«Siamo il cantiere della santità»: in Cattedrale la solennità di Tutti i Santi presieduta dal Vescovo

Nell'omelia l'invito del vescovo a coltivare radici buone e la cura verso i ragazzi: «Vogliamo che le nostre generazioni generino alla bellezza e alla fiducia»

«Celebriamo in un’unica festa: la festa della Chiesa, la festa del popolo santo di Dio, la festa della famiglia umana così come Dio Padre l’ha pensata, amata, custodita, salvata, resa sempre più simile a sé». È con un caloroso richiamo alla bellezza e alla chiamata alla santità che il vescovo Antonio Napolioni ha aperto, nella mattinata di domenica 1° novembre, la solenne concelebrazione eucaristica per la festa di Tutti i Santi nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, a Cremona.

Un appuntamento che ha visto la partecipazione della comunità cittadina e diocesana, radunata attorno al proprio vescovo e alla presenza del sindaco di Cremona, Andrea Virgilio. La liturgia, concelebrata dai canonici del Capitolo della Cattedrale e dal vicario generale, don Antonio Mascaretti, ha dato il via ai momenti di preghiera e suffragio dell’inizio di novembre.

Nell’omelia monsignor Napolioni ha sviluppato una riflessione scandita dalle parole del Salmo – «Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore» – strutturata in tre passaggi fondamentali: il valore della memoria, la fraternità vissuta nel presente e la responsabilità verso i «santi di domani».

Dapprima il richiamo alle radici di fede e alla storia della Chiesa: «Bisogna ricordare i santi, conoscerne la storia. San Francesco mi appartiene, Sant’Omobono ci appartiene. Noi non saremmo qui se non ci fossero state tutte le generazioni precedenti». Un’eredità che non serve ai beati nel cielo, ma alla comunità terrena: «Siamo noi che abbiamo bisogno di ricordarci il loro esempio, di invocare la loro intercessione perché sono nella gloria di Dio, di sentirli vicini nel cammino che continua». E ancora: «Non siamo senza radici. Abbiamo delle radici luminose piene di bellezza, di fecondità». Un cammino che riguarda ciascuno: «Siamo un popolo di santi e di peccatori, ma non perché queste due categorie siano separate una volta per tutte. Siamo il cantiere della santità, cioè della guarigione continua dal peccato, della liberazione da ciò che ci rende schiavi».

Guardando alla quotidianità monsignor Napolioni ha incoraggiato a coltivare relazioni buone: «Siamo fratelli e sorelle di santi e frequentiamoli, frequentiamo la gente buona. E facciamoci circolare anche noi questa positività della vita, questo contagio benefico».

L’attenzione del vescovo si è poi posata sui bambini e sui ragazzi presenti in Duomo e nelle strade della città, sollecitando gli adulti a un’autentica cura educativa ed evangelica: «Vogliamo che le nostre generazioni generino alla santità, alla bellezza, alla fiducia. Vogliamo il meglio per i nostri figli e nipoti». Rileggendo con apprensione le recenti inquietudini giovanili, mons. Napolioni ha quindi posto un interrogativo cruciale alla comunità: «Abbiamo negli occhi e nella mente le vicende di questi giorni. Generazioni che vanno in piazza, per strada, un po’ arrabbiate, deluse, qualcuno più violento. E la nostra generazione che fa? Guarda e si lamenta, giudica e condanna, invoca repressione e violenza?». Di qui il richiamo all’ascolto profondo e all’accoglienza: «Ma noi ascoltiamo, ma noi decifriamo cosa c’è nel loro cuore? È un grande tema, quello della consegna della vita buona, della vita possibile, della vita futura alle generazioni che ci seguono».

L’invocazione finale ha suggellato la preghiera dell’intera Cattedrale: «Signore donaci questa fede. Alimenta questa speranza. Rendici uomini e donne che mettono in circolo il tuo stesso amore. Fa di noi una generazione che cerca talmente il tuo volto da farlo risplendere in noi, nei nostri figli e nella realtà che ci circonda. Allora sarà davvero sempre più festa e vita d’ogni santi».

La preghiera e la memoria proseguiranno nella comunità parrocchiali così come con i prossimi appuntamenti presieduti dal vescovo.

Lunedì 2 novembre, alle ore 15, monsignor Napolioni presiederà la preghiera in suffragio dei defunti al Cimitero civico di Cremona: la celebrazione, che si svolgerà presso il monumento centrale, vedrà la partecipazione dei sacerdoti della città insieme al vicario zonale della Zona pastorale 3, don Paolo Arienti, ai religiosi, alle religiose e ai fedeli cremonesi. Nella stessa giornata, alle ore 18, il vescovo tornerà in Cattedrale per presiedere la Messa nella Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Martedì 3 novembre, infine, come da tradizione verrà celebrata la Messa in suffragio dei vescovi defunti: la liturgia solenne avrà luogo alle ore 18 sempre in Cattedrale e sarà presieduta da monsignor Antonio Napolioni, affiancato dal vescovo emerito Dante Lafranconi e dai canonici del Capitolo della Cattedrale.

 

Il video integrale della celebrazione

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Annachiara Pini
TeleRadio Cremona Cittanova
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