Precetto Pasquale delle Forze armate e di polizia. Napolioni: «Siete accomunati da un grande progetto: vivere nella pace, servire la pace, assicurare la pace»

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«Un’assemblea davvero speciale, fatta di uomini e donne, laici e sacerdoti, militari e civili, accomunati da un grande progetto: vivere nella pace, servire la pace, assicurare condizioni di vita degne di ogni uomo, di ogni figlio di Dio, a partire dai più deboli, coloro che rischiano di essere vittime del sopruso». Così il vescovo Antonio Napolioni ha tratteggiato il profilo dell’assemblea che nella mattinata di lunedì 30 marzo ha riepito la Cattedrale di Cremona in occasione della celebrazione del “precetto pasquale” delle forze armate e di polizia. «Occorre ordine, sicurezza, tutela, prevenzione – ha detto ancora il vescovo aprendo la celebrazione – e questa Eucaristica, proprio all’inizio della Settimana Santa, diventa un dono per voi, perché possiate essere forti di questa capacità di amare e di servire; e diventa una responsabilità anche per noi».

La Messa ha visto la partecipazione di militari e agenti delle forze armate e di polizia, insieme a ufficiali e sottufficiali, uomini e donne in servizio insieme a quanti sono ormai in congedo, con la rappresentanza delle associazioni combattentistiche e d’Arma. Presenti le massime autorità civili e militari, tra cui il viceprefetto vicario Iole Galasso, il questore Carlo Ambra insieme i comandanti provinciali col. Paolo Sambataro (Carabinieri), col. Massimo Dell’Anna (Guardia di Finanza) e Pier Nicola Dadone (Vigili del Fuoco), il nuovo comandante dal X Reggimento Genio Guastatori della Col di Lana col. Roberto Spampanato e la presidente del comitato di Cremona della Croce Rossa Italiana Loredana Uberti. Nelle prime file il presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani e il sindaco di Cremona Andrea Virgilio, insieme all’assessore Santo Canale, con le rispettive comandanti della Polizia locale.

Hanno concelebrato insieme al vescovo i cappellani don Simone Salvadore (Esercito italiano), don Lorenzo Cottali (Carabinieri), don Andrea Scarabello (Guardia di Finanza) e don Stefano Peretti (Polizia di Stato). Proprio don Salvadore nel saluto iniziale, ringraziando il vescovo per questa occasione, ha fatto riferimento alla situazione attuale e ai molti «eventi bellici che spingono ogni persona che si pensa e che dice di essere cristiana a un radicale ripensamento nella coscienza e a una nuova attualizzazione della propria vita cristiana».

Nell’omelia il vescovo Napolioni è partito da una riflessione legata alle parole del Profeta Isaia (Is 42,1-7) sull’avvento del Messia che “non riempirà le piazze dei suoi, non spezzerà una canna inclinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma morta. Proclamerà il diritto con verità, non verrà meno e non si abbatterà finché non avrà stabilito il diritto sulla terra”. A distanza di migliaia di anni, ha detto il Vescovo, «questo testo viene ancora tragicamente smentito, ma noi lo vogliamo assolutamente riproporre come il vero progetto di salvezza dell’umanità. Ristabilire il diritto tra le nazioni, aver cura del rispetto della legge e della dignità di ogni essere umano. Il Signore dice: “Ti ho chiamato per la giustizia, ti ho preso per mano, ti ho formato”. Sentitele dentro, queste parole, voi che avete scelto questa professione».

Poi il vescovo ha proseguito ricordando all’assemblea che «le missioni di servizio alla comunità sono delicate, non si realizzano magicamente, ma richiedono ogni giorno vigilanza. Chi me lo fa fare? come lo faccio? con quale spirito? con quale stile? con quale percezione della corrispondenza tra ciò che è bene per me e ciò che è bene anche per gli altri?». E ancora: «Se mettessimo le relazioni al primo posto soffriremmo di più, ma faremmo soffrire di meno. Avremmo di più e cambieremmo la realtà non con la forza, ma con il dono della vita».

 

Omelia del vescovo Napolioni

 

Al termine della Messa la Preghiera per la Patria, recitata da una soldatessa dell’esercito, ha ricordato che chi ha giurato fedeltà alla Bandiera ha promesso amore e servizio alla Patria, chiedendo al Signore la forza di custodire e difendere il bene prezioso della Pace.

In chiusura il vescovo ha ringraziato tutti i presenti in quella che ha definito «una esperienza di comunione, di senso di appartenenza».

Dopo la benedizione ha offerto a ciascuna delle autorità presenti il biglietto di auguri di Papa Leone per la Pasqua di quest’anno: immaginetta sul cui fronte campeggia La Risurrezione che Bernardino Gatti ha dipinto sulla controfacciata della Cattedrale di Cremona.

Claudio Gagliardini
TeleRadio Cremona Cittanova
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