Pellegrinaggio diocesano Mistagogia: il secondo giorno a Roma tra le orme degli apostoli e il coraggio dei martiri

Il riverbero del sole sulle pietre millenarie del Colle Oppio ha accompagnato, fin dalle prime ore di martedì 7 aprile, il passo dei 400 preadolescenti della diocesi di Cremona. Non c’è bisogno di segni particolari per notarli: oltre alle bandane arancioni è il loro modo di stare insieme, tra un coro improvvisato e un momento di silenzio davanti al Colosseo, a raccontare una presenza che va oltre il semplice turismo. La mattinata di questa seconda giornata di pellegrinaggio si è aperta proprio lì, a due passi dalla Domus Aurea, con una preghiera comunitaria che ha dato il via a un itinerario intenso, significativamente intitolato “Noi, discepoli missionari”. Il percorso ha guidato i partecipanti attraverso la storia e la testimonianza dei primi apostoli, chiedendo loro non solo di osservare le bellezze della città, ma di diventarne in qualche modo parte attiva attraverso gesti e riflessioni condivise.

Divisi in quattro grandi gruppi i ragazzi si sono mossi tra le memorie di Pietro e Paolo, toccando tappe fondamentali per la storia della cristianità romana. Una tappa è stata presso la basilica di San Pietro in Vincoli. Qui, all’ombra del Mosè di Michelangelo e davanti alle reliquie delle catene che imprigionarono l’apostolo Pietro, i preadolescenti hanno riflettuto sul concetto di “Libèrti”. Ogni partecipante ha scritto su una striscia di carta ciò che percepisce come un ostacolo nelle proprie relazioni quotidiane; queste strisce, unite a formare lunghe catene, sono state poi spezzate, per ricordare come il messaggio di Gesù sia una via di liberazione dai pesi e dalle abitudini che frenano il cammino.

Un’altra tappa è stata il Carcere Mamertino, il luogo di detenzione più antico di Roma, dove secondo la tradizione furono rinchiusi proprio Pietro e Paolo prima del martirio. I ragazzi si sono interrogati su quale messaggio di speranza avrebbero cercato di far uscire da quelle sbarre se si fossero trovati nella stessa situazione degli apostoli. I pensieri, trascritti su carta, sono diventati piccoli aeroplanini lanciati in una gara simbolica per rappresentare un Vangelo che non si lascia imprigionare ma continua a viaggiare nel tempo.

Presso la chiesa di Santa Francesca Romana il tema è stato quello dell’essere “Amàti”: un gomitolo di lana fatto passare tra le mani di ragazzi ed educatori ha creato una rete fisica di fili colorati, visualizzando la connessione che lega i discepoli tra loro e alla figura di Maria, indicata come guida nel cammino di fede.

L’itinerario mattutino ha trovato la sua conclusione davanti alla mole del Colosseo, un luogo che storicamente ha visto migliaia di spettatori assistere ai supplizi dei primi cristiani. Qui la domanda posta stata diretta: essere spettatori o testimoni? I ragazzi hanno cercato di dare una risposta mettendosi letteralmente in mostra e realizzando delle “statue viventi” per rappresentare concetti legati alla missione. Vincendo l’imbarazzo di trovarsi in uno dei luoghi più affollati del mondo, hanno provato a comunicare con il corpo la propria amicizia con Gesù, trasformandosi per qualche minuto da visitatori a protagonisti della narrazione.

Dopo la mattinata trascorsa insieme, il pomeriggio è stato dedicato alla gestione autonoma dei singoli gruppi parrocchiali, che hanno avuto modo di esplorare altri angoli della Capitale.

Alle 18.30, però, l’intera delegazione dei 400 si riunirà per la celebrazione della Santa Messa nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola, situata sull’Isola Tiberina. Questo santuario, affidato alla Comunità di Sant’Egidio, custodisce le memorie dei testimoni della fede del XX e XXI secolo, raccogliendo migliaia di storie di cristiani che hanno dato la vita in tempi recenti. Pregare in questo luogo ha permesso ai ragazzi di capire che la testimonianza non è un fatto relegato alle persecuzioni romane del passato, ma una scelta attuale e coraggiosa che attraversa tutto il mondo.

La giornata di martedì si concluderà così con una consapevolezza nuova, in vista dell’appuntamento più atteso: l’Udienza Generale con Papa Leone prevista per mercoledì mattina. I ragazzi si metteranno in cammino all’alba verso Piazza San Pietro, portando con sé l’emozione ancora vivissima della preghiera vissuta lunedì sera proprio sotto il colonnato del Bernini. Quel primo momento di silenzio collettivo nel cuore di Roma, vissuto subito dopo l’arrivo, resta uno dei ricordi più profondi di questo pellegrinaggio e funge da ponte ideale verso l’incontro con il Pontefice, tappa finale di questo viaggio prima del mandato missionario e del rientro a casa.

 

 

 

Pellegrinaggio diocesano Mistagogia: il primo giorno a Roma dei 400 preadolescenti iniziato nel ricordo di don Bosco

 

TeleRadio Cremona Cittanova
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