A Robecco l’ultimo saluto a don Mario Olivi

Le esequie sono state presieduta nella mattinata di sabato 29 novembre dal vescovo emerito Dante Lafranconi

image_pdfimage_print

Guarda la photogallery completa

 

Fiducia e speranza. Sono i sentimenti con cui sono stati vissuti i funerali di don Mario Olivi, decano del clero cremonese, deceduto mercoledì 26 novembre, il giorno dopo aver compiuto 97 anni, presso la Fondazione La Pace di Cremona, dove si era ritirato da cinque anni. Le esequie si sono svolte nella mattinata di sabato 29 novembre nella chiesa parrocchiale di Robecco d’Oglio dove don Olivi, al compimento dei 75 anni, lasciata la parrocchia di Corte de’ Frati, aveva continuato il proprio ministero come collaboratore parrocchiale dal 2004 al 2020.

A presiedere la celebrazione è stato il vescovo emerito di Cremona, mons. Dante Lafranconi, che ha portato il saluto e la vicinanza del vescovo Antonio Napolioni che in questi giorni si trova in Brasile, in visita alla parrocchia di Salvador de Bahia dove operano i “fidei donum” cremonesi. Accanto a monsignor Lafranconi anche il vescovo Carmelo Scampa, il vicario generale don Antonio Mascaretti, i vicari episcopali don Antonio Bandirali e don Davide Barili, il parroco di Robecco don Gianmarco Fodri e il collaboratore don Giuseppe Ghisolfi, il cappellano de La Pace don Luigi Mantia, insieme a diversi altri sacerdoti, tra i quali quanti hanno avuto modo di condividere gli anni di ministero don Olivi.

Al centro dell’omelia del vescovo emerito il tema della fedeltà, e della fedeltà di Dio che è fondamento per la fedeltà dell’uomo. Concetti che monsignor Lafranconi ha espresso ricordando la lunga vita di don Olivi e gli incarichi di ministero svolti negli anni. Dalla prima lettura e dalla vicenda di Giobbe il vescovo ha sottolineato come proprio nei momenti di difficoltà si debba riconoscere che la fedeltà di un uomo non è data solo dalle proprie capacità o intenzioni, ma abbia il fondamento nella fedeltà di Dio. Da qui l’invito a una fiducia nel Signore e alla necessità di guardare a lui e alla sua parola per avere il riferimento che permette di affrontare anche i passaggi più difficili della vita: «più di un bastone che hai tra le mani, ma che è compagno della tua vita, che è diventato uno con te. Allora se tu credi trovi anche la forza e il coraggio di vivere la tua fedeltà».

Con sant’Agostino, e il riferimento alle letture del Breviario proprio di questa giornata, Lafranconi ha ricordato che la vita di ciascuno, lunga o breve che sia, è un cammino che porta verso l’eternità. «È per questo – ha spiegato – che puoi cantare camminando, rinnovando giorno dopo giorno la certezza che Dio ti è compagno, che Dio ti aspetta, che Dio ti giudicherà, che Dio ti riempirà della sua stessa beatitudine». E ha concluso: «Con questi sentimenti affidiamo don Mario alla Misericordia di Dio e rinnoviamo noi stessi, grazie anche al suo esempio e al suo insegnamento come pastore, il desiderio e la volontà di essere fedeli al nostro Battesimi e a quella fedeltà di Dio che quotidianamente ci sostiene».

Omelia del vescovo emerito Dante Lafranconi

 

Dopo i funerali la salma è stata accompagnata per la tumulazione nel cimitero di Corte de’ Frati, comunità che don Olivi ha servito da sacerdote novello come vicario per alcuni mesi nel 1952 e poi dal 1985 al 2004 come parroco.

 

 

Profilo biografico di don Mario Olivi

Don Mario Olivi è nato a San Gervasio Bresciano (Bs) il 25 novembre 1928; è stato ordinato sacerdote, mentre risiedeva nella parrocchia di Scandolara Ripa d’Oglio, il 7 giugno 1952: una classe di 16 sacerdoti, ormai tutti saliti alla Casa del Padre.

Da sacerdote novello ha svolto il proprio ministero come vicario parrocchiale prima a Corte de’ Frati e l’anno successivo a Bordolano. Dal 1953 al 1967 è stato quindi vicario a Soresina.

Nel 1967 è stato nominato parroco di Crotta d’Adda; nel 1978 il trasferimento a Gazzuolo, sempre come parroco. Dal 1985 al 2004 come parroco è tornato a Corte de’ Frati, dove aveva iniziato il proprio ministero.

Compiuti i 75 anni, si è messo a servizio della comunità di Robecco d’Oglio, dove dal 2004 al 2020 è stato collaboratore parrocchiale.

Nel 2020 si era ritirato presso la Fondazione La Pace di Cremona.

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su