S. Francesco di Sales, l’incontro del Vescovo con i giornalisti

Appuntamento martedì 24 gennaio alle 10 al Centro pastorale diocesano con l'intervento del cremonese Giacomo Ghisani, vicedirettore generale della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede

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Martedì 24 gennaio si celebra la memoria liturgica di san Francesco di Sales, il patrono dei giornalisti. Proprio in questa circostanza, proseguendo una consuetudine ormai consolidata, il vescovo Antonio Napolioni incontrerà gli operatori delle comunicazioni sociali della città e della diocesi di Cremona.

L’appuntamento è proprio martedì 24 gennaio, a partire dalle 10, presso il Centro pastorale diocesano di Cremona (via Sant’Antonio del Fuoco 9A).

L’incontro, promosso dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, sarà moderato dal nuovo direttore don Enrico Maggi.

Giacomo-GhisaniDopo il momento di preghiera iniziale con una riflessione da parte del Vescovo, l’incontro sarà caratterizzato dall’intervento del cremonese Giacomo Ghisani, vicedirettore generale della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, che offrirà una riflessione a partire dal messaggio di Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (28 maggio 2017) – dal titolo: «Non temere, perché io sono con te» (Is 43,5) Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo – che sarà reso noto proprio nella mattinata del 24 gennaio.

Ghisani, già responsabile delle Relazioni internazionali e Affari legali della Radio vaticana e membro del Consiglio di amministrazione del Centro televisivo vaticano, dal 1° marzo scorso ricopre anche l’incarico “ad interim” di legale rappresentante e responsabile dell’Ufficio amministrativo della Radio Vaticana.

Nato a Cremona nel 1969 – figlio di Giuseppe Ghisani, noto giornalista e srcittore originario di San Daniele Po – Giacomo Ghisani si è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1995, conseguendo il dottorato in Diritto Canonico nel 2007 presso la Pontificia Università Lateranense in Roma. Dal 1997 lavora alla Radio Vaticana.

L’incontro è aperto a tutti, pur essendo rivolto in modo particolare a quanti operano a diverso titolo nel mondo della comunicazione, primi fra tutti i giornalisti, che proprio in questi giorni stanno ricevendo l’invito del Vescovo.

A conclusione della mattinata, sempre nei locali del Centro Pastorale Diocesano, ai partecipanti sarà offerto un rinfresco.

 

Il patrono san Francesco di Sales

Nato a Thorens il 21 agosto 1567, concluse a Lione i suoi giorni, consunto dalle fatiche apostoliche, il 28 dicembre del 1622, l’anno della canonizzazione di San Filippo Neri, che Francesco conosceva attraverso la Vita scritta dal Gallonio, a lui inviata dall’amico Giovanni Giovenale Ancina. Iscritto nell’albo dei Beati nel 1661, fu canonizzato nel 1665 e proclamato Dottore della Chiesa nel 1887 da Leone XIII.

Francesco di Sales si formò alla cultura classica e filosofica alla scuola dei Gesuiti, ricevendo al tempo stesso una solida base di vita spirituale. Il padre, che sognava per lui una brillante carriera giuridica, lo mandò all’università di Padova, dove Francesco si laureò, ma dove pure portò a maturazione la vocazione sacerdotale. Ordinato il 18 dicembre 1593, fu inviato nella regione del Chablais, dominata dal Calvinismo, e si dedicò soprattutto alla predicazione, scegliendo non la contrapposizione polemica, ma il metodo del dialogo.

Per incontrare i molti che non avrebbe potuto raggiungere con la sua predicazione, escogitò il sistema di pubblicare e di far affiggere nei luoghi pubblici dei “manifesti”, composti in agile stile di grande efficacia. Questa intuizione, che dette frutti notevoli tanto da determinare il crollo della “roccaforte” calvinista, meritò a S. Francesco di essere dato, nel 1923, come patrono ai giornalisti cattolici.

A Thonon fondò la locale Congregazione dell’Oratorio, eretta da Papa Clemente VIII con la Bolla “Redemptoris et Salvatoris nostri” nel 1598 “iuxta ritum et instituta Congregationis Oratorii de Urbe”. Il suo contatto con il mondo oratoriano non riguardò tanto la persona di P. Filippo, quanto quella di alcuni tra i primi discepoli del Santo, incontrati a Roma quando Francesco vi si recò nel 1598-99: P. Baronio, i PP. Giovanni Giovenale e Matteo Ancina, P. Antonio Gallonio.

L’impegno che Francesco svolse al servizio di una vastissima direzione spirituale, nella profonda convinzione che la via della santità è dono dello Spirito per tutti i fedeli, religiosi e laici, fece di lui uno dei più grandi direttori spirituali. La sua azione pastorale – in cui impegnò tutte le forze della mente e del cuore – e il dono incessante del proprio tempo e delle forze fisiche, ebbe nel dialogo e nella dolcezza, nel sereno ottimismo e nel desiderio di incontro, il proprio fondamento, con uno spirito ed una impostazione che trovano eco profondo nella proposta spirituale di San Filippo Neri, la quale risuona mirabilmente esposta, per innata sintonia di spirito, nelle principali opere del Sales – “Introduzione alla vita devota, o Filotea”, “Trattato dell’amor di Dio, o Teotimo” – come pure nelle Lettere e nei Discorsi.

Fatto vescovo di Ginevra nel 1602, contemporaneamente alla nomina dell’Ancina, continuò con la medesima dedizione la sua opera pastorale. Frutto della direzione spirituale e delle iniziative di carità del Vescovo è la fondazione, in collaborazione con S. Francesca Fremiot de Chantal, dell’Ordine della Visitazione, che diffuse in tutta la Chiesa la spiritualità del S. Cuore di Gesù, soprattutto attraverso le Rivelazioni di Cristo alla visitandina S. Margherita Maria Alacocque, con il conseguente movimento spirituale che ebbe anche in molti Oratori, soprattutto dell’Italia Settentrionale, centri di convinta adesione.

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