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La coda rovente di un’estate caldissima ha salutato nella mattinata di domenica 6 settembre l’ingresso del nuovo parroco in solido e moderatore dell’unità pastorale di Dosimo, Gadesco, Persico, Pieve Delmona, Quistro e San Marino, don Claudio Rossi. L’ingresso ha ricevuto l’abbraccio dei molti fedeli accorsi sia dai comuni di Persico Dosimo e Gadesco Pieve Delmona che dalle parrocchie in cui don Rossi ha prestato servizio negli ultimi anni: Torre de’ Picenardi, San Lorenzo Picenardi, Pozzo Baronzio e Ca’ d’Andrea.
Come di consueto a salutare, insieme al vescovo, il nuovo parroco, che prende il testimone da don Livio Lodigiani (con un nuovo incarico dell’unità pastorale Cafarnao), sono stati anzitutto i rappresentati delle Amministrazioni locali: il sindaco di Gadesco Pieve Delmona Chiara Uggeri e il primo cittadino di Persico Dosimo Giuseppe Bignardi.
Uggeri ha delineato l’evoluzione di una comunità, segnata da passate aggregazioni amministrative e da un progressivo calo demografico che impone di riorganizzare scuole e spazi aggregativi. Di fronte a nuove fragilità, come l’individualismo e l’isolamento digitale, la sindaca ha invitato a comprendere e governare il cambiamento anziché subirlo passivamente, richiamando una riflessione di Aldo Moro sulla responsabilità e sul coraggio di vivere appieno il proprio tempo. La sindaca di Gadesco Pieve Delmona ha suggerito quindi al nuovo parroco un cammino di collaborazione civile e religiosa improntato all’unità, sul modello dell’Unione del Delmona, volta ad arricchire le singole identità locali senza annullarle, e con un forte impegno comune verso l’ascolto e il coinvolgimento delle giovani generazioni per salvaguardare il futuro del territorio.
A seguire il Bignardi ha proposto a sua volta al nuovo parroco un’alleanza concreta tra Comune e Parrocchia, incentrata sul protagonismo attivo dei giovani, sul contrasto alle povertà morali e materiali tramite il volontariato, e sulla collaborazione unita sul modello civile dell’Unione del Delmona «terra di campagna, terra di gente semplice e buona, generosa e sincera».
A conclusione degli interventi, prima ancora delle strette di mano, don Rossi ha replicato al «siamo qui» dei due sindaci con un serafico: «Ci divertiremo!».
La processione formata dai sacerdoti concelebranti, e tra loro accanto al vescovo e don Rossi il parroco in solido don Andrea Aldovini, è quindi entrata nella parrocchiale intitolata ai santi Gervasio e Protasio martiri dove è iniziata la celebrazione eucaristica, caratterizzata all’inizio dalla lettura del decreto di nomina del nuovo parroco da parte del vicario zonale don Antonio Pezzetti, seguita dal canto del Veni Creator e poi dall’aspersione dell’assemblea e dall’incensazione della mensa eucaristica da parte del nuovo parroco.
Prima della liturgia della Parola, il saluto delle comunità parrocchiali è stato rivolto a don Rossi dal segretario del Consiglio unitario pastorale, Paolo Piccioni, che ha chiesto al nuovo parroco di aiutare sempre a riconoscere la presenza di Dio nella quotidianità, dal volontariato fino all’assistenza di anziani e malati. Insieme alla propria disponibilità alla collaborazione, l’unità pastorale ha quindi voluto offrire al nuovo parroco un dono altamente simbolico. «Avremmo voluto darle una cassetta degli attrezzi», ha detto Piccioni richiamando la cura di don Rossi per le strutture parrocchiali insieme a quella per le persone, mentre veniva portata una «stola bianca, segno di servizio, comunione profonda e augurio di festa quotidiana». Stola che don Claudio ha subito indossato con commozione, tra gli applausi dell’assemblea.
