L’arte, la sanità e il volontariato del territorio si stringono attorno ai bisogni delle famiglie e della prima infanzia. In concomitanza con l’avvio della Settimana mondiale dell’allattamento, al Museo diocesano di Cremona è stato inaugurato il Baby Pit Stop UNICEF. L’iniziativa segna un traguardo di grande rilievo per la rete della salute locale: si tratta, infatti, del centesimo punto allattamento accreditato dall’ATS della Val Padana tra i territori di Cremona e Mantova, l’ottantacinquesimo riconosciuto ufficialmente con il marchio UNICEF e il ventunesimo attivo nella sola città del Torrazzo.
Il baby pit stop – ispirato nel nome al rapido cambio gomme delle gare automobilistiche – si propone come un presidio protetto e ad accesso libero dove mamme, papà e caregiver possono fare una sosta per allattare in tranquillità e cambiare il pannolino ai propri piccoli.
Un’operazione nata dalla sinergia tra la Direzione del Museo diocesano, ATS della Val Padana, il Comitato Provinciale UNICEF di Cremona, il Lions Club Cremona Europea, oltre al supporto dell’ASST di Cremona. Nell’allestimento dell’area, ATS ha curato la fornitura della poltrona ergonomica e l’impianto scientifico-informativo dedicato alla promozione della salute nei primi mille giorni di vita, mentre i Lions si sono fatti carico dei rimanenti arredi.
L’inaugurazione, avvenuta nel pomeriggio di giovedì 1° ottobre, assume una valenza simbolica profonda, tesa a superare vecchi tabù o pudori legati all’allattamento in pubblico e a riallacciarsi direttamente alla storia dell’arte sacra.
«Il museo si propone come un punto di ristoro e luogo dell’allattamento, un ambiente in cui nutrirci in tutti i sensi, non solo dell’alimento ma della nostra educazione», ha sottolineato il direttore del Museo diocesano, mons. Gianluca Gaiardi. «L’allattamento è un gesto materno che a volte per pudore viene celato; eppure molte immagini artistiche della Madonna del Latte mostrano come la Vergine per prima non si vergogni di mostrare il gesto per eccellenza, offrendo un Dio che si nutre dell’elemento essenziale che viene dalla femminilità. Un messaggio in piena sintonia con le parole di Papa Francesco, che ha invitato più volte le madri ad allattare liberamente in chiesa se i bambini hanno fame».
La scelta del Museo diocesano risponde alla volontà di trasformare l’istituzione culturale da semplice sede espositiva a moderna “Agorà” cittadina. «Il museo non è più quello tradizionale, ma recupera il concetto greco di Agorà, il luogo in cui ci si incontra», ha rimarcato Emanuele Bettini, past-president del Lions Club Cremona Europea.
Gli ha fatto eco Stefano Macconi, conservatore del Museo diocesano, che ha seguito da vicino l’intero percorso: «Nell’idea di rendere il museo sempre più accogliente, un presidio che viene in aiuto della vita si sposa perfettamente con la nostra missione. Ricordo l’esempio del Museo nazionale di Barcellona con le mamme in gravidanza: vogliamo che i luoghi della cultura siano aperti e vicini alla vita nascente fin dai primissimi giorni».
Sul piano sanitario e sociale, l’integrazione del presidio risponde al lavoro di formazione e sensibilizzazione condotto da ATS Val Padana nei confronti di pediatri, medici e operatori sanitari sulle due province di competenza.
Laura Rubagotti, dirigente responsabile del Programma Insieme per l’Allattamento di UNICEF ITALIA per l’ATS, presente insieme a Angela Manco operatrice della Struttura Promozione della Salute e Prevenzione Fattori di Rischio Comportamentali di ATS, ha ricordato come «da questa attenzione qualificata agli standard UNICEF nascano benefici di salute fondamentali, non solo per il bambino ma anche per la mamma».
Entusiasmo e soddisfazione sono stati espressi anche dai club di servizio e dai volontari. Salvatore Mannino, Presidente del Lions Club International Cremona Europea, ha ricordato la valenza dell’inaugurazione nel primo giorno della Settimana mondiale dell’allattamento: «È una scelta con una forte valenza sanitaria e di accompagnamento alla genitorialità, un’eredità storica di servizio per dare un piccolo contributo alla comunità».
Gli ha fatto eco Mirella Marussich, Governatore del Distretto Lions 108IB3, ribadendo la volontà di «dare slancio a un gesto naturale al servizio del territorio», mentre Flora Soldi, volontaria del Comitato Provinciale UNICEF di Cremona, ha concluso evidenziando come la presenza del marchio UNICEF rappresenti «prima di tutto la testimonianza di una piena disponibilità e apertura verso l’altro».
Con questa nuova apertura, il centro storico di Cremona si arricchisce di un punto di riferimento che unisce la custodia della bellezza alla cultura dell’accoglienza, confermando l’impegno corale delle istituzioni e delle associazioni cittadine al servizio della comunità.
















