Il percorso verso una piena equità passa anche attraverso il lavoro e lo sport. In occasione della Giornata internazionale della Donna, la nuova puntata di Torrazzo con vista ha mette a confronto due esperienze diverse, ma accomunate da una riflessione sul ruolo delle donne nei contesti professionali: Ilaria Galavotti, ricercatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Viviana Schiavi, assistente allenatrice della nazionale italiana di calcio femminile.
Il punto di partenza è il tema della carriera e della leadership. «Nel mondo universitario – spiega Galavotti – il percorso è lungo e richiede passaggi successivi che formano non solo sul piano delle competenze, ma anche su quello umano. Ci sono tanti step consecutivi da affrontare, dalla laurea al dottorato fino alla ricerca, e in questo cammino si sviluppano competenze relazionali e di autorevolezza che permettono poi di guidare un gruppo di studenti o di ricercatori». La leadership accademica nasce anche da questo: dalla capacità di entrare in aula o coordinare un progetto con una solida preparazione alle spalle.
Accanto alla dimensione personale, però, resta un quadro più ampio che riguarda la presenza femminile nei ruoli apicali. «Tradizionalmente l’università è stata percepita come un mondo più maschile, nonostante nei corsi di laurea le studentesse siano spesso la maggioranza». Proseguendo nel percorso accademico, infatti, le percentuali cambiano e le posizioni di maggiore responsabilità sono ancora occupate in larga parte da uomini. Eppure, qualcosa si sta muovendo: «Nel precedente anno accademico sono stati diciassette gli atenei italiani guidati da rettrici e, agli atenei, si richiede una formazione interna legata alla gender equity». Il cambiamento è iniziato, anche se qualche passo in avanti resta ancora da fare, perché la carriera universitaria per una donna può intrecciarsi con scelte di vita e fatiche diverse.
Uno scenario che trova analogie nel mondo dello sport. Viviana Schiavi racconta il proprio percorso partendo dall’esperienza in campo: «La leadership per me è stata abbastanza naturale: la vivevo già in campo e l’ho portata con me fuori, nel ruolo di allenatrice». Oggi, nello staff della nazionale femminile, riconosce quanto questo elemento sia centrale nel suo lavoro, «ma anche nel percorso di tante ragazze che guardano allo sport come a una possibilità professionale».
Negli ultimi anni il calcio femminile ha compiuto passi significativi. «Il riconoscimento del professionismo per la Serie A ha aperto scenari nuovi e alcune società hanno già introdotto strumenti di tutela per le atlete, anche in relazione alla maternità. Ci sono club che stanno costruendo percorsi di accompagnamento prima e dopo la nascita di un figlio», ricorda Schiavi. Tuttavia, il processo non è ancora concluso e resta spazio per migliorare le condizioni e le opportunità.
È proprio sull’idea di equità che le riflessioni delle due ospiti si incontrano. Galavotti sottolinea che, anche nel mondo accademico, il cammino in questo senso è avviato, ma non ancora compiuto. «In molti ruoli di maggiore prestigio prevalgono ancora le figure maschili». Per questo la sfida dei prossimi anni sarà continuare a creare condizioni che permettano alle donne di esprimere pienamente il proprio talento.
Dalla ricerca universitaria ai campi di calcio, il messaggio che emerge è chiaro: il cambiamento è in atto, ma la strada verso una piena equità è ancora aperta e richiede l’impegno di tutti.











