«Come Omobono, accanto agli ultimi a servizio dell’Eucaristia»

Durante i Secondi Vespri della Solennità patronale il Vescovo in Cattedrale ha conferito il mandato ai Ministri straordinari della Comunione

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«Il rendimento di grazie è l’atteggiamento eucaristico tipico del cristiano, consapevole che il bene è più forte del male, sempre».

Questo il cuore della riflessione proposta da mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, durante la celebrazione dei Secondi Vespri di Sant’Omobono, nel pomeriggio di sabato 13 novembre in Cattedrale. Anche mons. Dante Lafranconi, vescovo emerito, e l’intero Capitolo – insieme ai seminaristi – hanno vissuto e condiviso questo momento di preghiera, a testimonianza del fatto che Omobono è patrono dell’intera comunità. Una comunità che, secondo le parole di Napolioni, «sta vivendo una grande giornata di fede, iniziata ieri con la celebrazione dei Primi Vespri, presieduti da mons. Delpini, vescovo di Milano, proseguita con la Messa solenne di questa mattina e che vede la propria conclusione ancora davanti al Signore, in ascolto della Parola e con atteggiamento di gratitudine».

La solennità di Sant’Omobono è stata anche occasione per il conferimento del mandato ad un gruppo di undici ministri straordinari della Comunione, che, davanti al Vescovo ed alla comunità, hanno offerto il proprio impegno a mettersi a disposizione della Chiesa e ricevuto la benedizione del Signore. Il servizio che saranno chiamati a vivere, distribuire l’Eucaristia durante le celebrazioni ed agli ammalati, sarà condiviso anche con tutti gli altri ministri che, insieme a loro, proprio in occasione della solennità patronale, hanno visto rinnovato e rinvigorito il loro mandato.

«Non vi chiediamo di essere semplici aiutanti dei preti – ha ricordato loro il Vescovo – bensì le mani di Cristo, capaci di raggiungere e nutrire coloro che hanno fame e sete della Sua presenza. Così sarete autentici testimoni della gioia donata dall’Eucaristia, il vero viatico che permette alla vita di vincere sulla morte».

A conclusione della propria omelia, mons. Napolioni ha poi sottolineato come «il servizio di coloro che, mettendosi a disposizione della comunità, entreranno con umiltà e delicatezza nelle case di chi attende e desidera accostarsi all’Eucaristia ricalca in modo fedele l’esempio del nostro patrono, che fu capace di attenzione per i bisogni e gli ultimi proprio grazie al suo stretto legame con il Signore».

Il canto dei Vespri – animato dal coro “Voci virili” di Cremona, con all’organo il maestro Fausto Caporali – ha dunque concluso solennemente le tradizionali celebrazioni per la festa di Sant’Omobono, un uomo che da laico, credente e fedele al Signore, ha messo la propria vita nelle mani di Dio ed a servizio dell’intera comunità.

 

«Siate santi messaggi di speranza sull’esempio di Omobono»

Andrea Bassani
TeleRadio Cremona Cittanova
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