Il Requiem di Mozart in Auditorium Arvedi per riflettere sulla Pasqua

Atteso concerto martedì 31 marzo alle 21 per STRADIVARIfestival

Un modo per riflettere, attraverso la musica e nella Settimana di Pasqua, al mistero della morte con uno dei massimi capolavori di Mozart, il celeberrimo Requiem in re minore, proposto nell’originalissima versione per quartetto di voci e quartetto d’archi. Lo si potrà ascoltare martedì 31 marzo alle 21 all’Auditorium Arvedi per STRADIVARIfestival, rassegna promossa da Museo del Violino e Unomedia con il sostegno di Fondazione Arvedi Buschini e MdV friends. Esecuzione affidata a Teatro delle Voci e Meta4 Quartet. A creare un interessante confronto di epoche e di stili, il programma si completa con Da pacem Domine di Arvo Pärt, opera del compositore estone, uno dei più grandi del nostro tempo, che riflette su un tema di stringente attualità. I biglietti sono in vendita al Museo del Violino e online su Vivaticket con prezzi da 25 a 30 euro, a seconda del settore, e con il ridotto per studenti a 12 euro (tel. 0372080809).

 

IL PROGRAMMA

Arvo Pärt ha scritto la preghiera di pace Da pacem Domine per adempiere a un incarico di Jordi Savall. Cominciò a porre questa antifona gregoriana del IX secolo due giorni dopo gli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004 come suo personale omaggio alle vittime. Da allora Da pacem Domine viene rappresentato ogni anno in Spagna per commemorare le vittime di questo attacco terroristico. Anche durante la composizione originaria di questo pezzo a quattro voci, Pärt ha tenuto conto delle partiture variabili. Di conseguenza, esiste in diverse versioni, non solo per voce ma anche interamente per strumenti.

Quando il Conte Franz von Walsegg zu Stuppach, aspirante compositore, decise di celebrare l’anniversario della morte della moglie avvenuta il 14 febbraio 1791, scelse di commissionare a Mozart un Requiem che poi avrebbe voluto far passare per suo. La proposta economica era buona e il compositore, che in quel periodo aveva bisogno di denaro per finanziare le sue corpose uscite, accettò. Il 1791 fu però per Mozart un anno pieno di impegni a cui far fronte rapidamente. Così il Requiem fu completato fino al secondo brano, in gran parte abbozzato, e poi lasciato molti mesi fra le carte che furono ereditate, dopo la morte del marito nel dicembre del 1791, dalla moglie Constanze. Fra quelle carte furono rinvenute prove che il compositore conoscesse il committente. È probabile che Mozart non avesse detto nulla alla moglie di quella strana commissione. Era bene, infatti, che a Vienna non se ne avesse sentore; ma che non lo sapesse lui, il cui segreto era stato comprato, e che gli venisse commissionata un’opera da un uomo misterioso, è francamente improbabile. Tornando al Requiem, il motivo di tanta trascuratezza nel terminarlo è da additare dunque ai pressanti impegni, ma non è da tralasciare il fastidio che Mozart, uomo giustamente orgoglioso e con grande senso della dignità personale, provasse per il gesto di Walsegg e per il Requiem stesso. Eppure quest’opera, anche grazie all’ottimo lavoro di propaganda di Constanze, è diventata uno dei maggiori veicoli della fama di Mozart subito dopo la sua morte. Negli ultimi anni del Settecento ebbe innumerevoli esecuzioni in varie città, prima tedesche poi europee, e fu scelto spesso per commemorare la morte di personalità più o meno importanti. In questa composizione sacra il romanticismo ritrovò subito il suo clima e il Requiem, che alimentava l’aneddotica, anch’essa tutta romantica, della morte tragica e della sua colonna sonora, è divenuta fino ai nostri tempi una della creazioni più famose ed eseguite di Mozart. L’opera fu completata da Franz Xaver Süssmayr, allievo del compositore e amico di famiglia, con l’aiuto di altri e su commissione di Constanze, che consegnò all’incaricato del conte, circa due mesi dopo la morte del marito, la partitura, spacciandola per autentica. In ogni modo Constanze, che aveva fiutato l’affare in termini di immagine e di denaro, ne tenne copia anche per sé e tentò all’inizio di far credere che il Requiem fosse autentico davvero. Mozart invece aveva completato solo i primi due pezzi (Introitus, Kyriee, parte del Dies irae) e aveva lasciato appunti, più o meno nutriti fino all’Hostias, con i quali sviluppare le parti seguenti. Walsegg diresse la partitura a sua disposizione il 14 dicembre 1793, poi la diresse ancora, utilizzandola con la destinazione per cui l’aveva commissionata, il 14 febbraio 1794, nella chiesa di Neukloster a Wiener Neustadt, località di cui era conte. Ma quando seppe che Constanze aveva fatto eseguire a proprio beneficio la sua partitura già il 2 gennaio 1793 a Vienna, decise bene per il futuro di lasciar perdere. Tuttavia, qualche anno più tardi, quando seppe che il Requiem stava per essere pubblicato, tentò di chiedere un cospicuo rimborso per la frode che era stata ordita ai suoi danni. Lui, che col denaro aveva fatto la stessa cosa, ma in modo più subdolo.

