Al Santuario di Ariadello comunità soresinese in festa con il Vescovo: «Come Maria in ascolto di Dio e degli altri»

Nel pomeriggio di lunedì 11 maggio la celebrazione presieduta da mons. Napolioni che ha poi affidato i più piccoli a Maria e incontrato i cresimandi

 

La pioggia non ha intimidito i soresinesi che, anche quest’anno, hanno partecipato in modo corale a tutte le giornate della sagra di Ariadello, il santuario mariano nel Soresinese. In particolare lunedì 11 maggio quando la comunità di Soresina si è stretta attorno alla “sua” Madonna e al vescovo Antonio Napolioni per una giornata che ha saputo coniugare la solennità della liturgia con la freschezza dell’incontro con le nuove generazioni e la leggerezza della festa.

, che ha visto la presenza del vescovo Antonio Napolioni per la Messa delle 18 e l’incontro con i bambini e i comunicandi-cresimandi. In un clima di profonda devozione,

Dopo momenti dedicati alla festa e alla devozione personale, alle 18 la Messa con il Vescovo che, accolto dal parroco di Soresina don Andrea Bastoni, nel breve saluto iniziale ha espresso la gioia di ritrovarsi in un luogo che custodisce la tradizione mariana in un clima di familiarità ed essenzialità.

Durante la celebrazione – animata con il canto dal Coro Psallentes – mons. Napolioni ha offerto una riflessione partendo dalla figura di Maria, dai testi delle letture e dalla storia del miracolo di Ariadello. «Maria è Regina del cielo e Signora del mondo, adesso e sempre, non solo duemila anni fa ai piedi della croce – ha ricordato il vescovo –. Perché la croce di Gesù continua a riproporsi, così come si ripropongono i drammi e le ingiustizie dell’umanità». E anche sotto la croce Maria sta accanto al figlio: non solo per il legame umano, ma perché «è madre dell’umanità, della Chiesa, di tutti». E quindi «ha a che fare con le croci, con le ingiustizie e le sofferenze di tutto il mondo e, attraverso la sua forza straordinaria, strappa via odio, vendetta, risentimento, solitudine, tristezza». « Per questo noi la amiamo e amiamo le immagini e luoghi che ce la ricordano come questo Santuario», ha detto il vescovo, proseguendo con un auspicio: «Spero che in tutte le case ci sia un’immagine di Maria con Gesù Bambino in braccio e che tutti impariamo dall’esempio di Maria che ci dona, con il suo silenzio, il modello di ascolto di Dio e degli altri. Questo porta al dialogo e guarisce: la Chiesa deve fare poco rumore e tornare ad ascoltare il Signore, come Maria e come ci sta insegnando Papa Leone».

Particolarmente toccante, a fine Messa, è stato l’affidamento dei bambini da 0 a 6 anni alla Madonna. E a questo momento è seguito l‘incontro con i ragazzi che si stanno preparando a ricevere i sacramenti dell’Iniziazione cristiana (Comunione e Cresima), confermando Ariadello non solo come meta di pellegrinaggio, ma come cantiere aperto di pastorale giovanile. Un dialogo semplice e diretto, in cui il vescovo ha incoraggiato i ragazzi a seguire il loro percorso di crescita cristiano.

La festa si è poi spostata nelle aree adiacenti per la tradizionale fiera, tra convivialità e folklore. La fiera, infatti, ha richiamato visitatori da tutto il circondario, confermando Ariadello come un luogo d’incontro tra sacro e profano, dove la comunità si ritrova intorno alle bancarelle e sui prati per il classico pic-nic, in un clima di gioiosa fraternità.

Prossimo significativo appuntamento per la comunità soresinese sarà il tradizionale pellegrinaggio di chiusura del mese mariano, domenica 31 maggio: partenza alle 17.30 dalla parrocchiale di San Siro del cammino, recitando il Rosario, verso Santuario di Ariadello, dove sarà celebrata l’Eucaristia.

Annalisa Tondini
TeleRadio Cremona Cittanova
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