Figlie di San Camillo, festa nel ricordo della fondatrice. Venerdì Messa con il Vescovo nella clinica di via Fabio Filzi

In occasione della memoria liturgica di madre Giuseppina Vannini, nel contesto delle celebrazioni per il 115° anniversario dalla nascita al Cielo della santa

Assume un significato speciale, quest’anno, la memoria liturgica di santa Giuseppina Vannini, fondatrice delle Figlie di San Camillo insieme al beato camilliano padre Luigi Tezza. La ricorrenza, infatti, si colloca nel contesto degli eventi per il 115° anniversario dalla nascita al Cielo della santa (1859-1911), prima, e ad oggi unica, santa romana della contemporaneità dopo santa Francesca Romana, prima figura femminile della Famiglia Camilliana ad essere stata elevata agli altari (13 ottobre 2019). In questo contesto nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre, alle 15, il vescovo Antonio Napolioni presiederà la solenne Eucaristia nella cappella della casa di cura Figlie di San Camillo di Cremona, in via Fabio Filzi.

Nel contesto del progetto “115 anni della salita al cielo della santa Giuseppina Vannini (1911-2026). Storia di un amore senza confini” giovedì 15 ottobre presso la Pontificia Università Lateranense di Roma si terrà la conferenza “Il Cuore nelle Mani: l’eredità profetica di Santa Giuseppina Vannini”. L’incontro, in programma dalle 15, si aprirà con il saluto della superiora generale dell’Istituto Figlie di San Camillo, madre Zélia Andrighetti, cui seguiranno video testimonianze di sorelle dai quattro punti della terra: Iquitos (America Latina); Burkina Faso (Africa); Santa Fe – Cebu (Filippine); Roma Ospedale Vannini (Europa). Interverranno quindi la professoressa Simona Segoloni Ruta (Pontificio Istituto Teologico “Giovanni Paolo II” per le Scienze del matrimonio e della famiglia), padre Mariano Pio Servadei (Provincia Siculo-Napoletana dei Ministri degli Infermi), mons. Sandro Corradini (già Promotore della Fede nel Dicastero delle Cause dei Santi), suor Bernadete Rossoni (postulatrice generale Figlie di San Camillo) e Emanuele Martinez (curatore del progetto 115° santa Vannini). La conferenza sarà moderata da Davide Dionisi, giornalista de L’Osservatore Romano e Radio Vaticana.

La figura di santa Giuseppina Vannini si inserisce in quella schiera di donne e religiose che, a partire dalla fine del XIX secolo, hanno fatto delle parole del Vangelo il fondamento del proprio agire quotidiano. Con dedizione e coraggio, esse si sono avvicinate a malati, poveri e bisognosi in ogni angolo della terra. Affrontando difficoltà sociali e culturali, queste donne hanno saputo formarsi non solo dal punto di vista religioso, ma anche in ambito professionale: dalla medicina ai settori economico e legale, sviluppando nel corso degli anni competenze sempre più ampie al servizio degli altri. Il lascito carismatico della Santa Vannini si manifesta proprio in questa sintesi tra fede e azione: un esempio vivo di carità operosa, capace ancora oggi di ispirare percorsi di servizio, solidarietà e concreta attenzione verso il prossimo più bisognoso.

 

Una storia che ha inizio nel 1892

L’Ente Ecclesiastico Istituto Figlie di San Camillo, Congregazione religiosa fondata dal Beato Padre Luigi Tezza Camilliano e dalla Santa Giuseppina Vannini il 2 febbraio 1892 a Roma, con Casa Generalizia a Grottaferrata (Roma), civilmente riconosciuto con R.D. del 23 novembre 1936 n. 831.8.23, opera nell’ambito delle sue finalità di culto, di religione e di assistenza agli infermi con piena autonomia giuridica-amministrativa, senza fini di lucro.

L’Istituto opera in quattro continenti e 23 paesi: Argentina, Benin, Brasile, Burkina Faso, Cile, Colombia, Costa d’Avorio, Filippine, Germania, Guatemala, India, Italia, Kenya, Mali, Messico, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Spagna, Sri Lanka, Togo e Ungheria. Molteplici sono i campi di attività nei quali è presente: ospedali, ambulatori, dispensari, case per anziani, assistenza a domicilio, lebbrosari e missioni.

Nello spirito della santa Vannini l’Istituto si è aperto, oggi, sempre più verso nuove frontiere: i senza fissa dimora, i malati di Aids, i bambini di strada. Nei paesi in via di sviluppo, negli anni si è creata una rete di sussidi sanitari che rispondono ai bisogni della gente locale: visite regolari ai villaggi, centri nutrizionali, distribuzione di medicine.

