“Vergine madre, figlia del tuo figlio”. Don Marco Pozza al Santuario di Caravaggio ha aperto l’Ottobre Missionario

Prossimi appuntamenti con l'adorazione eucaristica il 7 e il 21 ottobre; il 14 ottobre la riflessione del biblista Paolo Curtaz

Ancora una volta il Canto XXXIII del Paradiso di Dante ha suggerito parole sublimi, capaci di toccare il cuore e di innalzare lo spirito contemplando la grandezza di Maria. «Il sogno di Dio, una storia di amore troppo bella con Adamo, Eva e coloro che per millenni sarebbero stati i loro figli, si è complicato per l’invidia del nemico, che non può sopportare la gioia di un altro. Ma lì, di fronte al peccato, Dio vola ancora più alto, e lo fa partendo da una donna. Sì, Maria è la risposta di Dio all’inganno di Satana». Don Marco Pozza, teologo e scrittore, cappellano del carcere di Padova e intimo amico di Papa Francesco, volto della televisione e comunicatore di eccezione, ha tenuto inchiodati per un’ora e mezza le centinaia di persone che la sera del 30 settembre si sono radunate al Santuario di Caravaggio per aprire l’Ottobre Mariano. Una catechesi su Maria, pennellate d’amore a tracciare il volto della Madre, seguendo passo passo i versi del celebre Inno “Vergine madre, figlia del tuo figlio”.

Una maestria non comune quella di don Marco, capace di tenere insieme l’alta teologia e la narrazione che passa dalle storie quotidiane, dalla sua mamma, fino ai suoi amici carcerati, passando per i santi della porta accanto. Condotti per mano dalla sua eloquenza, i presenti sono entrati nel cuore di Maria fino a vibrare di emozione, quando il relatore non ha temuto di confidare: «Io ho tanta paura, il male mi fa paura. Ma la sola cosa che mi calma è la certezza che Maria combatterà al mio fianco. È dolce avere paura se lei a farmi coraggio».

Nello spiegare il verso di Dante “La tua benignità molte fiate liberamente al dimandar precorre”, Pozza ha spiegato perché ha messo come titolo di questo incontro una frase pragmatica: “Arriva puntuale che arriva prima”. Si riferiva a Maria; è lei che nel suo amore arriva sempre prima, come ogni mamma che anticipa di tanto la richiesta di aiuto. «Non serve a niente – ha detto il relatore arrivare al momento giusto – al momento del disastro, perché a quel punto è già tardi. L’amore arriva sempre un attimo prima, per anticiparlo il disastro ed evitarlo. Maria si è accorta per prima, Dio arriva sempre prima di te!».

Ancora, quanti sentimenti ha suscitato quando ha suggerito di guardare a Maria come nostra avvocata, colei che sta sempre dalla nostra parte, mentre raccontava come i suoi carcerati sussultano ogni volta che nella preghiera della Salve Regina arrivano a dire “avvocata nostra”. È la promessa di libertà, è la speranza in un sussurro.

La serata, organizzata dal Santuario per dare risalto al mese tradizionalmente dedicato al alla preghiera a Maria, è la prima del programma che vedrà la presenza del biblista Paolo Curtaz il 14 ottobre, mentre il 7 e il 21 ottobre sono, come ogni mese, dedicati all’adorazione eucaristica. Il coro, sempre presente per i mercoledì dell’adorazione, ha contribuito a creare un clima di così profonda contemplazione che tutti sono usciti da chiesa un po’ più grati di avere una Madre così.

TeleRadio Cremona Cittanova
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