Messa delle Palme: verso la Settimana Santa con lo spirito di Chiara e Leone

Il vescovo Napolioni ha presieduto la Messa delle Palme. La processione da Santa Maria Maddalena alla Cattedrale. Nella riflessione un pensiero agli amici di San Francesco

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«Il pensiero in questo momento va a Gerusalemme, dove non è possibile fare la processione delle Palme che scende dal Monte degli Ulivi e rievoca l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. La facciamo noi, anche per loro, con un senso di responsabilità e di comunione con tutti i popoli della Terra. Con tutte le fragilità umane, con tutte le schiavitù che attendono liberazione, con la morte che non prevarrà sulla vita, perché noi celebriamo Cristo morto e risorto per noi».

Con queste parole mons. Antonio Napolioni ha aperto la celebrazione della Domenica delle Palme presso la chiesa di S. Maria Maddalena, nell’Unità Pastorale S. Omobono. Il Vescovo ha ringraziato il Signore «per averci condotto anche quest’anno a iniziare qui, insieme la Settimana Santa, il cammino della Quaresima, tempo di preghiera, meditazione, impegno di carità, conversione e riconciliazione» al quale chiediamo pace e unione tra i popoli.

Dopo la lettura del Vangelo, come da tradizione, mons. Napolioni ha benedetto i rami d’ulivo e di palma dei fedeli radunati per partecipare alla processione verso la Cattedrale, che ha preso il via in una mattinata di tiepido sole primaverile tra le  preghiere e i canti curati dalla corale dell’Unità Pastorale.

All’arrivo in Cattedrale il coro diretto dal maestro don Graziano Ghisolfi ha introdotto alla celebrazione. Dopo la lettura del Passio, il racconto della passione di Gesù, il vescovo Napolioni ha definito questo brano del Vangelo un racconto “radioattivo”, un evento che non ha mai terminato di scatenare tutta la sua potenza.

«Quando Gesù muore in noi nasce la vita. Il centurione se ne accorge e tanti uomini e donne se ne sono accorti. Pensate che storia di santità, di martirio, di fede, di missione, di carità da quella passione di Gesù continua a dare speranza nel mondo. Quest’anno, a 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi ho scelto di vivere con voi e con lui queste celebrazioni».

Napolioni chiede a tutti noi di avvicinarci a San Francesco per riscoprire «un cristianesimo essenziale, umano, radicale, gioioso, provocante», che in questo tempo è più che mai necessario.
Il Vescovo ha poi letto l’episodio della fuga di Santa Chiara dalla vita mondana e del suo sposalizio con Cristo. Chiara, sposa di Cristo, esce dalla sua vita, esce dalla sua famiglia e dalla sua città, per nascere alla vita fraterna, accolta da Frate Leone e dagli altri francescani. Allo stesso modo Napolioni, in chiusura della sua Omelia, estende l’invito a ciascuno di noi: «Esci dalle paure, dalla tristezza e vieni incontro a Cristo, fonte della Speranza. Esci e cambia vita».

Insieme al vescovo Antonio hanno concelebrato il vescovo emerito di Cremona, mons. Dante Lafranconi, don Giampaolo Maccagni, i Canonici del Capitolo, i sacerdoti e i ministranti dell’Unità Pastorale.

In chiusura Napolioni ha ricordato che la Settimana Santa è dettata dal ritmo delle celebrazioni della memoria viva della passione, morte e risurrezione di Cristo e ha invitato nuovamente i fedeli a entrare in queste celebrazioni «con lo stesso spirito di Santa Chiara, lasciandoci abbracciare dalla maternità di Dio come ha fatto frate Leone».

 

Il video integrale della celebrazione

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Claudio Gagliardini
TeleRadio Cremona Cittanova
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