Giornata diocesana del quotidiano Avvenire: custodi del vero per una buona comunicazione

Domenica 25 ottobre nelle parrocchie distribuzione straordinaria del quotidiano

Come ormai consuetudine degli ultimi anni, l’ultima domenica di ottobre in diocesi di Cremona si vive la Giornata diocesana del quotidiano Avvenire: una occasione preziosa in cui far conoscere e promuovere sul territorio il giornale dei cattolici italiani. In questo contesto domenica 25 ottobre Avvenire sarà diffuso in diverse migliaia di copie nelle parrocchie di tutte e cinque le zone pastorali, dal Mantovano alla Bergamasca e il Milanese, passando attraverso tutto il territorio cremonese, grazie a una distribuzione straordinaria resa possibile della collaborazione della Parrocchie.

Il legame tra Avvenire e la Diocesi di Cremona è consolidato anche attraverso la lunga collaborazione che, ormai da parecchio tempo, vede la presenza sul numero domenicale di uno spazio dedicato alla vita della Chiesa cremonese nel “dorso” lombardo del giornale. La Giornata del quotidiano vuole essere l’opportunità in cui avvicinare le comunità ad Avvenire, nella consapevolezza della grande importanza che questo strumento ancora riesce ad offrire tra informazione e vera e propria formazione. 

La Giornata diocesana del quotidiano diventa così anche l’occasione in cui rilanciare le proposte di abbonamento: informazioni contattando il numero verde 800.82.00.84 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17) o scrivendo una e-mail ad abbonamenti@avvenire.it, oppure visitando il sito abbonamenti.avvenire.it.

Si seguito l’editoriale dell’incaricato diocesano per le Comunicazioni sociali della Diocesi di Cremona, proposto sulla pagina diocesana di Avvenire di domenica 25 ottobre.

 

 

Il ruolo della sana informazione

che ritrova il suo valore dopo che l’inoltro compulsivo di video “veri” ma fuori contesto genera il panico in una città 

 

Cortei studenteschi per le strade di Cremona, momenti di tensione all’esterno dei centri commerciali, scuole occupate: è ciò che è accaduto a Cremona lunedì pomeriggio. Anzi no! Non è accaduto nulla di tutto questo. Eppure sugli smartphone di quasi tutti i cremonesi queste notizie, con tanto di «prove» video, sono circolate generando letteralmente il panico. Tutto falso! Ma è vero, invece, che all’indomani Cremona si è ritrovata a essere una città fantasma: intorno alle 8 del mattino niente traffico dell’ora di punta, in pochi a passeggiare per le strade, parcheggi deserti, negozi chiusi o con le vetrine svuotate per la paura di saccheggi, scuole con le classi quasi del tutto senza alunni.

Fake news! Ma in questo caso l’Intelligenza artificiale non c’entra nulla. Al di là delle responsabilità personali, che gli investigatori hanno ormai accertato, e alle motivazioni che hanno acceso l’innesco, occorre fermarsi a riflettere su come in molti – di certo inconsapevolmente – hanno nei fatti alimentato il fuoco, diventato presto un devastante incendio.

Pur non artefatti, quei video ritraevano immagini di altre città, altri momenti, altri contesti. E quando sulle chat, allegando anche una comunicazione interna di allerta di un centro commerciale della città, è iniziato a girare il video di uno scatolone in fiamme in un parcheggio, tra gli schiamazzi di alcuni ragazzi e un forte botto, la conseguenza logica non poteva che essere che proprio attorno a quel supermercato di Cremona il caos era già iniziato. E tutti hanno inoltrato e condiviso, subito! Senza alcun dubbio. Ma sarebbe bastato solo uno sguardo più attento per notare, sullo sfondo della scena, l’insegna di un noto marchio, il cui negozio in quella zona della città proprio non c’è. Invece, da un cellulare all’altro quel video è girato, con commenti, suggerimenti e persino ulteriori dettagli, che ad ogni inoltro si arricchivano. «Dicono» era la fonte autorevole. «Dicono che sono già entrati in una scuola» (altra notizia falsa). E poi, ecco circolare il video di un gruppo di ragazzi in corteo su un viale della città costeggiato da folti alberi… che a Cremona ormai, dopo la tempesta di agosto, sono solo un ricordo.

È in questo contesto che la Diocesi di Cremona oggi, come ormai consuetudine nell’ultima domenica di ottobre, è invitata a celebrare la Giornata diocesana del quotidiano Avvenire. Proprio dopo ciò che è accaduto nei giorni scorsi a Cremona si può capire quanto di un giornale come Avvenire si continui ad avere bisogno. Nonostante l’era della comunicazione digitale. Soprattutto nel tempo del digitale!

L’ansia da prestazione, che a volte non lascia immuni neppure i professionisti della comunicazione, porta a inseguire le notizie prima ancora che accadano e persino anche senza che accadano davvero. E poi ognuno ci mette del suo, facendosi amplificatore di notizie infondate in modo ingenuo e superficiale: «Me l’hanno inoltrato» non può essere un alibi.

Che cos’è la verità? L’eco di quella domanda risuona ancora oggi. Ma non si può ancora una volta lavarsene le mani.

Occorre prendere consapevolezza che la dinamica del digitale, dove l’ultima «notizia» sovrasta – e a volte del tutto cancella – le precedenti, non può essere un metro per giudicarne l’importanza (e prima ancora la fondatezza). Su un giornale non vige la dinamica dello «scroll infinito», perché ogni notizia ha un peso diverso. Il giusto peso! E anche qualora calassero le vendite, non per questo diminuisce l’autorevolezza di un quotidiano che fonda sulla propria affidabilità la fiducia dei suoi lettori, che almeno qui non sono bersaglio della trappola del click-bait.

Dopo giornate come quelle che si sono vissute a Cremona si capisce l’importanza di un approfondimento capace di leggere i fenomeni in modo critico, attento e competente, anche a costo di arrivare dopo qualcun altro, ma comunque al momento giusto e, soprattutto, nel modo giusto. Senza fraintendimenti, senza inutili allarmismi, ma neppure sottovalutando i fenomeni. Così come Avvenire fa e ha sempre fatto, anche rischiando di essere voce fuori dal coro, ostinata nel continuare a raccontare anche ciò che molti non voglio vedere, quando non addirittura nascondere.

Perché, dunque, dopo aver magari contribuito nei giorni scorsi a far circolare qualche fake news, non proviamo tutti a mettere in circolo qualche notizia vera? La diffusione straordinaria di Avvenire oggi nelle parrocchie vuole essere un piccolo segno in questa direzione. Almeno per una presa di consapevolezza.

 

Riccardo Mancabelli
Incaricato diocesano per le Comunicazioni sociali

 

 

TeleRadio Cremona Cittanova
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