Insegnanti insieme per “Disegnare nuove mappe di speranza”

A Mozzanica, Cremona e Casalmaggiore tre occasioni per riflettere sulla scuola a partire della lettera apostolica rivolta da Papa Leone XIV al mondo educativo

 

Disegnare nuove mappe di speranza. È questo il titolo della lettera apostolica che Papa Leone XIV ha indirizzato a tutto il mondo educativo, in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione conciliare Gravissimum educationis “sull’estrema importanza e attualità dell’educazione nella vita della persona umana” (1.1). Data la natura e l’importanza del documento, la Commissione diocesana di pastorale scolastica ha ritenuto significativo rilanciarne il contenuto in un’occasione di incontro e riflessione rivolto a tutti gli insegnanti che, da lunedì 27 a mercoledì 29 aprile, in tre diversi punti della diocesi – Mozzanica, Cremona (in foto) e Casalmaggiore – ha coinvolto docenti delle diverse discipline e delle scuole di diverso ordine e grado, paritarie e non, presenti sul territorio diocesano. Un’occasione preziosa per ritrovarsi, condividere fatiche e sogni e riscoprire la bellezza dell’impegno educativo.

Ciascun incontro si è aperto con la condivisione di un piccolo momento di merenda, che ha fin da subito fatto respirare un clima di familiarità fra colleghi.

I partecipanti hanno poi avuto l’opportunità di conoscere più da vicino la lettera del Papa attraverso una presentazione sintetica dei suoi punti salienti.

È quindi sorta spontanea una domanda: come calare concretamente, nell’esperienza quotidiana, quanto suggerito e auspicato dal Papa? Per provare a rispondere, i partecipanti si sono confrontati in piccoli gruppi su alcune frasi estrapolate dal documento e raggruppate in cinque macro-tematiche, dalla coralità della missione educativa alle sfide lanciate dall’intelligenza artificiale.

Molteplici e ricchi gli spunti emersi, come l’invito a riconoscere la persona quale soggetto di relazione e a restituire a bambini e ragazzi uno spazio concreto e corporeo; il riconoscimento della bellezza e, allo stesso tempo, della fatica del fare ed essere comunità; la centralità della passione e del vissuto; l’importanza decisiva di uno sguardo di bene verso ogni studente, a prescindere dal suo operato scolastico, in quanto persona che vale per quello che è.

Tante, dunque, sono state le riflessioni generate dal dialogo e dall’incontro appassionato nato attorno ai tavoli: una promessa che sa di futuro e che chiede di trovare spazio ogni giorno, nelle aule, al fianco dei ragazzi.

Nell’attesa di ritrovarsi ancora, tra colleghi, e così raccontarsi della bellezza e delle fatiche del cammino, rinnovando la freschezza della propria missione.

Diego Manfredi

 

 

Lettera apostolica. Leone XIV: “L’educazione cattolica ha il compito di ricostruire fiducia”

TeleRadio Cremona Cittanova
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