In Cattedrale l’ultimo abbraccio a mons. Giuseppe Perotti

Nel pomeriggio di venerdì 21 novembre il vescovo Napolioni ha presieduto le esequie del canonico onorario, già parroco e rettore della Cattedrale

image_pdfimage_print

Guarda la photogallery

 

Sulla bara l’abito corale dei canonici, cotta e mozzetta, con la stola viola e il Libro dei Vangeli aperto: segni di una vita consacrata al servizio liturgico e spirituale, come mons. Giuseppe Perotti ha vissuto con dedizione. E come il vescovo Antonio Napolioni ha voluto ricordare in occasione delle esequie del canonico emerito della Cattedrale, morto martedì 18 novembre al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cremona dove era stato portato a seguito di un malore. Aveva 89 anni e l’ultimo saluto è stato nel pomeriggio di venerdì 21 novembre nella Cattedrale di Cremona, di cui era stato parroco e rettore.

Accanto al feretro il silenzio e la preghiera della comunità: la famiglia, con i nipoti e la cognata Giancarla che se ne è presa cura specialmente nell’ultimo periodo, il Capitolo dei Canonici e gli altri sacerdoti. Accanto al vescovo Antonio Napolioni i vescovi emeriti Dante Lafranconi e Carmelo Scampa. Erano presenti anche i fedeli provenienti dalle diverse realtà che negli anni aveva servito, con anche le rappresentanze istituzionali: da Soncino a Casalmaggiore, da Roggione a Pescarolo, fino alla lunga stagione in Cattedrale.

Il vescovo Napolioni, nell’omelia, ha invitato a «raccogliere i frutti, il segno, il mistero di una lunga vita sacerdotale», ricordando il primo incontro con don Giuseppe esattamente dieci anni fa. Poi il richiama alla coincidenza della festa liturgica della Presentazione di Maria al Tempio, «piccola bambina che in qualche modo appartiene già al Signore, totalmente orientata al compimento del disegno che nessuno conosce su di lei, se non solo il Signore». Un richiamo a come anche la vita di mons. Perotti sia stata una progressiva consegna al Signore e al servizio della Chiesa.

«Il compito è contemplare il passaggio di Dio nella nostra vita, la Pasqua del Signore che rende pasquale la nostra esistenza, rende pasquale la nostra morte», ha detto Napolioni, evocando la speranza della risurrezione che ha dato senso al ministero sacerdotale di mons. Perotti. Il vescovo ha poi insistito sulla chiamata, per ogni credente e per ogni sacerdote, a purificare e «riconsacrare se stesso, riorientare sempre la propria vita all’essenziale».

Nella sua riflessione il vescovo ha voluto ripercorrere le varie stagioni della vita di mons. Perotti come tappe attraverso le quali ha imparato a fidarsi della grazia, offrendo a molti una testimonianza fedele della misericordia di Dio e della preghiera. Secondo Napolioni, non bastava l’efficienza o l’organizzazione: ciò che ha contato davvero nella vita di don Giuseppe è stata la sua «originalità», la capacità di dire sì e no con chiarezza, in dialogo umile con il vescovo e la comunità, e una «mitezza sempre più profonda» che ha contribuito a costruire una casa spirituale in mezzo alla comunità.

«Credo che don Giuseppe questo ce lo abbia insegnato – ha concluso Napolioni –. Aiutaci ancora, con la tua intercessione dal Cielo, a spenderci fino in fondo, con il sorriso sulle labbra per l’amore del Signore, della Chiesa e di ogni uomo che incontriamo».

Al termine della celebrazione il feretro è stato accompagnato a Fontanella, suo paese natale, per la sepoltura nel cimitero di Fontanella al Piano.

 

L’omelia del Vescovo

 

 

Profilo di mons. Giuseppe Perotti

Monsignor Giuseppe Perotti è nato a Soncino il 6 marzo 1936. Originario di Fontanella, è stato ordinato sacerdote l’8 giugno 1963.

È stato vicario nella parrocchia S. Maria Assunta e S. Giacomo apostolo in Soncino (1963-1967), a S. Stefano protomartire in Casalmaggiore (1967-1969) e alla Beata Vergine del Roggione nell’omonima frazione di Pizzighettone (1969-1977).

Nel 1977 ha iniziato il ministero di parroco di Pescarolo, parrocchia che ha servito sino al 1996 quando è stato trasferito a Cremona.

Nel 1996, infatti, ha assunto l’incarico di rettore della Cattedrale di Cremona, di cui l’anno successivo è diventato anche parroco: ha svolto entrambi gli incarichi sino al 2008. Sempre nel 1996 è stato nominato canonico effettivo della Cattedrale.

Negli stessi anni aveva anche ricoperto i ruoli di vice-penitenziere della Cattedrale (2008-2018) e poi di penitenziere (2018-2023), incaricato per l’Adorazione nella chiesa di S. Girolamo (2008-2018) e presidente del Capitolo della Cattedrale (2009-2019).

Canonico emerito della Cattedrale dal 2025, dal 2024 risiedeva presso la Fondazione La Pace di Cremona dove nella mattinata di martedì 18 novembre ha avuto un malore, con il conseguente accesso al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cremona dove, podo dopo, è avvenuto il decesso. Aveva 89 anni.

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su