Domenica 21 giugno il vescovo Antonio Napolioni ha celebrato l’Eucaristia nella chiesa di Villa Pasquali, nella memoria del 150° anniversario di fondazione della Congregazione delle Figlie di Maria Missionarie, nel luogo dove è nato ed è morto il fondatore, il venerabile don Giacinto Bianchi.
Una partecipazione sentita, numerosa ed attenta da parte delle parrocchie che compongono l’unità pastorale “Maria madre della Chiesa” (Breda Cisoni, Ponteterra, Sabbioneta, Villapasquali), animata dalla corale “Pane di vita” diretta da Fabio Serini, alla presenza delle autorità civili, insieme a una rappresentanza della suore, con la loro superiora generale, madre Neusa, che, all’inizio, rivolgendosi al vescovo, ha raccontato la loro storia, iniziata a Betlemme nel 1875, e che oggi, pur nella riduzione numerica, continua anche in Africa, in Brasile e in India.
Il vescovo all’omelia ha ripreso l’idea di una santità missionaria, partendo dalla suggestione vissuta con i vescovi lombardi, il giorno prima, in occasione della visita di Papa Leone XIV a Pavia e a Sant’Angelo lodigiano: da sant’Agostino a santa Francesca Saverio Cabrini, patrona dei migranti; da don Primo Mazzolari a don Giacinto Bianchi, il Vangelo che corre e si diffonde, passando attraverso persone plasmate dalla grazia dello Spirito che, senza paura, sanno stare accanto agli altri, soprattutto a chi vive nella necessità e nella prova.
Ed è proprio in questa espressione – non abbiate paura – ripetuta più volte nella pagina del Vangelo che risuona anche per il nostro tempo l’invito: da quello di Giovanni Paolo II, all’inizio del pontificato, a spalancare le porte a Cristo, a quello di Papa Francesco, che esorta a non richiudere le porte delle comunità e della vita di ciascuno, per impedire che Cristo possa uscire incontro agli uomini.
Ed è così che, da questa splendida chiesa, costruita dal genio di Antonio Galli detto il Bibiena nel 1764, riparte per tutti l’impegno a essere Chiesa missionaria, nei gesti semplici dell’accoglienza e nella fraternità discreta e operosa, guardo alle luminose figure dei santi che tracciano il cammino.








