In Cattedrale la Messa con l’Arma nella festa della Virgo Fidelis

Nell'omelia il vescovo Antonio Napolioni ha descritto la figura del carabiniere come presenza vicina e familiare e che richiama i tratti della Vergine

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Si è tenuta nella mattinata di lunedì 21 novembre, nella Cattedrale di Cremona, la tradizionale Messa nella ricorrenza di Maria Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri.
La celebrazione è stata presieduta dal vescovo Antonio Napolioni alla presenza delle autorità civili e militari, del comandante provinciale colonnello Paolo Sambataro, degli uomini e delle donne dell’Arma insieme ai famigliari e il personale in congedo, con i rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d’arma.

Nell’introdurre la celebrazione, il vescovo ha richiamato il senso profondo della festa, che ricade anche nella memoria della presentazione della beata Vergine al tempio.

Riprendendo le letture del giorno, nell’omelia, mons. Napolioni ha evidenziato come esse illuminino sia la festa liturgica sia la memoria della patrona dell’Arma: parole che invitano a «purificare il santuario e a riconsacrarlo». Da qui l’invito a guardare alla storia umana con realismo, ma anche con speranza: «La storia umana è una storia di diffidenza, gelosia, ma anche di perdono, di ricostruzione, una continua alternanza tra guerra e pace. E non credo ci sia questo nel cuore dei Carabinieri, delle donne e degli uomini che vestono questa divisa e che onorano una tradizione, in cui proprio questo purificare e riconsacrare viene vissuto come servizio alle piccole e grandi cose di ogni giorno, ai frammenti della società».

Il vescovo ha poi descritto la figura del carabiniere come presenza vicina e familiare: «Quella del carabiniere è una figura domestica, familiare… siete percepiti sempre come il volto umano dell’Italia, dell’Europa, direi anche della coscienza cristiana con cui affrontare le conflittualità, perché Maria vi guida».

E proprio richiamando alcuni tratti della Vergine, li ha consegnati simbolicamente all’Arma: «Maria fedele nell’ascolto, nell’attenzione, silenziosa, discreta, umile, docile, custodiva tutto dentro di sé, anche il segreto professionale, la serietà, la riservatezza, il rispetto che caratterizza il vostro servizio, attenti a tutto, discreti, conoscitori della realtà».

Guardando infine alla missione cristiana nel mondo, mons. Napolioni ha ricordato che l’azione deve accompagnarsi alla custodia del bene: «Cristo Signore viene e non sopporta che il santuario sia un covo di ladri. E allora l’intervento di Maria è un intervento generativo di intercessione, di preghiera, di maternità».

Al termine della celebrazione ha preso la parola il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Paolo Sambataro, che ha condiviso una riflessione ispirata alla preghiera del Carabiniere, richiamandone soprattutto il valore di coesione all’interno dell’Arma: «Sono presenti undici riferimenti all’unità della nostra Arma», ha sottolineato, ricordando come l’invocazione «Noi Carabinieri d’Italia» esprima un’appartenenza che supera territori e competenze, formando «un corpo unico e armonico». Il comandante ha poi collegato questo spirito unitario al recente lutto di Castel d’Azzano, che «tocca in ugual misura ognuno di noi», e ha richiamato l’importanza di rifuggire individualismi e personalismi nel servizio quotidiano. Una coesione che si traduce, ha aggiunto, sia nella collaborazione operativa sia nello stile di vicinanza ai cittadini, costruito sul patrimonio valoriale dell’Arma e orientato a «verità, giustizia e concordia».

La liturgia è stata accompagnata dal coro dell’Istituto superiore Stradivari di Cremona che, diretto dal prof. Pietro Triacchini, ha eseguito i canti liturgici con la soprano Marina Morelli che ha intonato i nobili versi dell’inno alla Virgo Fidelis. Il momento è stato reso ancora più solenne dal saluto delle bandiere delle associazioni combattentistiche e d’arma, schierate lungo le navate della Cattedrale.

Al termine della celebrazione, alle ore 11.45, presso il Cimitero Monumentale di Cremona, si è poi tenuta la cerimonia di inaugurazione e benedizione del Monumento ai Caduti dell’Arma dei Carabinieri realizzato dalla locale Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo.

La ricorrenza è stata programmata anche in altri centri della provincia di Cremona, rispettivamente per le Compagnie di Casalmaggiore e Crema, con le celebrazioni rispettivamente alle 16 nella chiesa di San Francesco presieduta dal parroco di Casalmaggiore don Claudio Rubagotti e alle 18 nel Duomo di Crema presieduta dal vicario generale cremasco don Attilio Premoli.

Il 21 novembre ricorre anche la commemorazione dell’84° anniversario della Battaglia del caposaldo italiano di Culquaber, in Africa Orientale, una delle ultime e più sanguinose battaglie fra italiani e inglesi in Africa. Per l’eroismo dimostrato, al Battaglione carabinieri che resistette fino all’ultimo uomo, fu concessa la seconda medaglia d’oro alla bandiera dell’Arma dei Carabinieri.

Inoltre, nella stessa data, si celebra la “Giornata dell’Orfano”. L’Arma dei Carabinieri, attraverso l’O.N.A.O.M.A.C, Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri, Ente morale di natura privatistica fondato nel 1948 ed in prevalenza alimentato dallo spirito di corpo e dalla solidarietà degli stessi Carabinieri, assiste circa 1.150 orfani.

TeleRadio Cremona Cittanova
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