Anche chiese e strutture diocesane danneggiate dal nubifragio

Iniziata la conta dei danni dopo la devastante ondata di maltempo che il 28 agosto ha colpito Cremona e il suo territorio

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Dopo la paura e l’incredulità, è il tempo della conta dei danni dopo il violentissimo nubifragio che nel pomeriggio di venerdì 28 agosto ha colpito Cremona e il territorio circostante. Le parrocchie della Diocesi sono state invitate a verificare le proprie strutture, fronteggiando con urgenza le eventuali situazioni di emergenza a garanzia dell’incolumità delle persone, anche in vista delle celebrazioni del fine settimane nelle diverse chiese o delle attività previste in questi giorni in oratori e strutture parrocchiali.

In particolare i parroci sono stati invitati a far pervenire in Curia, entro la metà della prossima settimana, un report di resoconto delle problematiche emerse con la stima dei danni. Un elenco che di ora in ora si sta allungando.

Rispetto alla Cattedrale e al polo museale diocesano (che comprende anche il Torrazzo), sono state messe in sicurezza le parti compromesse dal maltempo garantendo l’accessibilità di tutti i luoghi sia ai fedeli che ai turisti. A causa del nubifragio è collassata su se stessa la sommità di una delle tre torrette della controfacciata nord del Duomo (su largo Boccaccino); visibilmente danneggiati dalla grandine anche i vetri del rosone della facciata principale della Cattedrale, già danneggiati (e subito dopo ripristinati) nel nubifragio dello scorso luglio.

Vetrate del rosone completamente distrutte anche per la chiesa di San Luca, dei Barnabiti.

Ingenti danni al convento dei Frati Cappuccini di via Brescia, dove il vento ha completamente divelto la copertura dell’edificio accanto alla chiesa, le cui lastre sono al momento sospese tra la struttura e gli alberi che costeggiano la via.

 

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Tra le chiese parrocchiali della città di Cremona la situazione più critica riguarda San’Ambrogio (unità pastorale “Don Primo Mazzolari”): oltre al crollo della croce che era posta sulla sommità dell’arco trionfale della facciata, rovinata a terra e completamente distrutta, il vento ha scoperchiato il tetto nella zona del presbiterio e rotto molti vetri. Già nella mattinata di sabato, dopo un primo sopralluogo dei tecnici, in attesa dell’installazione di una copertura provvisoria, i volontari della parrocchia erano al lavoro per far fronte all’emergenza, ripulendo dai detriti e dall’acqua la chiesa che, per la rottura della copertura, si è poi in parte allagata, soprattutto nella zona dell’altare. Problemi anche per altre parti di tetto dell’oratorio e della casa parrocchiale.

Problemi al tetto anche per la chiesa dei Ss. Marcellino e Pietro, dell’unità pastorale “Cittanova”.

Danni anche in altre parrocchie, soprattutto a motivo della caduta di alberi e rotture provocate dalla grandine.

Tra le strutture diocesane, particolarmente colpito il complesso del Centro pastorale diocesano con coinvolta anche la Casa della Comunicazione, sede dei mezzi di comunicazione della Diocesi. Oltre ai danni ingenti alle strutture murarie esterne dell’edificio e alle finestre, da segnalare lo sradicamento di una grossa pianta che ancora ostruisce vicolo degli Umiliati, interessando un’abitazione privata oltre ad alcuni spazi esterni dell’oratorio di Sant’Abbondio.

 

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Nel Seminario vescovile di Cremona, oltre alla caduta di alcune piante, vi è stata la rottura di alcune delle vetrate attorno al cortile centrale, in particolare quelle che interessano gli ambienti della scuola primaria gestita dalla Cooperativa Cittanova. Danni alle vetrate della chiesa parrocchiale di Borgo Loreto, che ha visto interessata in modo particolare l’area del presbiterio.

«Sono in corso le verifiche in tutte le parrocchie – conferma don Paolo Arienti, parroco dell’unità pastorale Don Primo Mazzolari e vicario zonale per la città di Cremona – per verificare l’entità dei danni rispetto alle criticità emerse già nelle prime ore o quanto si è scoperto nei successivi approfondimenti. Tutta la città è stata profondamente segnata. Noi siamo già al lavoro per rimettere a posto quanto possibile e gradualmente iniziamo a fare anche il conto dei danni in modo più preciso. Il Vescovo, che è in pellegrinaggio in Germania, ha subito chiamato esprimendo la sua vicinanza e interessandosi della situazione, per quanto accaduto e per quanto le nostre comunità stanno vivendo in queste ore».

Ma la conta dei danni non riguarda solo la città di Cremona. Pesantemente colpita anche la zona circostante del Cremonese. Divere le problematiche emerse nell’unità pastorale “Cafarnao”: a Cappella de’ Picenardi c’è stato il crollo del pinnacolo centrale della facciata (precipitato sul tetto chiesa), a Vighizzolo risulta “decapitato” il campanile (anche in questo caso con caduta di materiali sul tetto della chiesa) e a Isolello è stata danneggiata la cupoletta del campanile.

 

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La situazione è costantemente monitorata dai competenti Uffici di Curia, sia amministrativi che con competenza sui Beni culturali ecclesiastici, in stretto contatto con il vescovo Antonio Napolioni, che nelle prossime ore farà rientro in diocesi al termine del pellegrinaggio in Baviera che sta guidando con un gruppo diocesano e da dove non ha comunque fatto mancare la propria vicinanza e preghiera.

 

 

Cremona in ginocchio per il maltempo: ferita anche la Cattedrale. Dalla Baviera la vicinanza e la preghiera del Vescovo, in pellegrinaggio con un gruppo cremonese

TeleRadio Cremona Cittanova
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