 

TEATRO DELLE VOCI

È stato fondato nel 1990 da una delle icone della musica antica, Paul Hillier ed è oggi fra gli Ensemble vocali più raffinati in attività. La formazione ha debuttato a Berlino e Londra con opere nuove di Arvo Pärt e John Cage. Dopo 12 anni di intensa attività svolta nel Nord America e in varie tournée in Europa, Paul Hillier ha deciso di fissare la residenza del gruppo in Europa, e precisamente a Copenaghen. Nel 2010, in occasione del ventesimo anno di attività, Il Teatro delle Voci ha ricevuto un Grammy Award per la Passione della Piccola Fiammiferaia di David Lang. Attualmente, il focus interpretativo dell’Ensemble è indirizzato sulla nuova musica, alternata spesso con il repertorio antico, e coltivando entrambi gli ambiti storico musicali. La formazione e il suo direttore hanno realizzato molte collaborazioni con i compositori Arvo Pärt, Steve Reich, Terry Riley, John Cage, Ingram Marshall, John Adams, David Lang, Michael Gordon, Karlheinz Stockhausen, Heiner Goebbels, Kaija Saariaho, Pelle Gudmundsen-Holmgreen, Helena Tulve, Sunleif Rasmussen, Jóhann Jóhannsson e molti altri. Nel 2025 il Teatro delle Voci ha presentato alla Carnagie Hall di New York la Lezione Italiana di Julia Wolfe. Una intensa relazione professionale lega il gruppo vocale al Concerto Copenaghen, al Kronos Quartet, al Meta4 Quartet, alla London Sinfonietta, a Michala Petri, Fretwork, Peter Langars.

L’Ensemble è spesso ospite di prestigiosi Festival quali Edimburgo, Berlino, Potsdam, Bergen, Hong Kong, Dvorak di Praga, Ravenna, Elbhilarmonie Hamburg, Barbican e King Palace di Londra, Flagey di Bruxelles, Bruknerhaus di Linz. L’Ensemble ha presentato a Parigi l’Opera di Saariaho Solo il Suono Rimane, replicandola a Madrid e New York. Il gruppo ha cantato come solisti con l’Orchestra dell’Accademia di S.Cecilia e la BBC Philarmonic, la London Symphony e London Sinfonietta. Dal 2021 il Teatro delle Voci promuove un proprio Festival a Copenaghen e Holbaek in Danimarca. La discografia della Formazione include varie registrazioni per Harmonia Mundi, compreso il celebre Creator Spiritus di Arvo Pärt, lavori di Luciano Berio e musiche rinascimentali. Per la casa discografica Dacapo Records sono state pubblicate le Cantate Scandinave di Buxtehude e opere di Pelle Gudmundsen. Per Deutsche Grammophon sono stati realizzati 5 album con opere del compositore islandese Jóhann Jóhannsson, scelte per la nomina all’Oscar. Il Teatro delle Voci si è dedicato anche alla filmografia internazionale. Tracce ricavate da oltre 30 CD registrati sono state utilizzate come colonne sonore per i films Arrival e La Grande Bellezza, lavorando assieme al documentarista danese Phie Amboe e Jóhann Joóhannsson. Il Teatro delle Voci è sponsorizzato dalle fondazioni Danish Arts e Augustinus.