Al fine di preparare operatori e operatrici sanitare secondo lo spirito di madre Vannini, che è lo spirito proprio di San Camillo, le sue figlie spirituali sono impegnate nella direzione di scuole infermieristiche offrendo una seria formazione clinica, umana e spirituale. In queste scuole, l’Istituto intende trasmettere, a chiunque voglia operare nel mondo della salute, quello spirito di carità evangelica che il Figlio di Dio con il suo esempio ha insegnato. Cristo, per primo, infatti, dedicò agli infermi speciali premure e ciò che Lui fece volle che lo facessero anche i discepoli, unendo alla missione apostolica il mandato di curare gli infermi: “… curate i malati… e dite loro: è vicino a voi il Regno di Dio” (Lc 10,9).

La spiritualità delle Figlie di San Camillo è quella di testimoniare l’amore sempre presente di Cristo verso gli infermi, nel ministero spirituale e corporale esercitato anche con rischio della vita.

 

La Casa di Cremona

La Casa di Cremona è la prima dell’Istituto ed è stata fondata da santa Giuseppina Vannini nel 1893 in un piccolo edificio nel centro di Cremona. A quel tempo, l’attività delle suore consisteva nell’assistere a domicilio le persone anziane e malate, attività del tutto nuova per l’epoca, che ben presto riscosse l’ammirazione e l’encomio di tutta la cittadinanza.

Nel 1927, sentendo l’esigenza di mutare in parte l’opera di assistenza, le Figlie di San Camillo (o Camilliane, come vengono più comunemente chiamate) approdano in via Fabio Filzi, dove operano tuttora. Dapprima danno vita a un pensionato per persone anziane e sole. Poi, a partire dal 1946, ampliato e ristrutturato l’edificio, viene attivata una casa di cura polispecialistica, prima struttura privata a Cremona, che stipula con l’ex Inam e altre casse mutua convenzioni per il ricovero di malati.

Da allora la casa di cura Figlie di San Camillo è sempre in continua evoluzione. Nel 1999, con l’acquisizione dell’accreditamento e con i successivi adeguamenti strutturali, la struttura ha raggiunto alti livelli di comfort alberghiero, di assistenza e cura, sia in regime di ricovero che in regime ambulatoriale.

Formano la comunità 26 religiose (provenienti da tutti i continenti) che quotidianamente prestano assistenza agli ammalati.

Un’opera che, come indica la Costituzione dell’Istituto (che gestisce anche una casa di cura a Brescia e tre ospedali a Roma, Trento e Treviso), realizza la testimonianza cristiana anche attraverso l’assistenza agli infermi, ispirata a principi etico–morali di umanità e professionalità per la tutela della vita. Tutti i dipendenti dell’Istituto sono tenuti, infatti, a ispirarsi a tali principi nel rispetto dei diritti del malato, elemento centrale della vita dell’istituzione.

Da segnalare anche che due delle superiori generali dell’Istituto sono state cremonesi. Alla morte di madre Vannini fu eletta prima superiora generale proprio una cremonese madre Alfonsina Ferrari, che guidò la Congregazione delle Figlie di San Camillo dal 1911 al 1932; la terza generale dopo la fondatrice fu madre Erminia Scaglia, originaria di Sesto Cremonese, superiora generale dal 1953 al 1963.

 

Santa Madre Giuseppina Vannini

Giuditta Adelaide Agata Vannini nasce a Roma il 7 luglio 1859. Orfana dei genitori, all’età di 7 anni viene accolta dalle Figlie della Carità. Attratta dalla voce di Dio vorrebbe consacrargli la vita, ma per motivi di malferma salute non venne ammessa in convento. Il 17 dicembre 1891 a Roma incontra il padre camilliano Luigi Tezza, predicatore durante gli esercizi spirituali, a cui confida il tormento del suo insuccesso vocazionale di donazione al Signore. Padre Tezza le propone il progetto di fondazione di un istituto religioso dedito al servizio degli infermi; dopo due giorni di preghiera, Giuditta, acconsente.

Il 2 febbraio 1892 a Roma, nella stanza-cappella dove morì san Camillo, presso la Chiesa della Maddalena a Roma, nasce la Congregazione delle Figlie di San Camillo, Giuditta riceve il nome di Suor Giuseppina e tre anni dopo, l’8 dicembre 1895, emette i voti perpetui e viene eletta superiora generale del nuovo Istituto.

Santa Giuseppina Vannini muore a Roma il 23 febbraio 1911 nella Casa Madre e prima Casa Generalizia dell’Istituto, di Via Giusti, dove ancora oggi è presente una comunità che svolge un prezioso servizio di assistenza sul territorio.

Nel 1955 fu avviata la Causa di beatificazione e il 16 ottobre 1994 Papa san Giovanni Paolo II la beatificò. La canonizzazione presieduta da Papa Francesco è avvenuta il 13 ottobre 2019 in Piazza San Pietro.

 

TeleRadio Cremona Cittanova
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