Settimana sociale, presentato il progetto Cer, Buona pratica della Diocesi di Cremona

"CER: palestra di democrazia" il tema del progetto diocesano, illustrato al Teatro di S. Maria Maggiore nel pomeriggio del 4 luglio

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Si è aperta mercoledì 3 luglio la 50ª Settimana sociale dei cattolici in Italia, che si sta tenendo in questi giorni a Trieste e alla quale è presente anche una delegazione cremonese, composta dal vescovo Antonio Napolioni, dall’incaricato diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, Eugenio Bignardi, da Beatrice Carli, operatrice pastorale di Stagno Lombardo, e da Francesco Fumagalli, giovane della parrocchia di Brignano Gera d’Adda. Con loro anche i rappresentanti delle Buone Pratiche cremonesi, Luigi Lazzarini, membro del gruppo di coordinamento Cer diocesano, e Davide Mambriani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Inaugurata dai saluti istituzionali, su tutti quelli del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, e di mons. Enrico Trevisi, vescovo di Trieste, la Settimana sociale è entrata nel vivo con la seconda giornata del programma sul tema “Al cuore della democrazia”, che non si riduce alla scelta dei propri rappresentanti: su questo filone si sono sviluppate diverse relazioni e i gruppi di lavoro che hanno visto protagonisti i 900 delegati delle diocesi italiane. Nel tessuto democratico – ulteriore sottolineatura – non possono esserci “invisibili”: la democrazia è per sua natura inclusiva. E per andare al cuore della democrazia, occorre avere la democrazia nel cuore… Temi questi rilanciati nelle piazze triestine con numerosi incontri-dibattito.

Tra questi anche i “Villaggi delle Buone Pratiche”: stand, distribuiti sul territorio della città di Trieste, in cui vengono esposte le Buone Pratiche che le diverse realtà sono chiamate a presentare nell’occasione. Tra queste, quella diocesana, dedicata alla “CER: palestra di democrazia”, che condivide lo stand con la Smea dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Le Comunità energetiche rinnovabili, che consistono in associazioni tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e piccole/medie imprese che decidono di unire le proprie forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale, sono alla base della Buona Pratica diocesana, che “si è raccontata” a Trieste nel pomeriggio di giovedì 4 luglio, presso il Teatro di S. Maria Maggiore. «La nostra idea nasce dalla Settimana Sociale di Taranto – racconta Eugenio Bignardi, incaricato diocesano per la Pastorale sociale e il Lavoro – quando era uscita l’espressione “In Italia ci sono 26000 parrocchie: 26000 CER!”. Raccogliendo quelle sollecitazioni, la Diocesi di Cremona ha deciso di promuovere e avviare il processo di costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili, soffermandoci soprattutto sul termine “Comunità”, perché la CER è anche strumento per costruire la comunità!».

Una trentina di progetti in diocesi, che saranno raggruppati in 7 CER e che gestiranno 15 cabine primarie sul territorio diocesano. «Un progetto, il nostro, che ha raccolto interesse qui a Trieste – prosegue l’incaricato diocesano –. E nell’occasione abbiamo chiesto uno strumento nazionale di coordinamento».  «In questo cammino abbiamo condiviso con SMEA dell’Università Cattolica di Cremona gli obiettivi di fondo del nostro progetto CER e ne è nata una collaborazione che ha dato vita ad un corso di formazione per manager di comunità energetiche – aggiunge –: questo corso di alta specializzazione è destinato a studenti post laurea e specialisti del settore per far crescere competenze professionali al servizio delle CER».

«Da questi primi giorni si preannuncia una settimana molto interessante – conclude Bignardi –, fatta di interventi stimolanti e suggestivi, da serate caratterizzate da musica e immagini significative, e arricchita dall’incontro interreligioso, vista la presenza attiva di tutte le religioni e le dottrine che popolano la città di Trieste».

La Settimana sociale si chiuderà domenica 7 luglio con la celebrazione Eucaristica presieduta da Papa Francesco, con uno sguardo al futuro, a quello che verrà dopo, perché non si smetta mai – citando il presidente Mattarella – di «battersi affinché non vi possano essere “analfabeti di democrazia”», che «è una causa primaria, nobile, che ci riguarda tutti».

Matteo Cattaneo
TeleRadio Cremona Cittanova
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