Il mare vissuto come laboratorio di espressione e banco di prova per relazioni che nascono solo attraverso l’esperienza della bellezza: è questo il cuore di L’Arca di Ermes, l’esposizione che approda al Museo Diocesano di Cremona come racconto del viaggio, tanto fisico quanto interiore, degli studenti dell’Istituto Stradivari. L’iniziativa, inserita nel circuito dei Progetti OFF di Cremona Contemporanea 2026, invita a scoprire come il contatto con l’arte e la natura possa diventare un potente motore di cambiamento e consapevolezza.
L’inaugurazione avverrà il 22 maggio alle ore 17. L’esposizione sarà poi visitabile fino al 7 giugno presso gli spazi museali di piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria, dal martedì alla domenica, nei consueti orari di apertura del Museo (10-13 e 14.30-18). In occasione di Cremona Contemporanea l’ingresso sarà eccezionalmente gratuito da sabato 23 a domenica 31 maggio.
Il progetto si inserisce nel contesto delle azioni a contrasto della dispersione scolastica dell’Istituto Stradivari. Hanno partecipato 16 studenti delle sezioni di Moda, Arredo, Liceo Artistico e Liceo Musicale. Il tema prende spunto dalla riflessione su cosa è importante “salvare”, come sull’arca di Noè, che coincide con la preparazione della borsa della valigia (reale o interiore), prima di un viaggio, dentro se stessi, simboleggiato dalla navigazione sul mare.
Gli studenti sono stati imbarcati sul brigantino Nave Italia dal 7 all’11 ottobre 2025 e, durante i cinque giorni a bordo, il team building creativo si è concentrato sulla realizzazione di opere artistiche simboliche: vere e proprie “capsule del tempo” che divengono strumenti di narrazione, esplorazione e restituzione dell’esperienza vissuta. Le capsule del tempo sono intese come strumento di preparazione, indagine, racconto, restituzione, consolidamento dell’esperienza anche a lungo termine, sfruttando la creatività in una dimensione collaborativa, non solo per ripristinare i processi di socializzazione, ma per rappresentarli attraverso il linguaggio simbolico dell’arte, nella convinzione che l’arte può essere uno strumento potente per promuovere un cambiamento positivo nelle persone e nel contesto in cui si vive.
Le capsule sono decorate esternamente attraverso l’applicazione di tessuti, oggetti e altro materiale che ricorda il viaggio. Contengono ricordi e un diario di bordo, ma sono sigillate con cime nautiche e chiuse con la ceralacca, con impresso il sigillo del “coin” di Nave Italia con il motto “sursum corda” (in alto i cuori).
Si tratta quindi di opere simboliche, il cui contenuto è segreto e privato, mentre il contenitore è visibile e pubblico.
Gli obiettivi dell’esposizione sono molteplici. In primo luogo, rimanda a una riflessione sul viaggio (partendo dalla suggestione dell’Arca di Noè e di ciò che è essenziale), anche suggerita dal mito di Ermes, il messaggero degli dei, il dio dei viaggi, dei confini, dell’eloquenza, accompagnatore delle anime. In questa figura risiede il senso del mutamento, del transito, del passaggio, del superamento, che è la condizione del processo evolutivo dell’adolescente. Da Ermes deriva anche l’aggettivo “ermeneutico” (oscuro, nascosto) e la parola ermeneutica, ovvero l’arte di interpretare il mistero.
Il centro dell’esposizione è dedicato a Cloto, Lachesi e Atropo, le tre divinità del destino, le Parche: un grande fuso realizzato con le cime di Nave Italia.
Per il Museo Diocesano di Cremona ospitare L’Arca di Ermes rappresenta un’importante occasione didattica. Come sottolineato anche nelle riflessioni emerse dal progetto, l’esperienza della bellezza non è solo estetica, ma un banco di prova per relazioni interpersonali e un’opportunità per “salvare dal diluvio” ciò che di buono ogni ragazzo porta con sé. Il Museo si offre quindi come approdo naturale per queste “capsule del tempo”, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di empowerment personale e di contrasto alla dispersione scolastica.

Nave Italia è il brigantino in attività più grande al mondo. Una nave aperta a tutti coloro che combattono una battaglia per eliminare ogni pregiudizio sulla disabilità e sul disagio sociale. Fondazione Tender To Nave Italia realizza dal 2007 progetti educativi e inclusivi basati sulla solidarietà, la cooperazione e lo spirito di gruppo. Sono questi i valori fondanti e si respirano salendo a bordo. Durante la fase di navigazione gli studenti hanno sperimentato la terapia dell’avventura, una metodologia che si è rivelata efficace per elevare il benessere dei beneficiari, sviluppandone l’autostima e le capacità relazionali. Questa metodologia rientra nella terapia outdoor che ha dimostrato che l’esposizione alla natura può fornire una vasta gamma di benefici per la salute fisica e mentale, relativamente all’attenzione, alla cognizione e alla memoria, allo stress e all’ansia, al sonno, alla stabilità emotiva e all’autostima. Gli studenti si sono quindi impegnati in attività di carattere nautico come la manovra alle vele, il laboratorio di nodi, la scalata dell’albero di trinchetto, ma soprattutto hanno collaborato nelle quotidiane attività necessarie alla convivenza sulla nave come aiutare in mensa, pulire gli spazi comuni.



