“Lettere al mio parroco”: nuovo edizione critica del libro di don Mazzolari a cura di Paola Bignardi

È in libreria l’attesa edizione critica del testo di don Primo Mazzolari “Lettere al mio parroco”. Il volume, pubblicato dalla casa editrice EDB (Edizioni Dehoniane Bologna), è stato curato da Paola Bignardi, già presidente della Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo, che ha saputo ricollocare al centro del dibattito contemporaneo la forza profetica ed ecclesiale di questo scritto.

Il libro, acquistabile nelle migliori librerie, sul sito ufficiale dell’editore EDB e presso i canali della Fondazione “Don Primo Mazzolari”, è stato presentato ufficialmente nel pomeriggio di domenica 27 settembre a Bologna, presso Palazzo d’Accursio, nel contesto del Festival Francescano di Bologna, con un dialogo tra Paola Bignardi, il gesuita padre Francesco Occhetta e lo storico del Cristianesimo Federico Ruozzi.

 

Lettere al mio parroco

Fra gli anni Venti e Trenta del Novecento un laico scrive al suo parroco: lettere pungenti, ironiche e a tratti spietate in cui gli dice quello che ai suoi occhi proprio non va in parrocchia: troppo clericalismo, un Vangelo troppo recitato e poco vissuto, troppa indifferenza verso i poveri.

L’epistolario sarebbe già sorprendente in sé per la lungimiranza profetica e il coraggio di parlare alla Chiesa di quegli anni, ma diventa una testimonianza straordinaria, perché quel finto laico è in realtà lo stesso don Primo Mazzolari.

L’autore dialoga intimamente con se stesso, dando voce sia al laico anticonformista che al sacerdote coscienzioso, offrendo una critica serrata ma profondamente innamorata della Chiesa del suo tempo (scritta prima della guerra, sotto il fascismo). Le sue parole custodiscono uno spirito di comunione inflessibile e appassionato che risuona oggi più forte che mai.

Il testo rappresenta ancora oggi un esame di coscienza comunitario (un invito a non restare indifferenti e a interrogarsi sul senso profondo del ministero e della testimonianza cristiana), di attualità profetica (le provocazioni di don Primo anticipano le grandi riflessioni del Concilio Vaticano II e le sfide della Chiesa contemporanea) e con parole per i “lontani” (un testo che accorcia le distanze e parla a chiunque sia alla ricerca di una fede autentica e senza compromessi).

TeleRadio Cremona Cittanova
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