Nel 25° anniversario della morte del vescovo Giulio Nicolini, avvenuta improvvisamente a Cremona la mattina del 19 giugno 2001, all’età di 67 anni, dopo otto anni alla guida della Chiesa cremonese (1993 al 2001), proponiamo il ricordo di mons. Giansante Fusar Imperatore, oggi vicario zonale della Zona pastorale 1 e parroco di Caravaggio, Masano e Vidalengo, che di monsignor Nicolini fu segretario.
Sono passati ormai venticinque anni da quel martedì in cui, giungendo in ufficio alle otto e trenta come tutte le mattine, mi raggiunse Leonia, famigliare di mons. Nicolini, con una frase che sembrava uno scherzo: “Il vescovo è morto”.
Non avevo alcun sentore di problemi di salute: tutto lasciava pensare al normale svolgersi delle attività. La domenica precedente aveva celebrato il Congresso eucaristico, con la processione nel centro della città. Lunedì dopo le udienze del mattino il vescovo si era a lungo trattenuto nella clinica delle Ancelle a conversare con i medici e le suore, con la serenità di chi si stava preparando a lasciare il suo servizio di vescovo della Chiesa cremonese dopo alcuni giorni. Infatti, il sette luglio avrebbe compiuto i settantacinque anni ed aveva già predisposto, per il suo futuro, di ritirarsi nel santuario di Caravaggio per mantenere un servizio nella diocesi ed avere la possibilità di continuare l’incarico nella Congregazione per i Vescovi per il quale si era sempre speso, con un rapido viaggio a Roma quasi tutti i mesi.
Invece il Signore aveva per lui progetti diversi e lo ha chiamato a sé, come a dire: tutto è compiuto.
Se questi sono gli avvenimenti che mi sono rimasti impressi nella memoria legati alla sua improvvisa scomparsa, porto con me anche la gratitudine al Signore per avermi fatto incontrare un vescovo attento alle persone che incontrava, sempre pronto a dare credito, fino a prova contraria, a ciò che l’interlocutore diceva. Appassionato dei mezzi della comunicazione sociale, per cui aveva realizzato la Casa della comunicazione già progettata da mons. Assi, era sempre disponibile a mettersi in gioco nell’incontro con le persone. Manifestava un approccio cordiale che, ad un’attenta osservazione, era frutto di una scelta di controllare un carattere impulsivo e per certi aspetti passionale.
Aveva anche continuato il Sinodo diocesano, interrotto dalla prematura morte del predecessore, portando a compimento le assemblee fino alla redazione del documento finale.
Volendo sottolineare la ricorrenza dell’ottavo centenario della morte di sant’Omobono e della sua canonizzazione, ha offerto alla diocesi la testimonianza di personalità significative, portando a compimento anche l’opera segno: la Casa della Speranza per l’accoglienza dei malati di Aids.
Portava con sé la venerazione per il papa Giovanni Paolo II che aveva avuto modo di conoscere molto da vicino per il servizio in Sala Stampa Vaticana e, soprattutto, per le sue prime vacanze a “Lorenzago di Cadore” dove aveva curato le passeggiate insieme al Papa e la trasmissione ai mezzi della comunicazione sociale delle foto del Santo Padre “in vacanza”. Approfittando di questa conoscenza, più volte aveva favorito l’incontro di persone e gruppi cremonesi con il papa in Vaticano.
Sciolto nella parola e nello scritto, ha pubblicato una decina di volumi, soprattutto biografie dei papi che aveva conosciuto più da vicino, testimonianza del servizio alla Santa Sede svolto non come un incarico, ma come una appassionata missione.
Il Signore che ha servito con sincera devozione lo accolga nella sua casa.
Don Giansante
Le celebrazione in suffragio del vescovo Nicolini
Venerdì 19 giugno alle 18 nella Cattedrale di Cremona il vescovo Antonio Napolioni presiederà l’Eucaristia in suffragio del vescovo Giulio Nicolini. La Messa sarà concelebrata dal vescovo emerito Dante Lafranconi e dai canonici del Capitolo della Cattedrale. Al termine della celebrazione i sacerdoti e i fedeli presenti scenderanno in cripta per una preghiera davanti alla tomba del vescovo Nicolini, collocata dietro l’urna con i resti del patrono sant’Omobono.
Profilo biografico di mons. Giulio Nicolini
Nato a San Vigilio di Concesio nel 1926, mons. Nicolini è stato vescovo di Cremona dal 1993 fino al giorno della suo improvviso decesso.
Ordinato sacerdote nel 1952, esercitò il suo primo apostolato tra i migranti in Svizzera, nell’Azione Cattolica e come insegnante. L’attività che meglio lo contraddistinse, però, fu sicuramente il suo impegno nel campo della comunicazione sociale. Dal 1972 ricoprì diversi incarichi a Roma: nella Pontificia commissione per la pastorale delle migrazioni, nella Congregazione per i vescovi, e nella sala stampa della Santa Sede con il ruolo di vicedirettore.
Il 25 luglio 1987 Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Alba. Consacrato dallo stesso Pontefice nella basilica di San Pietro il 5 settembre, entrò nella diocesi piemontese domenica 27 settembre 1987.
Il 16 febbraio 1993 fu nominato vescovo di Cremona e fece il suo solenne ingresso il 4 aprile 1993, domenica delle Palme.
Negli otto anni di episcopato cremonese mons. Nicolini si adoperò su molti fronti: dall’attenzione della storia locale con l’anno di sant’Omobono e i restauri della Cattedrale all’animazione del grande Giubileo del 2000, fino alla nascita della Casa della Comunicazione, ancora oggi sede dei media diocesani, e della Casa della Speranza, luogo di ospitalità e cura per malati di Aids.
La conclusione del Sinodo diocesano, sancito da un importante pellegrinaggio alla Sede di Pietro, fu uno dei traguardi più importanti del suo episcopato.


