Drum Bun, un’estate in viaggio per incontrare se stessi e gli altri

I giovani dell'associazione cremonese anche quest'anno hanno fatto tappa in Albania e Romania per un'esperienza di volontariato

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Drum Bun (buon viaggio in rumeno). “Brum brum” per alcuni. Ma che importa? L’idea è la stessa: il viaggio. Un viaggio in furgone. Un viaggio di amici. Un viaggio in Romania. Un viaggio in Albania. Un viaggio per incontrare l’altro. Un viaggio per incontrare se stessi. Un viaggio familiare per molti membri dell’associazione. Per altri, un viaggio nuovo, curioso, straniero. Drum Bun è un’esperienza che dura vent’anni ma, al contempo, è sempre una “prima volta”.

Giovanna quest’anno ha compiuto il suo primo viaggio in Romania. 17 giorni di vita insieme. Alcuni di viaggio, altri di attività in diverse realtà rumene: Casa Speranza, Campina, Ploiesti, Poiana, Bobolia, Concordia, e persino il campo Rom si sono trasformate in una quotidianità fatta di attimi. Attimi di viaggio che diventano attimi di amicizia, attimi di risate, attimi di confronto, alcuni più brevi altri più lunghi (altro che attimi!), attimi di gioco, attimi di preghiera, attimi di vita in cucina. Perché attimi? Perché l’attimo va colto, l’attimo accade e sta a noi renderlo fruttuoso e prezioso. Sono stati giorni intensi perché tante sono le persone che ha incontrato. La sfida grande è quella di essere attent all’altro in quei ritmi che sono diventati quotidianità. Sì perché nei giochi, dalla più semplice bandiera alla mattinata di olimpiadi, si svela ai bambini la bellezza del gioco organizzato. Sì perché si vive con ragazzi adolescenti che chiedono il nostro tempo, dal dipingere delle macchinine a una chiacchierata di confronto. Sì perché mentre si partecipa alle attività con gli adolescenti, lì, in quegli sguardi di sostegno, si crea relazione.

Nicola, invece, è alla sua quarta esperienza di volontariato in Albania con l’associazione. La sua settimana albanese è iniziata con la consueta divisione del gruppo di volontari nelle diverse realtà: Qelez e Fushe-Arrez il mattino, Pukë e Luf il pomeriggio. Ognuno di questi luoghi presenta caratteristiche differenti e richiede una tipologia di lavoro e attività diverse a seconda della varietà e del numero di bambini e adolescenti presenti. L’intento è quello di incontrare e stabilire un legame con i giovani del luogo, formando dunque una squadra di animatori che possano essere autonomi e uniti nell’ideazione di attività educative e di cura per i bambini.

Tra i drumbunners e gli adolescenti albanesi e rumeni la relazione è un’importante scommessa. La posta in gioco è alta: mantenere la promessa di tornare, ottenendo così gradualmente la fiducia e scardinando le diffidenze, tanto da rendere il ritorno “degli italiani” da loro ogni anno atteso e richiesto con spirito di amicizia e cordialità. Sfida vinta, anche quest’anno. Come ci si riesce? Con l’umiltà e la voglia di imparare: portare un modello educativo non significa avere la pretesa di insegnare qualcosa, ma condividere un modo di fare, uno stile, riconoscendo, al contempo, in quegli incontri un’accoglienza che arricchisce e completa.

I volontari della Drum Bun

 

https://www.facebook.com/drumbunfamily/videos/315792139224340/

TeleRadio Cremona Cittanova
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