolto parrocchiali Caritas e San Vincenzo, così come al “cibo dell’incontro” (la comunità e i momenti conviviali) e al nuovo progetto “Pane nostro” di Caritas Cremonese presso la struttura di San Savino, una sorta di hub per la distribuzione di alimenti, per supportare l’impegno di carità delle parrocchie, ma anche un luogo in cui accogliere e dare lavoro a persone che escono da percorsi di giustizia. La conclusione del convegno è prevista per mezzogiorno.
A guidare l’incontro sarà anche il messaggio di Papa Leone per la 10ª Giornata mondiale dei poveri del 15 novembre, dal titolo “Il Signore è il rifugio del povero” e in cui il Pontefice richiama la Chiesa e l’intera società a riscoprire il volto dei poveri e a riconoscere in essi una presenza che interpella la coscienza personale e comunitaria. Partendo dalle parole del Salmo 14, il Papa denuncia una società segnata da crescenti ingiustizie e da una cultura dello scarto che colpisce soprattutto i più fragili. «I primi a doverne subire le conseguenze sono i poveri», scrive, evidenziando come la perdita del senso della trascendenza e la diffusione della corruzione producano nuove forme di emarginazione e sopraffazione.
Leone XIV osserva che il grido di giustizia dei poveri rischia oggi di essere soffocato dall’indifferenza e persino amplificato negativamente dall’ambiente digitale, che spesso alimenta pregiudizi ed esclusione. Eppure, proprio i poveri, sottolinea, custodiscono una particolare capacità di riconoscere l’essenziale e di affidarsi a Dio come rifugio sicuro. Il Papa richiama la Chiesa alla propria vocazione: essere «povera e rifugio per i poveri». Non basta assistere chi è nel bisogno; occorre ascoltarne le attese, condividerne le speranze e riconoscerne la dignità.
«La Giornata mondiale dei poveri, con la felice concomitanza con la festa patronale di sant’Omobono, esempio di carità, – sottolinea ancora don Codazzi – rappresenta ogni anno in diocesi anche un’occasione per ringraziare il Signore delle tante persone che dedicano parte del loro tempo all’ascolto e al sostegno di chi vive momenti di fatica. A fondamento delle tante iniziative concrete che si potranno realizzare in questa Giornata ci sia sempre la preghiera».
Oltre al momento di riflessione rivolto agli operatori e i volontari della carità, Caritas Cremonese auspica che le comunità parrocchiali trovino occasioni per valorizzare queste due significative ricorrenze con circostanze di formazione e riflessione, anche attraverso la testimonianza di operatori Caritas. L’invito, inoltre, è a vivere momenti specifici di preghiera, con la possibilità di utilizzare i sussidi messi a disposizione da Caritas Italiana (clicca qui per i materiali).
Un’ulteriore modalità per vivere la festa di sant’Omobono e la Giornata mondiale dei poveri potrà avvenire promuovendo nelle parrocchie una raccolta straordinaria di generi alimentari, da far poi pervenire ai gruppi Caritas e San Vincenzo presenti in parrocchia, piuttosto che direttamente alla Caritas diocesana.
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