Vailate ritrova Santa Marta: la chiesetta cinquecentesca riaperta al culto dopo tre anni

Riecco Santa Marta, finalmente. La cinquecentesca chiesetta di via Caimi a Vailate è stata ufficialmente riaperta al culto ieri, nel giorno della memoria liturgica, dopo una chiusura lunga quasi tre anni dovuta all’inagibilità dell’edificio a causa delle pesanti infiltrazioni di acqua piovana dal tetto, consumato dal tempo e danneggiato dalle ripetute intemperie degli anni scorsi.

Tetto che è stato rifatto nel giro di qualche settimana fra giugno e luglio dalla ditta Fedil di Nosadello su progetto dello studio tecnico Bertocchi-Conti, fiduciario della parrocchia, con una spesa di circa 155mila euro.

Due i momenti che ieri hanno caratterizzato questo ritorno alla vita della chiesetta: la messa solenne delle 10, celebrata dal parroco don Natalino Tibaldini, alla quale hanno assistito anche gli ospiti della Fondazione Ospedale Caimi Onlus, e la funzione serale, iniziata con un breve momento di preghiera in chiesa parrocchiale da dove è partita una processione alla volta di Santa Marta stessa, meta della benedizione finale impartita da don Natalino.

Ad accompagnare questo momento, le note dell’immancabile banda musicale di Vailate. Nell’occasione sono state riportate ai loro posti le tre statue della chiesetta: quella di Santa Marta, quella di San Rocco e quella del Cristo Morto. Santa Marta è da sempre un punto di riferimento affettivo per Vailate.

Gioiello di arte e di storia del paese, oggetto di profonda devozione ma anche simbolo di memoria collettiva, questa chiesa ha accompagnato generazioni durante feste, processioni, momenti di raccoglimento e tradizioni popolari e da domani tornerà ad ospitare anche la celebrazione della messa del venerdì mattina alle 8,30. Come ha scritto il parroco sul foglio settimanale degli avvisi: “L’augurio è che la chiesa di Santa Marta possa essere un luogo di pace e di condivisione in cui tutti si sentiranno a casa. Non solo luogo di preghiera ma rifugio perfetto per riscoprire di essere vivi”. 

Luca Maestri
TeleRadio Cremona Cittanova
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