Giovedì 1° ottobre, alle 17, anche in Cattedrale si pregherà il Rosario per la pace. Il vescovo Antonio Napolioni lo farà insieme a bambini e ragazzi (ma anche gli adulti sono invitati) in comunione con quanto, nello stesso momento, Papa Leone XIV vivrà presso la Grotta di Lourdes, nei Giardini Vaticani, insieme a centinaia di bambini e ragazzi provenienti da scuole e parrocchie di Roma. L’appuntamento segna l’inizio della settimana mondiale di preghiera dell’iniziativa Un milione di bambini recita il Rosario, promossa dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN) da oltre venti anni.
Anche a Cremona, come in Vaticano, sarà un momento indirizzato specialmente ai più piccoli: per unire spiritualmente bambini, famiglie, scuole e comunità cristiane di tutto il mondo, perché unendo le voci nella preghiera ci si possa educare ancora una volta al ripudio per la guerra.
L’invito a partecipare al momento in Cattedrale con il Vescovo è rivolto a tutti, in particolare sono state invite le scuole paritarie cattoliche della città e i gruppi oratoriani della zona pastorale III e dei territori limitrofi.
Quest’anno, per la prima volta, la campagna Un milione di bambini recita il Rosario si svolgerà nell’arco di un’intera settimana, dal 1° al 7 ottobre, per permettere a diocesi, parrocchie, scuole, comunità e famiglie nei diversi continenti di scegliere il giorno più adatto alle proprie realtà pastorali, rimanendo unite nella stessa intenzione di preghiera per la pace e l’unità. La settimana culminerà il 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario.
Una preghiera per un mondo ferito
La campagna 2026 si ispira al messaggio di Fatima: «Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà». Nell’invito rivolto quest’anno ai partecipanti, il cardinale Kurt Koch, presidente internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre e prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ricorda che il Cuore Immacolato di Maria rappresenta una vita interamente aperta allo Spirito Santo e indica la Vergine come modello di fede, di amore e di preghiera. L’iniziativa assume un significato particolare in un momento in cui milioni di persone si confrontano con la guerra, la violenza, la persecuzione, la povertà e l’incertezza. La preghiera dei bambini vuole essere, in questo contesto, un segno semplice ma universale di fiducia e di speranza: bambini di lingue, culture e Paesi diversi, uniti nella stessa preghiera per la pace.
Bambini di tutto il mondo uniti nella preghiera
L’iniziativa “Un milione di bambini recita il Rosario” è nata in Venezuela nel 2005 e si è progressivamente trasformata in un movimento mondiale di preghiera che coinvolge bambini, famiglie, parrocchie, scuole e gruppi ecclesiali in tutti i continenti. La campagna trae ispirazione dalle parole attribuite a San Pio da Pietrelcina: «Quando un milione di bambini reciterà il Rosario, il mondo cambierà». L’invito non è rivolto soltanto ai bambini. ACN incoraggia anche genitori, insegnanti, sacerdoti, religiosi, catechisti e famiglie a pregare insieme a loro. Non è necessario recitare l’intero Rosario: anche una sola decina, pregata con fede, può diventare parte di questa grande catena mondiale di preghiera.
L’iniziativa internazionale si svolge in collaborazione con il Santuario di Fatima, la Rete Mondiale di Preghiera del Papa e l’Apostolato Mondiale di Fatima. Quest’anno si unisce per la prima volta anche il World Rosary Day.
Così, mentre a Roma i bambini pregheranno con Papa Leone XIV, iniziative analoghe si svolgeranno in numerosi Paesi. Così come Cremona in comunione con il Papa ci saranno anche comunità indigene dell’Amazzonia boliviana, parrocchie del Sudan, dello Zimbabwe, del Mozambico, della Sierra Leone e di molti altri luoghi segnati dalla guerra, dalla povertà o dall’instabilità.
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