Dopo aver attraversato il centro storico di Cremona, con partenza da Palazzo Cittanova, circa 2mila studenti e studentesse delle scuole di ogni ordine e grado, che hanno sfilato nella Marcia della Pace, si sono riuniti in piazza del Comune. Sul palco anche il vescovo Antonio Napolioni, insieme al sindaco Andrea Virgilio. Sono iniziati così gli eventi del Giro d’Italia per la Pace, di cui Cremona è la tappa numero 187. Fino al primo novembre numerose le iniziative in città per discutere di solidarietà e fratellanza, illuminati dalla Lampada della Pace d’Assisi.
Durante il corteo il Centro Provinciale Istruzione Adulti (CPIA) ha svolto una performance. In Piazza del Comune si sono poi alternate letture e performance preparate dagli studenti e dalle studentesse. Si sono esibiti il gruppo StradiBass dell’ISS Stradivari, la Band ISS Torriani, il coro di bambini e bambine delle scuole “Capra Plasio” e “Trento e Trieste”; e poi ancora i Retroline, band di giovani studenti dell’IIS Stradivari, IAL Cremona e IIS Stradivari Einaudi. Tra le performance “Un sudario per la Pietà di Gaza”, tratto dal testo di Paola Caridi a cura del gruppo degli AtToriani, ed è stato anche presentato Parole di Pace a cura del Liceo Vida.
«Questa piazza piena di ragazze e ragazzi ci ricorda quanto futuro abbiamo davanti e la responsabilità che abbiamo nel prendercene cura – ha dichiarato il sindaco Virgilio –. Avere fiducia nei giovani significa ascoltarli, dare spazio alle loro idee, accompagnarli nelle difficoltà e riconoscere ciò che possono offrire alla comunità. Noi adulti abbiamo il compito di trasmettere fiducia, generosità ed empatia, soprattutto attraverso l’esempio: come affrontiamo un conflitto, rispettiamo gli altri, manteniamo un impegno. I ragazzi hanno bisogno di adulti presenti, capaci di tenere insieme regole chiare e ascolto, fermezza e cura. È così che Cremona può diventare ogni giorno un cantiere di pace: nelle scuole, nelle famiglie, nei quartieri. Costruendo quel ponte che permette ai più giovani di raggiungere il proprio futuro, con la forza di una comunità che crede in loro e cammina al loro fianco».
In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, dell’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana e del quarantesimo anniversario del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani, le città sono state chiamate ad assumersi la responsabilità di lavorare per la pace, trasformandosi in veri e propri “cantieri di pace” per offrire in particolare ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze, occasioni concrete per riflettere sul significato e sulle prospettive della pace, confrontarsi con punti di vista differenti e sperimentare forme diverse di partecipazione.






