Dalla Galilea gli auguri di Pasqua dei coniugi Pedrinazzi con il racconto della Veglia vissuta con le comunità degli arabi cristiani

Dalla Terra Santa arriva un augurio di Pasqua incarnato nella vita dei cristiani che abitano quella terra, una vita fatta di tribolazioni e paure, ma anche attese e speranze. A darne voce sono i coniugi cremonesi Maria Teresa e Giovanni Pedrinazzi, che attraverso l’esperienza del Cammino Neocatecumenale, hanno vissuto la Pasqua con le comunità degli arabi cristiani in Israele.

«Ormai da anni – ricordano i coniugi Pedrinazzi – ci sono équipe di catechisti del Cammino che evangelizzano in questa terra, e sono nate parecchie comunità. Sono comunità di rito latino e greco-cattolico. Il Seminario di Galilea e tutti i fratelli che sono in missione nella Domus sostengono in ogni modo queste comunità, partecipando con loro ogni settimana alla celebrazione della parola e all’Eucaristia».

E proprio la Domus Galilaeae (in foto la facciata della chiesa) è stata il cuore di questa esperienza. Situata sulla cima del Monte delle Beatitudini, a nord di Cafarnao e del Mare di Galilea in Israele, è il seminario e centro di formazione, di studio e di ritiro spirituale del Cammino Neocatecumenale, nato dal desiderio di Papa Paolo VI di costruire in Israele un centro dove i seminaristi potessero completare la loro formazione prima di essere ordinati. Un progetto realizzato alla fine degli anni Novanta con la posa della prima pietra contenente un frammento della tomba di san Pietro benedetto dal Pontefice.

«Per la Pasqua – raccontano ancora i cremonesi – la situazione si presentava molto difficile. Le autorità hanno proibito ogni assembramento e ogni celebrazione, anche nelle parrocchie. I fratelli erano molto impauriti e provati dai continui bombardamenti che nei loro paesi, soprattutto verso il confine con il Libano, sono veramente logoranti. Eppure si sono mossi quasi tutti per venire in questa casa a celebrare la Veglia. È stata una meraviglia vedere tanti fratelli vincere la paura e arrivare qui per vivere una notte di riposo nel Signore; anche tante famiglie con bambini. Nelle risonanze abbiamo potuto ascoltare il loro tormento e la loro voglia di scappare via, ma ci hanno anche detto che la nostra presenza li sta sostenendo e li aiuta a rimanere. Questo ha aiutato anche noi a fare Pasqua. È stata davvero una notte di gioia».

La presenza di Maria Teresa e Giovanni Pedrinazzi, in questa esperienza, vissuta in comunione con la loro diocesi di origine, fa sì che in qualche modo anche la Chiesa cremonese stia aiutando i cristiani di Terra Santa a non abbandonare il proprio posto, forti di quella speranza che si rinsalda nella Pasqua del Risorto.

TeleRadio Cremona Cittanova
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