La lettura di vari progetti dell’offerta formativa (PTOF) di scuole dell’Infanzia e primarie paritarie del nostro territorio, porta a leggere frequentemente l’affermazione del titolo. È un obiettivo arduo, impegnativo, stimolante, ma bello e coinvolgente per chi svolge il lavoro più bello del mondo, quello dell’insegnante.
Il bambino al centro e l’innovazione educativa
Il bambino è al centro dell’attenzione nella proposta formativa. L’osservazione quotidiana, gli studi psicologici e neurologici mettono in evidenza la diversità di ciascuno a livello comportamentale, intellettivo, di apprendimento, culturale, per cui l’intento formativo ed educativo è rispondere alle individualità e combinare le stupende “tessere” di un gruppo, di una classe, di una scuola, poiché prima di tutto c’è il rispetto della persona-bambino, non di un “cucciolo” di uomo che deve crescere secondo i progetti degli adulti e insegnanti.
È un compito assai complesso, si diceva, che necessita di studio, conoscenza, approfondimenti continui da parte degli insegnanti, coltivando una spiccata capacità di innovazione didattica e di sperimentazione metodologica per rispondere alle sfide educative contemporanee. Ne consegue che il compito di valorizzare le differenze è assai complesso, è frutto di un cammino di ricerca filosofica, pedagogica, metodologica- didattica del passato e attuale. Si tratta di un percorso guidato dal contributo di esperti (psicologi, neuropsichiatri, psicopedagogisti), ma sviluppato anche in costante dialogo e collaborazione con le famiglie, gli enti locali (in una forte sinergia con il territorio sia a livello comunale che diocesano e provinciale), e le società sportive che propongono attività adeguate all’infanzia. Valorizzare le differenze è dunque il frutto di un cammino di ricerca filosofica, pedagogica, metodologica-didattica del passato e attuale.
Le indicazioni dello Stato e i dubbi dell’attualità
Lo Stato, per quanto riguarda la scuola, propone indicazioni per il curricolo e linee educative con aggiornamenti abbastanza frequenti, interpellando esperti, studiosi e gruppi di insegnanti. Le indicazioni offrono una garanzia alla scuola, alla famiglia e anche la possibilità di differenziare i percorsi educativi delle scuole, proprio con lo scopo di valorizzare le differenze, a motivo delle varietà locali, culturali, ambientali. In linea di massima propongono come obiettivi alti, per tutti, la socializzazione, la convivenza democratica, l’educazione alla Pace.
Ascoltando le cronache quotidiane, gli eventi drammatici che si ripetono nelle famiglie, le liti, gli scontri tra bande giovanili in varie, se non tutte le città o paesi, viene da domandarsi:
- Come sono state valorizzate le diversità concretamente?
- Come si è perseguita la socializzazione e come la convivenza democratica?
- Come mai i fallimenti in campo educativo?
Purtroppo, di fronte a tanti eventi negativi, mettiamoci anche la mancanza di pace, molti tornano a dire che è colpa della scuola oppure che la scuola deve educare al rispetto, alla parità di genere, all’accettazione del diverso…
Ci sono progetti educativi differenti, tanti tentativi per raggiungere livelli di formazione adeguati, scuole con impostazioni formative-metodologiche varie, autorizzate dallo Stato. La scuola dell’Infanzia ad esempio è statale, comunale, paritaria, privata. Le indicazioni ministeriali sono comuni e l’impegno degli insegnanti e dei responsabili è notevole e incrementato negli ultimi anni per progettazioni, aggiornamenti, incontri, confronti, tavoli di coordinamento.
Una serie di domande sorgono spontanee:
- Per quale motivo una persona deve per forza socializzare oppure accettare la convivenza democratica?
- Perché deve vivere onestamente, se a lei conviene vivere di espedienti?
- Perché confrontarsi con gli altri ed accettare le regole di convivenza che non sono comode?
Il valore della Scuola dell’Infanzia d’ispirazione cristiana
La scuola dell’Infanzia paritaria, d’ispirazione cristiana risponde a queste sfide offrendo un’accoglienza ad ampio raggio aperta davvero a TUTTI, superando ogni barriera di lingua, cultura e RELIGIONE, e valorizzando la storia di ciascuno.
Essa propone nei suoi progetti educativi valori evangelici fondamentali:
- la persona unica e irripetibile: l’accettazione del diverso come volto divino;
- l’amore come dono di sé: rivolto a chiunque, definito prossimo (indipendentemente dalla provenienza, dalla cultura o dalla fede religiosa);
- la pace: come scelta quotidiana nel rapporto con gli altri, nella ricerca della giustizia e nell’equa distribuzione dei beni;
- la custodia del creato: il rispetto dell’ambiente come dono ricevuto dal Creatore.
Equità, parità e bene comune
Le scuole paritarie sono messe in difficoltà per motivi economici, forse perché diverse, dallo Stato che non ne riconosce l’importanza: risparmia infatti sui costi individuali per ogni alunno, rispetto a quelli che egli stesso ha relativamente alle scuole statali, nel rapporto 1 a 10; così riversa gli oneri sulle famiglie che fanno una libera scelta educativa.
Non è certo che le scuole d’ispirazione cristiana siano migliori delle altre, però se valorizzare le diversità è un obiettivo fondamentale per l’educazione, unitamente alla spinta verso l’innovazione didattica, la sperimentazione e la rete con le istituzioni del territorio (comunali, provinciali e diocesane), non si comprende come mai le attività educative non vengano considerate con equità e capaci di apportare ricchezza al bene della comunità nella diversità.
FISM Cremona



