Ministeri istituiti/3. Catechisti, per aiutare a scoprire la bellezza della fede

Avranno la responsabilità di gruppi di catechisti o di percorsi speciali di formazione nella fede i cinque ministri istituiti come catechisti, chiamati a intercettare le domande di senso degli uomini e delle donne di questo tempo, camminando accanto alle persone e iniziandole all’esperienza dell’incontro con Cristo.

Due di loro – Anna Frigerio e Giampaolo Buiatti – sono dell’unità pastorale di Casalmaggiore; gli altri tre di Cremona: Danio Tassi dell’unità pastorale Cittanova e i coniugi Sara Chan e Stefano Gusberti dell’unità pastorale Don Primo Mazzolari. Questi sposi, appartenenti alla Fraternità Famiglia Buona Novella, daranno il loro contributo nell’ambito della Pastorale catechistica diocesana.

Insieme a loro sono stati conferiti anche i ministeri di Lettori e Accoliti.

«Non vivo il ministero di catechista come un riconoscimento personale o un punto di arrivo – precisa Giampaolo Buiatti – ma come un servizio. Mi sento ancora in cammino, con il desiderio di continuare a lasciarmi formare dalla Parola di Dio e dall’incontro con gli altri, ma voglio mettere a disposizione ciò che ho imparato e restando aperto a ciò che ancora devo imparare».

Nel percorso di discernimento di Giampaolo ha giocato un ruolo importante l’esperienza nel Consiglio pastorale e il confronto in famiglia, da marito e padre. Così come lo è stato per Danio Tassi, che sottolinea l’importanza della testimonianza. «Credo che essere catechista significhi prima di tutto essere testimone – afferma Tassi – e per questo, con umiltà e fiducia, metto a disposizione il mio tempo, le mie capacità e soprattutto il mio cuore, chiedendo al Signore la grazia di essere fedele alla chiamata che sento dentro di me. In questi anni ho compreso sempre più che la fede non è qualcosa da custodire soltanto per sé, ma un dono da condividere, testimoniare e trasmettere, con amore e umiltà. Diventare catechista significa per me rispondere a un invito del Signore a essere strumento nelle sue mani».

«Catechista è colui che istruisce a viva voce, che fa risuonare la Buona Novella attraverso la sua parola e la sua vita: messa così uno prende paura e dice “anche no!”. Questo dubbio mi ha accompagnato in tutto il periodo di preparazione al ministero – confessa Anna Fierio – e a più riprese mi ha messo in crisi. Poi ho lasciato risuonare le parole di Gesù: “Non temere”. Per questo non ho smesso di percorrere il cammino. Anche se so di essere poca cosa confido nel Signore, che fa fiorire il deserto e che resta la nostra roccia eterna».

«Credo che il servizio del catechista – afferma ancora Buiatti – non possa essere ridotto alla trasmissione di contenuti, per quanto importanti. Annunciare il Vangelo significa aiutare le persone a incontrare il Signore nella propria vita, accompagnare la crescita nella fede e favorire occasioni in cui tutti possano sentirsi parte di una comunità in cui nessuno è perfetto, ma tutti siamo in cammino insieme».

«Desidero vivere il servizio catechistico – gli fa eco Tassi – non semplicemente come un incarico, ma come una vocazione al servizio della comunità. Vorrei poter accompagnare bambini, ragazzi, giovani e adulti nella scoperta della bellezza della fede, aiutandoli a incontrare Gesù e a riconoscere la Sua presenza nella loro vita».

«Questa esperienza – conclude Buiatti – mi sta facendo comprendere sempre più quanto siano importanti la corresponsabilità e la partecipazione. La Chiesa non è soltanto un luogo in cui qualcuno organizza e altri partecipano: è una comunità nella quale ciascuno è chiamato a riconoscere e mettere a disposizione i doni ricevuti in una circolarità che diventa corresponsabilità».

 

 

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TeleRadio Cremona Cittanova
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