CER: un’energia pulita che fa comunità

Oltre ai vantaggi economici, famiglie e imprese contribuiscono alla sostenibilità e allo sviluppo sociale del territorio

Costituire delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) in ogni territorio comunale o sovra comunale è l’obiettivo che la Diocesi di Cremona ha messo in campo per contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei in termini di lotta ai cambiamenti climatici e, al tempo stesso, cercare di ridurre la povertà energetica di singoli e famiglie in condizione di fragilità e indigenza.

Le Cer sono Fondazioni costituite tra Parrocchie, Amministrazioni comunali ed enti del Terzo settore insieme a cittadini, attività commerciali, piccole e medie imprese che liberamente scelgono di unire le proprie forze per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

Il principio di funzionamento di ogni comunità energetica prevede che gli utenti consumatori di energia elettrica (consumer) e quelli che producono e consumano contemporaneamente energia (prosumer) che aderiscono alla Cer, e che sono allacciati alla stessa cabina elettrica primaria, possano condividere l’energia elettrica, sia in prelievo sia in immissione.

Le Cer sono soggetti di diritto autonomo, controllate dai soci o membri, che si dotano di un proprio statuto. Sotto il profilo giuridico si configurano come enti no-profit e possono avere come soggetti promotori e soci fondatori esclusivamente enti che rappresentano interessi collettivi e generali di una comunità o di un territorio: le Parrocchie, i Comuni e gli enti del Terzo settore iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore o all’Anagrafe delle Onlus storicamente presenti sul territorio, per poi aprirsi alla libera e volontaria adesione di tutti i soggetti, pubblici e privati previsti dal decreto legge che ne disciplina il funzionamento, ovvero privati cittadini e piccole e medie imprese.

«La nascita del progetto diocesano risale all’ottobre del 2021 – spiega Eugenio Bignardi, incaricato dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro, quale referente del progetto – dopo la Settimana sociale dei cattolici italiani di Taranto, in cui le Diocesi italiane, sollecitate dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, si erano confrontate sul tema “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro”. Raccogliendo quelle sollecitazioni, la Diocesi di Cremona ha deciso di promuovere e avviare il processo per la costituzione di una rete di Cer sul proprio territorio. Una proposta che da subito ha riscosso un forte interesse: la possibilità di essere protagonisti nel processo di transizione energetica coinvolge le famiglie, ma anche le imprese che, oltre all’interesse economico, sono sensibili ai temi della sostenibilità e allo sviluppo sociale del territorio».

Le linee guida del progetto diocesano, riportate anche nel progetto pastorale condiviso con il vescovo Antonio Napolioni già dal 2022, si basano su quattro fondamentali indirizzi: costruire o ricostruire legami di comunità; creare reti aperte e inclusive sui territori; sperimentare un modello di sviluppo sostenibile partendo dal basso; combattere la povertà energetica e partecipare attivamente alla transizione energetica. L’azione di promozione e facilitazione esercitata dalla Diocesi attraverso l’impegno della Commissione creata a questo scopo proprio sotto la guida dell’ufficio di Bignardi, ha portato alla fine del 2025 alla costituzione di 7 Cer, con il coinvolgimento complessivo di 89 enti promotori (28 Comuni, 33 Parrocchie e 28 enti del Terzo settore) e di 286 soci, tra utenti domestici e piccole e medie imprese, per oltre 700 Pod (contatori di consumo e di produzione). A fine 2025 la potenza degli impianti fotovoltaici già in esercizio era pari a 4.263 KW, con una potenza dichiarata di prossima installazione da parte dei soci di circa 26.000 KW, di cui per circa 20.500 è stata fatta la richiesta di accesso al contributo del Pnrr. Contributo che lo scorso novembre è stato pesantemente ridimensionato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, passando da 2,2 miliardi a circa 795,5 milioni di euro. Una netta sforbiciata, del 64%, che il Ministero ha motivato come riallineamento alle richieste effettive e ai target Ue.

Il processo di impegno sul territorio, però, è ormai partito e prosegue. In ordine di tempo l’ultima nata tra le sette Fondazioni Cer è quella del capoluogo, costituita ufficialmente il 12 dicembre 2025 con la firma della convenzione da parte di Comune di Cremona, Azienda Speciale Comunale Cremona Solidale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Politecnico di Milano, numerose parrocchie cittadine, enti del Terzo settore, cooperative sociali e associazioni del territorio.

In occasione della sua costituzione, il vescovo Antonio Napolioni ha sottolineato che «la sfida ambientale e quella di una economia di solidarietà, la cura dei processi democratici e partecipativi sono questioni che non possono vederci distratti o disimpegnati, né ideologicamente divisi, perché è in gioco il futuro dell’umanità nella sua casa comune. Cremona può così ulteriormente onorare la sua tradizione di città a dimensione umana, ricca di esperienze solidali che alimentano la speranza».

Del resto la situazione italiana riguardo alle utenze energetiche è oggi tra le più preoccupanti dell’intera area Ue. Quando si parla di povertà energetica ci si riferisce alle difficoltà che alcuni nuclei familiari affrontano per il pagamento delle bollette. Ciò accade non soltanto a causa del basso reddito familiare, ma anche per le inadeguate condizioni abitative. Secondo un’indagine presentata in Regione, nel 2021 la povertà energetica in Lombardia ha colpito circa 230mila nuclei familiari, pari al 5,1% delle famiglie lombarde. Percentuale che aumenta in modo drammatico, fino a spingersi al 49%, per le famiglie con una spesa equivalente mensile inferiore a 1.015 euro, o a 1.350 euro per una coppia con un figlio. Non fa eccezione il territorio diocesano, dove solo nel 2024 Caritas Cremonese ha aiutato ben 699 persone singole o nuclei familiari nel pagamento di bollette luce e gas.

In questo scenario le Cer, oltre a fornire una risposta concreta alle urgenze ambientali, possono rappresentare un modo concreto per contrastare la povertà energetica e favorire la coesione sociale nelle comunità locali. Questo perché contribuiscono a sensibilizzare le persone sul problema e perché consentono di monitorare e ottimizzare i consumi energetici individuali, offrendo anche un aiuto per la sostituzione di apparecchiature energivore. Ma, soprattutto, perché destinare una parte dei contributi incentivanti alle famiglie in difficoltà per le Cer solidali che stanno nascendo non è semplicemente un auspicio, ma una ragione costitutiva per la loro stessa esistenza. Del loro essere e del loro fare, anzitutto, comunità.

Claudio Gagliardini

 

COME ADERIRE

È possibile inviare la propria manifestazione d’interesse tramite il form online sul sito cersolidaliets.it anche se non si conosce la relativa cabina primaria. Si riceveranno via e-mail le istruzioni per completare l’adesione come socio, caricando i documenti e la quota associativa nell’area riservata. Una volta iscritti al libro soci, l’Energy desk guiderà nell’analisi tecnica per inserire i propri Pod nella configurazione attivata.

 

Fonte: trimestrale diocesano “Il Mosaico”

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