Custodia del creato, uno sguardo ecumenico. Incontro online con don Bruno Bignami

Il teologo cremonese è intervenuto nella serata online promossa dalla Comunità Laudato Sì’ di Viadana- Marcaria

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Nell’ambito della Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani, che quest’anno ha avuto come tratto distintivo il brano del vangelo di Giovanni “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto”, la Comunità Laudato Sì’ di Viadana- Marcaria ha organizzato nella serata di martedì 16 febbraio un incontro con don Bruno Bignami, sacerdote della Diocesi di Cremona già presidente di Fondazione Mazzolari, ora direttore dell’Ufficio nazionale dei problemi sociali e del lavoro della Chiesa Cattolica.

L’incontro è entrato a far parte di un ciclo a cui hanno aderito la comunità valdese e la chiesa ortodossa e ha portato a una riflessione condivisa sulla custodia del creato «a partire dalla sorgente unica che è Cristo».

Don Bignami ha condotto l’auditorium virtuale a meditare su cosa significhi abitare il mondo nel rispetto reciproco per tutte le creature viventi, in linea con il progetto originario di Dio descritto nel Libro di Genesi, che descrive l’abitare non solo come «luogo della tradizione biblica» ma anche come «condizione esistenziale che emerge dentro a una relazione». La riflessione è stata condotta a partire dall’enciclica Laudato Si’.

«Il frutto che possiamo generare – dichiara in apertura don Bignami in riferimento al titolo assegnato alla settimana di preghiera 2021- è dato dal modo di abitare il mondo». E prosegue «In questo tempo di pandemia ci accorgiamo che abbiamo disimparato l’abitare il mondo e che le nostre modalità non sono sempre consone alle modalità bibliche».

Quali sarebbero, dunque, le modalità che potrebbero favorire il mantenimento dell’equilibrio primigenio tra creature? Quale modo di vivere nell’epoca dell’antropocene potrebbe agevolare il processo di sviluppo senza cadere in un antropocentrico dispotico e nella cultura dello scarto?

La risposta viene data citando le quattro tipologie di relazione che ci contraddistinguono come persone, sintetizzate nel sesto capitolo dell’Enciclica Laudato Si’: relazione con dio, relazione con gli altri, relazione con le altre specie viventi e, da ultimo, forse la più difficile da realizzare, relazione con noi stessi. Dall’incapacità dell’uomo di rispettare l’altro uomo nasce la cultura utilitaristica, che porta inesauribilmente a scardinare l’equilibrio dell’ecosistema cui apparteniamo ma che non ci appartiene di diritto. Se qualcosa ci appartiene, piuttosto, si tratta del compito di “coltivare e custodire” la biodiversità e la vita che racchiude (il riferimento è a Gn 1 e 2).

«Il vero lavoro dell’uomo è quello che salvaguarda la vita, è il prendersi cura della vita. La vera  sfida oggi è la sostenibilità», che riconduce l’intervento dell’uomo sul pianeta quale riflesso del progetto di Dio sulla creazione. In campo ci sono temi quali l’uso dei combustibili fossili e l’alternativa nelle energie rinnovabili, la riduzione di anidride carbonica, la perdita di biodiversità e di foreste, le migrazioni climatiche. Tutto questo – ha riflettuto don Bignami – va affrontato, come Chiesa, nell’ottica dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, ma anche in dialogo con la scienza e con i movimenti ecologisti.

La serata è stata arricchita da numerosi interventi dei partecipanti e si è conclusa con un arrivederci all’appuntamento di venerdì 19 febbraio ore 21 con padre Sorin Croitoru della Chiesa ortodossa rumena.

Sara Pisani
TeleRadio Cremona Cittanova
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