 

META4 QUARTET                        

Costituito in Finlandia nel 2001, è uno dei quartetti di maggior successo a livello internazionale. I quattro artisti, oltrechè legati da profonda e sincera amicizia, sono uniti altresì da una comune apertura , curiosità e versatilità musicali. Il loro modo di interpretare il testo musicale è caratterizzato da una vitalità  sbalorditiva  (Badische Zeitung), da  limpidezza e ricchezza di suono e di colore (Rondò), da un respiro di aria fresca e da un senso dell’humor assai spiccato che pervadono le loro performances (Süddeutsche Zeitung). Nella stagione 2016/17 il quartetto ha ricevuto grandi riconoscimenti  interpretando le opere da camera della compositrice  Kaija Saariaho Only the Sound Remains, eseguite alla Radio Nazionale Finlandese,  proposte nella primavera del 2018  all’Opera di Parigi. Il Meta4 lavora spesso anche con le orchestre, nei ruoli di prime parti, guidando gli ensemble senza l’ausilio del direttore.  In questo ruolo il quartetto si è esibito con la  Finnish Baroque Orchestra, la Turku Philharmonic Orchestra, la Swedish Musica Vitae, l’Australian ACO Collective e la Tapiola Sinfonietta. Nel 2004 il Meta4 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale Shostakovic per quartetto a Mosca e nel 2007 il primo premio al Concorso Haydn di Vienna. Sono stati selezionati dalla BBC come New Generation Artist per il periodo 2008-2010. Nel 2013 la formazione ha ricevuto il premio dal Fondo di Jenny e Antti Wihuri per la loro attività internazionale. Dal 2008 al 2017 il Meta4 è stato quartetto in residenza al Festival di Khumo e dal 2008 al 2011 sono stati direttori artistici del Oulunsalo Music Festival. L’ensemble è ospite regolare della Wiener Konzerthaus, della Wigmore Hall e del Kings Place a Londra, dell’Auditorio Nazionale di Madrid, della Cité de la Musique di  Parigi e della sala dei concerti di Stoccolma. Il Meta4 ha studiato all’ European Chamber Music Academy (ECMA) con Hatto Beyerle e Johannes Meissl. Hanno inciso 3 CD per Hänssler Classic, uno dedicato ad Haydn, premiato con l’ECHO Klassik nel 2010, uno a Shostakovic (Quartetti nn. 3, 4, 7 ) nel 2012, premiato come disco dell’anno dalla Finnish Broadcasting Company YLE e l’Emma prize per un album dedicato ai Quartetti nn. 1 e 5 di Bartok. Il Meta4 ha pubblicato inoltre un album dedicato a opere di Kaija Saariaho (Ondine, 2013) e al quartetto di Sibelius Voces Intimae (Berliner Meister Schallplatten, 2013). Nella stagione 2018/19 il quartetto ha ottenuto, assieme al Gringolts Quartet, un amplissimo successo  in Svizzera, Italia, Germania e Olanda,  con un programma dedicato agli Ottetti per archi, inciso e premiato con il Diapason D’Or. Nel 2022 la formazione ha tenuto per MITO Festival una serie di concerti dedicati alla storia del Quartetto per archi da Boccherini ai giorni nostri, ricambiati da straordinari apprezzamenti.

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su