Quando l’intelligenza artificiale diventa sociale a servizio dei più fragili

Nella mattinata di giovedì 20 giugno a Cella Dati il convegno promosso dalla Fondazione Germani di Cingia de’ Botti

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“Intelligenza Artificiale e sociale per l’innovazione dei servizi residenziali per i disabili” è il tema del convegno organizzato da Fondazione Germani di Cingia de’ Botti e che ha avuto come location giovedì mattina la Villa Dati a Cella Dati. Al centro della mattinata, tante riflessioni su questa nuova frontiera dell’innovazione e di tutti i suoi possibili ambiti di cura applicabili a chi si occupa di disabilità e fragilità.

Presenti il direttore generale di Fondazione Germani, Ivan Scaratti, il presidente Enrico Marsella, e il direttore sanitario Isabella Salimbeni, Giovanni Scotti (Arsac), Giorgio Rampi (Anffas Cremona) e Angelo Garavaglia (Asst Cremona).

Ha aperto i lavori don Maurizio Compiani con una suggestiva panoramica sull’IA come rischio o opportunità, sul suo ruolo nel rapporto con l’uomo e sulla capacità di dialogare con tutti i mondi e tutti i saperi nella sua pervasività e velocità. «L’intelligenza Artificiale ci fa vedere il mondo che cambia e allo stesso tempo cambia noi mentre lo guardiamo».

La parola è poi passata al dottor Mario Cucumo, di Fondazione Germani, che ha illustrato il funzionamento del software di Intelligenza Artificiale già in uso nella struttura da tre anni a supporto degli operatori nella cura dei residenti del nucleo alzheimer e rsd. Con lui la dottoressa Linda Ruggeri ha portato i numeri raccolti in questi passaggi e soprattutto il valore e l’importanza della loro lettura e valutazione. La dottoressa Emanuela Catenacci ha quindi illustrato lo stato dell’arte dei software e delle app che si occupano di supportare il mondo della disabilità e delle fragilità.

Dopo il coffebreak, i lavori sono ripresi con l’intervento del professor Luigi Croce che ha posto l’accento sulla tipicità dell’IA, la sua tendenza a standardizzare processi e numeri, vedendo come anomalie quei dati che si discostano dal flusso principale, mentre la cura della disabilità oggi vuol essere sempre più personalizzata. Dunque l’interazione con l’operatore sarà lo spazio di manovra nel rapporto tra uomo e macchina. Giunto dall’Olanda, ha preso quindi la parola il professore Remco Mostert per una riflessione sulla qualità di vita e su quali strumenti e metodi usare per migliorarla nelle persone con disabilità intellettiva.

Il professor Franco Spinagotti ha invece presentato una serie di valutazioni sulla qualità del sonno, barometro del benessere della persona, anche nel caso del paziente con disabilità, che spesso viene trattato con terapie farmacologiche anche off-label, con tutte le ricadute che possono comportare.

La mattinata si è conclusa con la proiezione di un breve video realizzato da Fondazione Germani con i suoi residenti sul senso dell’amore e della cura.

TeleRadio Cremona Cittanova
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