Comunità energetiche rinnovabili, accordo con Open Sb per la promozione e lo sviluppo sul territorio

Formalizzata la partnership tra le sette Fondazioni CER della Diocesi e la holding a cui fa capo il noto ECO The Photovoltaic Group e per un progetto sempre più sostenibile

 

È stato formalizzato mercoledì, nella sala Bolognini del palazzo vescovile di Cremona, l’accordo per la promozione e lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili sul territorio. La sinergia riguarda le sette Fondazioni Cer promosse dalla Diocesi di Cremona e Open Sb, la holding a cui fa capo il noto ECO The Photovoltaic Group.

Durante l’incontro, insieme ai dettagli dell’accordo, sono stati presentati i risultati già raggiunti e le prospettive di sviluppo di un modello energetico innovativo e replicabile che rappresenta un passo concreto verso un modello energetico sostenibile, partecipativo e fortemente radicato nella comunità locale, capace di generare benefici ambientali, economici e sociali per cittadini, imprese ed enti. Insieme ai rappresentanti di Open Sb e delle sette Fondazioni Cer anche i coordinatori del progetto diocesano, con l’incaricato della Pastorale sociale e del lavoro Eugenio Bignardi.

«Questa iniziativa – ha chiarito l’ingegner Giuseppe Dasti, coordinatore del progetto diocesano Cer – si inserisce nel più ampio impegno della Diocesi di Cremona verso la cura dell’ambiente, del territorio e delle comunità che lo abitano. Le Cer rappresentano un’opportunità concreta per favorire le relazioni sociali nelle nostre comunità e per coniugare sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e attenzione alle persone, in particolare a quelle più fragili ed in difficoltà. Attraverso la collaborazione con Open Sb, partner con forti competenze tecniche e una capillare rete organizzativa sull’intero territorio diocesano, intendiamo sviluppare l’adesione alle Cer da noi costituite, con particolare riguardo all’adesione di nuovi utenti produttori di energia, e sviluppare nel tempo nuovi modelli e soluzioni di condivisione di energia rinnovabile sul territorio, quali impianti di accumulo mediante batterie, elettrificazione dei consumi, servizi di flessibilità sulla rete elettrica».

La partnership nasce, infatti, con l’obiettivo di accelerare la diffusione delle comunità energetiche supportando enti, aziende e cittadini nell’adozione di modelli energetici condivisi e sostenibili. Open Sb ha finora contribuito attraverso lo sviluppo diretto di 2 impianti fotovoltaici per oltre 1 MW e promuovendo l’adesione di 15 produttori di energia tra aziende, Comuni e privati, per un totale complessivo di 3,2 MW.

«Questa partnership con la Diocesi di Cremona – ha evidenziato Pietro Ghidoni, presidente operativo di Open Sb – rappresenta per noi molto più di un progetto energetico: è un impegno concreto verso il territorio e le comunità che lo abitano. In qualità di società benefit, crediamo che la transizione energetica debba essere inclusiva, accessibile e capace di generare valore condiviso. Le comunità energetiche rinnovabili sono uno strumento straordinario per raggiungere questi obiettivi, perché permettono di coinvolgere direttamente cittadini, enti e imprese in un modello sostenibile e collaborativo. Parallelamente, è fondamentale aiutare le aziende a comprendere e sfruttare tutte le opportunità oggi disponibili: un impianto fotovoltaico non è più solo un costo o un intervento tecnico, ma un vero e proprio asset strategico. Se integrato correttamente in una Cer, può generare benefici economici aggiuntivi, migliorare la competitività e contribuire in modo attivo alla sostenibilità del territorio».

L’iniziativa si propone come modello replicabile anche in altri territori, dimostrando come la collaborazione tra soggetti diversi – pubblici, privati e del terzo settore – possa accelerare concretamente la transizione energetica. In tali scenari, la combinazione tra competenze tecniche, fiducia istituzionale e prossimità alla comunità rappresenta un acceleratore decisivo per la diffusione delle comunità energetiche.

Il modello Cremona evidenzia anche un ulteriore elemento strategico: la possibilità di creare sinergie tra sviluppo energetico e coesione sociale. Le Cer, infatti, non solo contribuiscono alla decarbonizzazione, ma diventano strumenti di redistribuzione del valore generato, sostenendo famiglie, enti e imprese locali. Proprio questa integrazione tra sostenibilità ambientale, economica e sociale rende l’iniziativa significativa e rilevante in ambito nazionale.

 

I numeri

Tra il 2024 e 2025 sono state formalmente costituite sul territorio diocesano 7 Comunità energetiche rinnovabili, tra loro coordinate in rete dalla Diocesi di Cremona, fondate da 89 enti: 28 Comuni, 33 Parrocchie, 26 Enti del Terzo settore e 2 Università. Le 7 Cer sono state ufficialmente costituite come Fondazioni di partecipazione con sede a: Caravaggio (Bg), Soresina (Cr), Castelverde (Cr), Cremona, Sospiro (Cr), Gussola (Cr) e Viadana (Mn). La gestione avviene attraverso 21 configurazioni di cabina primaria, di cui 6 già accettate dal Gse. Ad oggi il progetto diocesano conta 316 soci, di cui 85 Pmi e 132 utenti domestici. La potenza già in esercizio è di 5.645 KW, di cui 2.621 KW già qualificata dal Gse; prevista una potenza futura di 31.300 KW.

TeleRadio Cremona Cittanova
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