Cremona come luogo di arrivo, ma soprattutto come spazio di relazione, di scambio, di scoperta reciproca. È questo il filo conduttore della nuova puntata del podcast “Torrazzo con vista”, dedicata a “Cremona World”, il racconto di una città che dialoga con il mondo attraverso le storie di chi, arrivando da lontano, ha trovato qui una casa. Ospiti Hazur Singh, del gruppo Bhangra vibes, e Maximiliano Baños, direttore del coro Vox latina: due percorsi diversi, dall’India e dall’Argentina, uniti dall’esperienza dell’accoglienza e dal linguaggio universale dell’arte.
Hazur Singh arriva dal Punjab, nel nord dell’India, e racconta di un impatto immediato e positivo con Cremona. «Mi sono sentito subito accolto», ha detto, spiegando come «questa sensazione mi ha portato a interrogarmi su che cosa potessi restituire alla città e alla comunità in cui vivo». Per lui, la risposta è stata naturale: il Bhangra, «una danza tradizionale che è molto più di un ballo. È un modo di essere, un’espressione profonda della cultura delle mie origini, legata alla gratitudine per il raccolto, alla gioia condivisa, alla celebrazione della vita». Per Hazur, però, il primo passo è stato un percorso personale, di riscoperta delle proprie radici; solo in seguito è arrivata la scelta di condividerle, trasformandole in un’esperienza aperta a tutti.
Il Bhangra, nel suo racconto, diventa un linguaggio immediato: «Se ballandolo riesci a strappare un sorriso, allora è Bhangra». Non importa comprendere il testo di una canzone o conoscere a fondo la storia da cui nasce: ciò che conta è l’energia, la gioia che passa da un corpo all’altro, da una persona all’altra. In questo senso, la danza diventa uno strumento di dialogo, capace di unire senza bisogno di traduzioni. I social stessi, con la pagina Bhangra vibes, diventano luogo di condivisione vera e autentica.
Un cammino simile, seppur diverso, è quello di Maximiliano Baños, arrivato dall’Argentina a Cremona per la musica. Qui ha incontrato una comunità sudamericana numerosa e viva, che lo ha portato a dar vita al coro che oggi dirige. «Attraverso questo percorso – ha spiegato – ho riscoperto le mie radici italiane, la storia della mia famiglia, ma anche quel sentimento di nostalgia per l’Argentina che resta vivo grazie alle persone con cui condivido lingua, tradizioni e memoria. Inoltre, non posso che essere grato a una città che mi ha accolto e che ci sostiene con coraggio ed entusiasmo».
Per lui, la musica è la prova più evidente di un linguaggio universale. «Quando proviamo un brano nuovo, magari con un testo in una lingua sconosciuta, come quelli inca o aztechi, anche senza sapere cosa significhino le parole, cerchiamo di immaginare come suonava quella lingua. E la musica funziona lo stesso, perché parla a tutti». È un’esperienza che supera il significato letterale e tocca qualcosa di più profondo, comune. Nelle storie di Hazur Singh e Maximiliano Baños emerge un messaggio chiaro: l’integrazione non è cancellare le differenze, ma valorizzarle.
Cremona diventa così un luogo in cui le identità non si perdono, ma si intrecciano. Attraverso la danza e la musica, entrambi hanno trovato accoglienza e sostegno, e oggi restituiscono alla comunità ciò che per loro è essenziale: un patrimonio di storie, radici ed emozioni che, pur nascendo altrove, parlano un linguaggio universale. È in questo incontro che Cremona si fa davvero “world”.











