Tutela minori e adulti vulnerabili. Il vocabolario della prevenzione/20: aree di intervento nella prevenzione

Ventesima puntata della rubrica sulla prevenzione e la tutela curata dal Servizio regionale delle Diocesi lombarde per la tutela minori e adulti vulnerabili

Nel promuovere un’autentica prevenzione è necessario – nelle diocesi, nei movimenti, nelle associazioni, negli istituti e congregazioni religiose – aprire la strada su cinque aree di intervento irrinunciabili: cambiamento culturale, formazione, ascolto e cura delle vittime, terapia e riabilitazione di chi ha abusato, accompagnamento delle comunità traumatizzate da una situazione di abuso.

Le “Aree di intervento nella prevenzione” sono il tema al centro della centesima puntata della rubrica sulla prevenzione e la tutela curata dal Servizio regionale delle Diocesi lombarde per la tutela minori e adulti vulnerabili. Ogni mese una parola chiave della prevenzione. In tre tempi: significato nella pratica educativa, domande per le relazioni educative personali e comunitarie, strumenti per l’approfondimento.

 

Significato

Per sviluppare un approccio pro-attivo nella prevenzione che progredisca nel tempo, nella profondità e nell’efficacia è necessario promuovere uno sguardo attento, concreto e il più possibile ampio e complessivo su diverse aree di azione. Le prospettive di intervento da promuovere all’interno di ogni istituzione e comunità sono cinque.

  • La promozione di un cambiamento culturale. L’informazione capillare nelle comunità e attraverso i media diocesani e della rete sociale. La riflessione e i laboratori nei diversi contesti ecclesiali. La messa a disposizione di strumenti mediatici.
  • Impegno educativo e formativo. Investimento formativo sul personale e sui destinatari in tutte le realtà ecclesiali. Revisione e riforma degli aspetti sistemici sia teologici che strutturali in un approccio interdisciplinare in dialogo tra la teologia, le discipline giuridiche e le scienze umane.
  • Ascolto, accompagnamento e cura delle persone ferite dagli abusi. Questo significa: informazioni, consigli, sostegno, accompagnamento, empowerment; messa in atto delle procedure canoniche e civili; coinvolgimento attivo nel cercare la giustizia e il riscatto esistenziale.
  • Ascolto, accompagnamento e cura delle persone abusanti. A partire dall’interno del mondo ecclesiastico: chierici, religiosi e consacrate, operatori pastorali. Applicazione tempestiva e corretta delle procedure canoniche e civili. Predisposizione di forme di accompagnamento personali e in contesti comunitari, terapie, riabilitazioni ed eventuali inserimenti vigilati e progressivi.
  • Accompagnamento delle comunità traumatizzate da una situazione di abuso. Prevedere e mettere in atto un accompagnamento efficace nelle e delle comunità ferite e traumatizzate da vicende di abusi di potere, spirituali e sessuali attraverso una molteplicità di sguardi e competenze, il coinvolgimento del Consiglio pastorale o degli organismi analoghi di altre istituzioni.

Si tratta di una condizione necessaria per una prevenzione efficace: solo nella circolarità e nel confronto costante di queste cinque aree di intervento e quindi dei relativi esperti/responsabili, si può attuare un autentico ed efficace processo di prevenzione che altrimenti rimarrebbe superficiale.

 

Domande

  • Proviamo a rileggere, con una piccola équipe di operatori pastorali di diverse competenze, una situazione pubblica di abuso in ambito ecclesiale che abbiamo vissuto.
  • Considerando il nostro contesto istituzionale: quali aree di intervento sono praticate? Quali aree di intervento sono mancanti?

 

Strumenti

 

TeleRadio Cremona Cittanova
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