Durante il Giubileo delle Famiglie Papa Leone ha affidato alle famiglie il prezioso mandato del Vangelo: crescere in una “unione universale” attraverso la quale realizzare una comunione fondata sull’amore. E ha ribadito che sono le famiglie che generano “il futuro dei popoli”, perché sono loro che possono essere “segno di pace per tutti, nella società e nel mondo”. Il Pontefice non smette di ricordare che viviamo “grazie a una relazione, cioè a un legame libero e liberante di umanità e di cura vicendevole”.
Da qui prende le mosse la Giornata diocesana delle famiglie, promossa dalla Pastorale famigliare della Diocesi di Cremona, che torna anche nell’edizione 2026 con l’evento fissato per domenica 1° marzo in Seminario, a Cremona: una mattinata di approfondimento e confronto dal titolo “Le relazioni in famiglia: riscoprirsi per donarsi”, per ricordarsi che Gesù abita nelle nostre case e abita le nostre relazioni. Ciò significa tornare alle origini della propria vocazione per essere autenticamente uniti a Cristo nella quotidianità del proprio essere famiglia nel mondo e nella comunità cristiana.
«Viviamo immersi continuamente – spiegano i responsabili dell’Ufficio famiglia – nelle nostre relazioni, che influenzano ogni istante della nostra vita e tutti in nostri gesti. Anche noi abbiamo la responsabilità di costruire legami “liberi e liberanti”, come indica Papa Leone, con le persone che ci stanno accanto, non solo in famiglia. Ci sembrava importante offrire una occasione per lasciarsi interrogare sulla qualità e la direzione di senso di questi legami che ci connettono agli altri».
L’appuntamento presso il Seminario di via Milano 3 è a partire dalle ore 9 di domenica 1 marzo con un momento di accoglienza e preghiera, cui seguirà l’intervento della professoressa Palladino, docente universitaria nella Facoltà di Scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana di Roma, esperta in Dottrina sociale della Chiesa ed Etica delle relazioni, che accompagnerà le famiglie presenti a riscoprire la propria origine comune di chiamati a “costruire un noi“, come si legge nel suo ultimo libro “Io e noi. Un incontro inevitabile”, edito da San Paolo.
Contemporaneamente alla relazione della prof. Palladino, i bambini e i ragazzi figli delle coppie che partecipano all’incontro saranno coinvolti nello spettacolo Patatrac e in un laboratorio di clowneria. L’associazione “Il carrozzone degli artisti” proporrà uno spettacolo nello spettacolo, in cui le abilità e i ritmi teatrali scoperti per caso dal clown Cotoletta daranno vita a una movimentata sequenza di gesti comici e gag, tanto divertenti quanto esplosive. Il clown incontrerà i giovanissimi spettatori trascinandoli nel suo mondo grottesco, fantastico e immaginario, fatto di acrobazie, magie e gag. A seguire un laboratorio di clowneria, durante il quale i bambini saranno coinvolti attraverso giochi, esercizi e improvvisazioni, per scoprire il clown che è in ciascuno di noi.
«Cerchiamo di fare una proposta – dicono i nuovi responsabili dell’Ufficio Famiglia – che tenga conto delle esigenze di tutta la famiglia. Infatti, abbiamo pensato anche ai più piccolini, che saranno affidati a persone adulte che si sono rese disponibili per questo servizio importantissimo, garantendo ai genitori la serenità di potersi dedicare del tempo per riflettere insieme sul proprio essere famiglia».
La giornata proseguirà con la Messa, alle ore 11.45 nella chiesa del Seminario: le offerte raccolte durante la celebrazione saranno devolute a sostegno di alcune famiglie del territorio segnalate dalla San Vincenzo.
Alle 13 la Giornata diocesana si concluderà con un pranzo insieme, occasione per dare spazio, anche nell’informalità, a una condivisione di pensieri e riflessioni sulle tematiche trattate nell’incontro. Sarà preparato un primo dal seminario, mentre il secondo sarà al sacco. Quest’anno, esclusivamente per chi desidera fermarsi a pranzo, sarà necessaria l’iscrizione (entro il 20 febbraio) attraverso il form al link: www.diocesidicremona.it/giornatafamiglie.
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