I ragazzi di don Attilio: sorpresa per gli 80 anni di monsignor Cibolini «piccolo don Bosco»

Per festeggiare il compleanno del sacerdote che è stato per lungo tempo riferimento dell'oratorio di Sant'Agostino a Cremona, i giovani di oltre tre generazioni che egli ha aiutato a crescere hanno organizzato una giornata speciale. Erano in 120, arrivati anche dall'estero

Aveva 24 anni don Attilio Cibolini, oggi monsignore della Cattedrale di Cremona, quando arrivò alla Chiesa di Sant’Agostino e prese in mano le sorti dell’oratorio. Vi rimase dodici anni, il tempo di aiutare a crescere tre generazioni di giovani in un tempo che dire “complicato” è poco. Era il 1970, si apriva uno dei momenti più difficili per la storia d’Italia e non solo. Quel luogo si affollò di bambine e bambini, ragazze e ragazzi che al giovane sacerdote sono rimasti legati fino ad oggi. Immaginate dunque la sua sorpresa, domenica scorsa, quando rispondendo all’invito di un piccolo gruppo dei ragazzi di allora, per festeggiare assieme i suoi 80 anni, è tornato nella bella chiesa romanica del centro città per celebrare la messa. «Pochi intimi», si era raccomandato il don. I «pochi intimi» erano 120 e hanno fatto il «tutto esaurito» in chiesa. C’è chi è arrivato da Bath, in Inghilterra, chi da Parigi. C’erano tutti e  don Attilio li ha abbracciati ad uno ad uno: a cominciare dai più anziani, i suoi coetanei, che al tempo furono parte del suo team per gestire i più piccoli e scatenati.

La lettera

«Caro don Attilio, abbiamo aspettato con gioia e trepidazione questo momento per ritrovarci, ricordare e ringraziarti», ha esordito Riccardo Merli, incaricato di aprire la giornata di festa. La macchina organizzativa per rintracciare “i giovani” di Sant’Agostino si era messa in moto da mesi. La chat su whatsapp cresceva di settimana in settimana, le adesioni anche. Negli anni nessuno lo aveva perso di vista. Tutte e tutti hanno cercato don Attilio perché potesse sposarli o celebrare il battesimo dei propri figli. Il ricordo di quel giovane novello sacerdote, che aveva «trasformato cortili e stanze dell’ex convento degli agostiniani in un luogo di crescita nella fede, impegno, amicizia e vita vera», è ancora vivo in tutti.

Instancabile e onnipresente

Impossibile dimenticare «le mille esperienze, i grest, i campi estivi, l’ACR, i Tuttagostino, le feste, i ritiri spirituali, i campeggi, le settimane di Spello, i mercati missionari, le pesche, le raccolte della carta, le ristrutturazioni degli ambienti, i doposcuola, le attività sportive, le gite, le attività culturali e le innumerevoli iniziative di condivisione e di formazione di cui ti sei fatto promotore con una passione instancabile e con dedizione rara per accompagnarci e guidarci non solo nella crescita umana, ma anche in un cammino spirituale profondo e autentico che potesse trasmetterci il valore di una fede vissuta, coerente, concreta, quotidiana, capace di dare senso, speranza e direzione alla vita». In anni «segnati da dubbi e contraddizioni, rivolgimenti sociali, contestazioni, lacerazioni politiche, aspirazioni di giustizia, gli anni del post-Concilio nei quali tutta la Chiesa stava cercando nuove vie di testimonianza, gli anni della droga di strada, e quanti amici abbiamo perso…- hanno così ricordato gli ex ragazzi di Sant’Agostino – ti vediamo onnipresente in oratorio, umile ma fermo, in mezzo a tutti, primi o ultimi che fossero, capace di una parola e di un’attenzione per chiunque ne avesse bisogno, a volte con le tue sfuriate e le tue contraddizioni, ma sempre senza giudizi, con una generosità enorme e una fede credibile, densa di preghiera. Sei stato il nostro piccolo don Bosco».

Paola D’Amico

TeleRadio Cremona Cittanova
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