Al Museo Diocesano la mostra “Nel nome del Padre”. Inaugurata l’esposizione con due dipinti ritrovati di Boccaccio Boccaccino

A un anno dalla rassegna monografica sul maestro del Rinascimento cremonese, un nuovo progetto dossier accende i riflettori su due tavole inedite. Presentato anche il volume “Boccaccino post scriptum” che raccoglie gli esiti delle recenti scoperte scientifiche

 

A quasi un anno di distanza dalla grande mostra che ha celebrato Boccaccio Boccaccino, il Museo Diocesano di Cremona torna a mettere sotto i riflettori l’artista che ha segnato l’avvio della stagione rinascimentale in territorio cremonese. È stata inaugurata nella mattinata di sabato 17 ottobre la mostra dossier “Nel nome del Padre. Due dipinti ritrovati di Boccaccio Boccaccino”, curata da Francesco Ceretti e Filippo Piazza, che fino al 29 novembre offrirà a visitatori e studiosi la rara opportunità di ammirare da vicino due opere finora inaccessibili al grande pubblico: il Dio Padre benedicente (della Fondazione Giulini Giannotti di Milano) e il Battesimo di Cristo (di collezione privata).

Ad aprire la presentazione è stato il direttore del Museo Diocesano, monsignor Gianluca Gaiardi, che ha sottolineato il valore culturale e pastorale dell’iniziativa: «Mi piace pensare che la collaborazione con tante persone permetta di cogliere i vari significati della nostra proposta culturale e scientifica». «Questo Padre ci restituisce una presenza territoriale significativa – ha proseguito il direttore –. “Nel nome del Padre” non è solo la formula che dà inizio alle nostre preghiere, ma è la formula che Gesù consegna ai discepoli nel momento dell’istituzione del Battesimo, protagonista della seconda tavola in mostra, oggetto di restauro nei nostri laboratori». E ancora: «Su due sole opere si può costruire una mostra di rilievo e dare alle stampe un nuovo quaderno del Museo, che viene offerto interamente omaggiato grazie al desiderio di continuare a scrivere e fare considerazioni scientifiche su questo straordinario pittore».

Il rigore della ricerca e la continuità del lavoro svolto in questi anni sono stati al centro dell’intervento del co-curatore, il professor Filippo Piazza, che ha espresso gratitudine per la fiducia accordata dagli organi diocesani: «Il Museo deve camminare, fare attività di didattica, restauro e conservazione. Noi storici dell’arte possiamo dare il nostro contributo facendo ricerca. La scintilla di questa esposizione nasce proprio da una conferenza tenuta durante la mostra dello scorso anno, nella quale abbiamo cominciato a riflettere su nuove domande».

Piazza ha rimarcato l’autorevolezza scientifica riconosciuta al Museo Diocesano dalla comunità degli studiosi: «La mostra dell’anno scorso ha ricevuto importanti recensioni sulla rivista scientifica più prestigiosa del settore, The Burlington Magazine. La reputazione e il rigore riconosciuti alla nostra istituzione hanno spinto anche i collezionisti e i proprietari a fidarsi, permettendo di esporre queste due opere che, pur non essendo del tutto sconosciute, per vari motivi non erano mai state adeguatamente studiate».

A illustrare i dettagli della pubblicazione che accompagna l’esposizione è stato quindi il co-curatore Francesco Ceretti, che ha presentato il nuovo volume intitolato Boccaccino post scriptum. Novità e riflessioni in margine alla mostra di Cremona, definendolo «un quaderno di studi, un diario di bordo nato proprio dopo la chiusura della rassegna monografica, con l’idea di raccogliere tutte le suggestioni emerse e metterle a sistema».

Il volume si articola in cinque capitoli, ripercorrendo i nuclei tematici in cui la ricerca ha permesso di compiere importanti passi in avanti. «Due capitoli sono dedicati alle grandi novità espositive e al percorso di Boccaccino – ha spiegato Ceretti –, artista che si rivela un pittore di straordinaria intelligenza, capace di stare costantemente al passo con i tempi. Un capitolo è poi dedicato alla figura di Nicolò Pisano, artista formatosi nella bottega del Boccaccino con cui vi furono frequenti scambi di attribuzione, oltre a un approfondimento sul Maestro di Cicognara. Infine, due capitoli riprendono i temi emersi dalla mostra precedente, focalizzandosi sulle raffigurazioni dei Santi e sul celebre dipinto della Zingarella».

La mostra dossier “Nel nome del Padre” sarà visitabile negli spazi del Museo Diocesano fino al 29 novembre, offrendo un’occasione unica per riscoprire le radici del Rinascimento cremonese attraverso il dialogo tra il patrimonio permanente e le nuove scoperte della ricerca storico-artistica.

TeleRadio Cremona Cittanova
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