Dopo il Vangelo, proclamato dal nuovo parroco, il vescovo Antonio Napolioni nell’omelia ha messo in guardia la comunità dal rischio di ridurre la fede a un moralismo sterile e da quello di una Chiesa che può finire per apparire incattivita, esortando a edificare una Chiesa dinamica e missionaria guidata dallo Spirito Santo. Per curare la grande malattia dell’individualismo, che spacca famiglie e comunità, il Vescovo ha invitato tutti a riscoprirsi «debitori dell’amore vicendevole e del Vangelo», ricordando che il futuro del Cristianesimo non si gioca sul carisma di preti solitari, ma sul coinvolgimento attivo e concorde di ogni fedele. «Non pretendiamo che nessun prete da solo possa fare il miracolo, ma invece affidiamolo attraverso l’Eucarestia a ogni comunità, a ogni famiglia, a ogni amicizia, a ogni incontro per “due o più di voi”», auspicando unità nella preghiera e nell’aiuto reciproco».
Al termine della Messa, animata dal coro dell’unità pastorale diretto da Filippo Fiorini con e con l’accompagnamento musicale di Simone Amighini e Diego Maianti, il saluto del nuovo parroco, che don Claudio Rossi ha aperto lodando Gesù Cristo e ringraziando per la calorosa accoglienza, per poi scherzare sulla “giostra” dei trasferimenti dei sacerdoti, richiamando una riflessione di Papa Francesco su Dio come “Dio delle sorprese”. Proprio a questa sorpresa fatta dal Vescovo don Rossi ha raccontato di aver aderito con entusiasmo, definendosi un “viandante” su una strada senza né inizio né fine. Il nuovo parroco ha quindi esortato la comunità a camminare insieme in un processo di “morte e rinascita” spirituale per formare un’unica grande famiglia.
In chiusura il Vescovo ha espresso il desiderio di semplificare la vita comunitaria, alleggerendo la parrocchia dai pesi burocratici, con l’obiettivo di unire gradualmente le diverse comunità in una sola parrocchia. «Siamo in pianura e con la bicicletta è un attimo», ha scherzato, prima di delineare gli elementi essenziali: «Soprattutto conta l’amicizia, la preghiera, la fraternità, che fa certo il cammino di fraternità che prepara la “parrocchia di domani”, perché la parrocchia di ieri non ce la farà». Ha quindi rassicurato che nessuna chiesa in ogni caso verrà chiusa.
Dopo la benedizione e la firma dei testimoni, si è tenuto un rinfresco nel cortile della casa parrocchiale che è stata l’occasione per iniziare a conoscere più nell’informalità il nuovo parroco.
Biografia del nuovo parroco
Don Claudio Rossi, classe 1958, originario di Trigolo, è stato ordinato sacerdote il 19 giugno 1982. È stato vicario a Commessaggio (1982-1989) e a Piadena (1989-1997). Successivamente è stato parroco di Voltido (1997-2004) e Drizzona (1998-2004); quindi delle parrocchie di San Felice e San Savino, nella periferia di Cremona (2004-2016). Dal 2016 era parroco delle parrocchie di Torre de’ Picenardi, San Lorenzo de’ Picenardi, Pozzo Baronzio e Ca’ d’Andrea.
Il saluto sul bollettino parrocchiale
Toc toc! Qualcuno bussa alla porta. Vorrei iniziare così, in modo discreto e silenzioso, in punta di piedi, il mio servizio tra e per voi senza distinzioni. Un canto che mi è molto gradito dice che “servire è regnare”. Come Gesù dall’alto della croce impera in amore così desidero che con la Grazia di Dio sia capace di “amare come io vi ho amati”, dice Gesù.
In un altro passo evangelico Gesù ci chiede “ama il prossimo come tuo come te stesso”. Quanto è vero questo detto: davvero amiamo gli altri come siamo capaci di amare noi stessi. La misura è come siamo capaci di amare noi stessi. Lo siamo, ne siamo capaci? Giustamente: se non ho giusto amore per me sarò così anche verso gli altri. Ma nel testo citato sopra è detto “come io ho amato voi”. Si supera l’atteggiamento rivolto verso di sé a un modo di amare più grande che porta all’esaltazione della vita, alla sua pienezza: perché abbiate vita e vita in abbondanza. E questo si manifesta in: non sono venuto per essere servito ma per servire, non c’è amore più grande di chi dona la vita per i propri amici. E voi siete miei amici se fate quello che vi comando: amatevi! Siate il dono gli uni per gli altri, siete la vera ricchezza che mai si perde.
L’unico Signore e maestro ci guidi sulle vie della vita per essere lode di Dio nella bellezza della propria presenza. Lo Spirito santo, amore fedele e leale al bene dell’uomo, ci illumini e ci sostenga nel cammino.
A Presto.
don Claudio
























