Ad Agnadello festa per il 50° di sacerdozio di monsignor Antonio Valsecchi, prete lodigiano originario del paese cremonese

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Foto Roberta Tassi

 

Sabato 22 giugno la comunità parrocchiale e civile di Agnadello ha vissuto un momento significativo di festa in occasione del 50° di ordinazione presbiterale di monsignor Antonio Valsecchi, agnadellese doc ma prete della Diocesi di Lodi, ordinato nella Cattedrale che fu dei vescovi Bassiano e Alberto Quadrelli il 28 giugno 1974 da monsignor Giulio Oggioni.

La vita di monsignor Antonio Valsecchi è trascorsa fin dalla sua adolescenza nella città sull’Adda e così per lui fu naturale entrate in quel Seminario e diventare prete in quella Diocesi.

Nella celebrazione della sua “Messa d’oro”, Valsecchi si è rifatto, per la riflessione offerta alla numerosa e partecipe assemblea, al brano evangelico della “tempesta sedata” (Marco 4,35-44). Con una premessa: nel secondo vangelo Gesù è presentato sempre “sulla strada”, mai stanziale. E questo – ha richiamato il festeggiato – è stato un poco anche la cifra del suo ministero nei vari servizi alle comunità parrocchiali e nei diversi incarichi diocesani ricoperti, dall’essere vicerettore del Seminario e cerimoniere vescovile alle piccole e grandi comunità del territorio lodigiano, al servizio come assistente diocesano dell’associazione “Collaboratori familiari del clero”, fino all’essere canonico onorario della Cattedrale laudense. Certamente – ha continuato monsignor Valsecchi – questi cinquant’anni sono stati segnati da fatiche, come l’esperienza dei discepoli sulla barca nella tempesta del lago di Genezaret. Ma lo scoprire costantemente la presenza del Signore è stata la forza dell’andare avanti.

Al termine della celebrazione, insieme ai saluti e all’augurio del parroco don Marco Leggio, il sindaco di Agnadello Stefano Samarati, unitamente ai rappresentanti delle realtà associative del territorio (erano presenti i presidenti della Proloco e dell’AC Agnadellese) ha donato a mons. Valsecchi un’opera raffigurante la Madonna col Bambino eseguita su tavola con la tecnica del gessetto, tipica dei “madonnari”.

Ha preso poi la parola don Giandomenico Pandini, anche in rappresentanza degli altri sacerdoti agnadellesi impossibilitati a essere presenti, ricordando l’attività di teatro nella quale Valsecchi – ancora seminarista e poi da giovane prete – coinvolse molti ragazzi che in seguito continuarono questa felice attività, caratterizzante ancor oggi la vita dell’oratorio “San Giovanni Bosco”.

Don Pandini ha ricordato anche quel 29 giugno 1974: la “prima Messa” di don Antonio che fu l’aggiunta di un anello alla catena dei preti originari di Agnadello e che vede viventi, oltre a don Giandomenico Pandini, don Roberto Moroni e don Andrea Bani, oltre che monsignor Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa. Catena che attende, grazie alla testimonianza di chi la compone e alla preghiera di tutti, di trovare altri “anelli”, altre risposte alla vocazione al presbiterato o al diaconato permanente (Agnadello ha visto tra i suoi giovani uno dei primi diaconi permanenti della diocesi di Cremona: Gigi Riboni) o alla vita missionaria (come l’agnadellese fratello laico comboniano Giuseppe Foglio, missionario in Ecuador).

Un bel momento comunitario di famiglia: un bel ricordare cinquant’anni di vita presbiterale come “gemellaggio” tra Chiese, quella cremonese di origine del festeggiato e quella di Lodi dove svolge il suo ministero. Un bel momento fatto di ricordi ma anche di legami di Chiesa e di animazione per il futuro.

TeleRadio Cremona Cittanova
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